Il buono scuola per una buona scuola

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2001

Gli articoli – due –  pubblicati sul numero di dicembre di Cesano Notizie” hanno suscitato in noi un misto di incredulità e di profonda amarezza, perché le notizie ed i commenti contenuti possono  giustificarsi soltanto attribuendo ai redattori o ignoranza nel merito – a farla buona – o patente malafede .

Ma andiamo al merito.

Ci sembra doveroso far chiarezza, precisando quanto segue.

·        Diffondere la notizia che il buono – scuola sia incostituzionale non corrisponde a verità, in quanto il Governo ha solamente deciso di rinviare alla Corte Costituzionale un giudizio di legittimità circa il regolamento per lattribuzione del buono – scuola alle famiglie ed agli studenti della Lombardia.

  • Il buono scuola non è solo per i ricchi, anzi la decisione presa dal Governo lede proprio il portafoglio delle famiglie povere. Infatti chi frequenta la scuola statale costa ai contribuenti 12 milioni all’anno (questo è infatti il costo medio per alunno – i dati sono pubblici, e forniti dal Ministero della Pubblica Istruzione ! – per ciascuno degli allievi della scuola dell’obbligo) e non paga nulla anche se è ricco. La scuola libera (cioè quella non statale, cioè pubblica, perché serve il pubblico, ma non organizzata dallo Stato) allo Stato non costa nulla, e lo Stato risparmia altresì migliaia di miliardi !

Ma chi sceglie la scuola non statale, semplicemente esercitando un diritto garantito dalla Costituzione (quello precisato all’articolo 30 sul diritto/dovere dei genitori di educare i figli),  paga una retta e paga le tasse anche per chi frequenta la scuola statale. Risultato: i poveri pagano due volte, i ricchi o non pagano nulla (nella scuola di Stato), o, se lo desiderano, possono comunque scegliere le scuole migliori, magari anche all’estero.

·        Il principio della parità scolastica, oltre che un diritto, rappresenta un incentivo al miglioramento della qualità educativa e didattica ed una possibile ipotesi di riduzione dei costi, a parità di qualità del servizio fornito, per tutto il sistema scolastico italiano.

Infatti, il costo medio di ciascun alunno in una scuola non statale (equivalente alla retta annua pagata) si attesta, mediamente, intorno ad un importo che è meno della metà di quello che lo Stato spende per lanalogo servizio che eroga nelle – sue – scuole di Stato.

Pensate ai risparmi possibili e al miglioramento della qualità se solo lo Stato riconoscesse anche economicamente il principio della libertà di istituire scuole da parte dei diversi istituti educativi che potenzialmente sono già oggi in gradi di farlo: cooperative di famiglie, associazioni imprenditoriali, Enti no profit, ecc..

Concludendo, ci amareggia sapere inoltre che la maggioranza del Consiglio Comunale abbia approvato le richieste presentate dal consigliere dei socialisti Bersani, chiedendo addirittura un trasferimento agli Enti locali delle risorse destinate alle famiglie.

Libertà di scelta in ordine al tipo di scuola per i propri figli, equità tra ricchi e poveri, incentivazione ad una migliore qualità del servizio: questo è il buono – scuola, che ci avvicina alle democrazie più avanzate d’Europa.

In tutti i paesi d’Europa: Francia, Germania, Inghilterra, Paesi Bassi, Spagna, Belgio, ecc., infatti (tranne che nella sola Grecia ), il sistema scolastico è attualmente un sistema misto, pubblico (cioè disponibile per tutti, gratuitamente) ma libero, cioè gestito o dallo Stato o da altri soggetti che, certo abilitati e controllati dallo Stato, organizzano liberamente la evasione del bisogno educativo e formativo dei nostri ragazzi.

Conclusione.

A tutti voi, che vi guadagnate la pagnotta lavorando onestamente”, piacerebbe l’ipotesi di poter mandare i vostri figli gratis (visto che per la scuola già pagate le tasse), nella scuola che più desiderate ?

A noi si !

Probabilmente non piacerebbe ai ricchi o a quelli in manifesta antipatia ideologica, perché nemici della vera libertà di scelta!

 

Seguono le firme di 182 cittadini di Cesano Boscone

 

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