
Una nuova specie di fungo battezzata Arrhenia monsducalis
16 Marzo 2026È al via la sperimentazione dell’intelligenza artificiale nella scuola, promossa come strumento per rendere l’insegnamento più efficace e recuperare le situazioni di difficoltà: dunque come supporto all’architettura tradizionale.
Questa premessa, però, disattende il noto postulato di Marshall McLuhan «il mezzo è il messaggio», secondo cui i cambiamenti socio-culturali non dipendono dagli scopi con cui uno strumento è utilizzato, ma dal mezzo stesso.
Da qui le domande decisive: quale formazione devono possedere i cittadini del nuovo ambiente socio-culturale? E soprattutto: cosa significa educare quando le conoscenze sono immediatamente accessibili e un “servitore” artificiale può selezionarle al posto nostro, relazionandole?
Non è una domanda nuova. I programmi della scuola media del 1979 avevano già indicato la risposta: le conoscenze sono lo strumento per formare persone in grado di compiere scelte. Fantasia, creatività e invenzione sono i comportamenti da promuovere. L’attività progettuale è la strategia per il loro sviluppo: le capacità di immaginare, d’elaborare e di realizzare sono i traguardi attesi.
Ne consegue che, per adeguare il servizio scolastico al nuovo contesto, si deve agire sull’organizzazione della scuola, dando piena attuazione all’autonomia che «si sostanzia di progettazione formativa, educativa e dell’istruzione». È in questa prospettiva collegiale che prende forma il lavoro didattico svolto nelle classi.
Il problema, dunque, non è l’impiego dell’intelligenza artificiale: è l’organizzazione della scuola. 




