Il “Grande Fratello” e l’incertezza della pena

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Il “Grande Fratello” continua pervicacemente a mantenere la sua fama di trasmissione diseducativa oltre che dannosa specialmente per le nuove generazioni. L’immagine che si continua a dare è di una superficialità e di un’incoerenza che lascia sconcertati. Così nella vicenda delle bestemmie la decisione sui comportamenti da tenere nei confronti dei concorrenti interessati, suscitando un vespaio di polemiche, è cambiata più volte nell’arco di una manciata di settimane. Prima con la mancata squalifica di uno dei presunti bestemmiatori, poi con l’ingresso nella casa di un ex espulso ed infine con l’esclusione dal gioco dei tre concorrenti sotto accusa. In ultimo un nuovo dietro front e, addirittura, fatto senza precedenti, annunciato più volte, come si trattasse di un novello divo, l’arrivo nell’arena del primo, tra i due presenti, dei tre espulsi. A seguire la scena di baci ed abbracci, con il concorrente squalificato che, sino a pochi giorni prima, sulla stampa proclamava la propria innocenza, e che invece di fronte alle telecamere glissava sorridente ad una conduttrice che l’accoglieva come il figliol prodigo. Un segnale estremamente pericoloso, anche perché dà l’ennesima spallata ad uno  dei principi fondanti di quella che un tempo era ritenuta la patria del diritto: la certezza della pena, uguale per tutti, caposaldo di giustizia e di democrazia.

Gennaro Capodanno – Napoli

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