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28 Dicembre 2019
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28 Dicembre 2019Il pensiero dominante di Leopardi è una riflessione poetica sull’amore, ed è una lirica che appartiene al Ciclo di Aspasia, poesie scritte a Firenze dopo l’innamoramento per Fanny Targioni Tozzetti
Analisi
Temi principali:
- Il pensiero dominante è un’idea ossessiva e totalizzante che isola il poeta dal resto del mondo.
- Il confronto tra la vita quotidiana e il pensiero assoluto, che dà senso all’esistenza.
- La condizione umana, tra illusioni e realtà, tra sofferenza e il rifugio in un’idea superiore.
- La forza dell’amore o di un ideale supremo, che supera qualsiasi altro desiderio umano.
Struttura e linguaggio:
- Il componimento è in endecasillabi sciolti, con uno stile solenne e meditativo.
- Le immagini sono di forte impatto: il pensiero viene paragonato a una torre solitaria, un fulmine che scaccia ogni altro pensiero, un giardino ristoratore.
- Ricorre la metafora del viaggio e del pellegrino per esprimere il distacco dalla realtà e la ricerca di un rifugio spirituale.
- La morte è trattata con distacco, quasi con ironia: la vita senza il pensiero dominante sarebbe insignificante.
Commento
Il Pensiero dominante è una delle poesie più intense di Leopardi, in cui il poeta esprime la sua visione della vita come dominata da un’idea superiore, che può essere l’amore, la filosofia o un concetto assoluto. Questa idea assorbe tutta la sua esistenza, rendendo insignificanti le altre attività umane.
Il componimento esprime anche un profondo senso di solitudine e distacco dal mondo. Il poeta sente di appartenere a una dimensione superiore rispetto alla società superficiale e incapace di comprendere il vero senso della vita.
Leopardi esplora inoltre il contrasto tra la realtà e l’illusione: il pensiero dominante è un sogno, ma un sogno che rende la vita degna di essere vissuta. Questo tema è tipico del suo pessimismo eroico, secondo cui la vita è sofferenza, ma la grandezza dell’uomo sta nella sua capacità di crearsi illusioni che la rendano accettabile.
Nel complesso, la poesia esprime una profonda meditazione sulla condizione umana, sull’amore e sull’idealizzazione, con la consueta straordinaria potenza lirica di Leopardi.
Testo e Parafrasi
| Dolcissimo, possente dominator di mia profonda mente; terribile, ma caro dono del ciel; consorte 5 ai lúgubri miei giorni, pensier che innanzi a me sí spesso torni;di tua natura arcana chi non favella? il suo poter fra noi chi non sentí? Pur sempre 10 che in dir gli effetti suoi le umane lingue il sentir proprio sprona, par novo ad ascoltar ciò ch’ei ragiona.Come solinga è fatta la mente mia d’allora 15 che tu quivi prendesti a far dimora! Ratto d’intorno intorno al par del lampo gli altri pensieri miei tutti si dileguâr. Siccome torre in solitario campo, 20 tu stai solo, gigante, in mezzo a lei. Che divenute son, fuor di te solo, Come da’ nudi sassi Quasi incredibil parmi Giammai d’allor che in pria Sempre i codardi, e l’alme A quello onde tu movi, 80 Pregio non ha, non ha ragion la vita Per côr le gioie tue, dolce pensiero, 100 Che mondo mai, che nova E tu per certo, o mio pensier, tu solo Altri gentili inganni Da che ti vidi pria, |
XXVI IL PENSIERO DOMINANTE ParafrasiDolcissimo e potente signore della mia mente profonda, pensiero che spesso ritorni davanti a me; dono terribile ma caro del cielo, compagno dei miei giorni tristi. Chi non parla della tua natura misteriosa? Chi non ha sentito il tuo potere? Ma ogni volta che si cerca di descrivere i tuoi effetti, sembra nuovo ascoltare ciò che si dice di te. Da quando sei entrato nella mia mente, essa è diventata solitaria. Come un fulmine, tutti gli altri pensieri sono scomparsi. Tu sei come una torre in mezzo a un campo deserto, solitario e gigante nella mia mente. Tutte le attività del mondo, tutta la vita, sono diventate insignificanti ai miei occhi. Che noia insopportabile sono le solite occupazioni, i piaceri futili, rispetto alla gioia celeste che mi doni! Come il pellegrino che dagli aspri sassi dell’Appennino guarda con desiderio un prato verde in lontananza, così io mi rifugio in te per sfuggire alla durezza della realtà. Mi sembra incredibile di aver sopportato la vita e il mondo sciocco per tanto tempo senza di te. Non riesco quasi a concepire come potessi desiderare qualcosa di diverso. Da quando ho capito cosa sia questa vita, non ho più temuto la morte. Ora mi sembra un gioco quella necessità estrema che il mondo sciocco teme e detesta. E se il pericolo si presenta, lo guardo con un sorriso. Ho sempre disprezzato i codardi e gli animi vili. Ora ogni atto indegno mi colpisce immediatamente e ogni esempio di viltà mi fa indignare. In questa epoca superba, nutrita di vuote speranze, amante delle chiacchiere e nemica della virtù, che chiede solo l’utile ma non si accorge che la vita diventa sempre più vuota, io mi sento superiore. Disprezzo i giudizi umani e calpesto la moltitudine nemica dei grandi pensieri. Quale sentimento non cede di fronte a te? Anzi, quale altro sentimento esiste davvero tra gli uomini? Avarizia, superbia, odio, ambizione, sono solo desideri superficiali al tuo confronto. Solo un sentimento domina l’uomo, assegnato all’umanità dalle leggi eterne. La vita non ha valore né significato senza di te. Solo tu sei la giustificazione del destino crudele che ci ha messi sulla terra a soffrire. Solo tu rendi talvolta la vita più desiderabile della morte per chi ha un cuore nobile. Per raccogliere le tue gioie, affrontare le sofferenze umane e sopportare a lungo la vita non è stato indegno. E tornerei ancora a intraprendere questo cammino, anche dopo aver conosciuto le sofferenze della vita, perché mai fino ad ora, attraversando il deserto della mortalità, ho trovato le pene umane più sopportabili di fronte alla felicità che mi dai. Che mondo, che immensità, che paradiso è quello in cui spesso il tuo incanto mi porta! Dove, sotto una luce diversa, dimentico la mia condizione terrena e la realtà stessa! Forse tali sono i sogni degli immortali. Ahimè, tu, dolce pensiero, sei in gran parte un sogno e un’illusione che rende più bello il vero. Ma sei divino tra le illusioni della natura, perché sei così forte e vivo da resistere alla realtà e talvolta adattarti ad essa, fino alla morte. E tu, mio pensiero, sei l’unico vitale ai miei giorni e sarai con me fino alla morte. Sento dentro di me che sei il mio eterno padrone. Altri dolci inganni mi offuscavano la realtà, ma più rivedo colei con cui dialogo dentro di me, più cresce il mio piacere e il mio delirio vitale. Sei bellezza angelica! Ogni volto bello mi sembra un’imitazione del tuo. Sei la fonte di ogni leggiadria, l’unica vera bellezza. Da quando ti ho visto per la prima volta, sei stato l’unico vero obiettivo delle mie preoccupazioni. Quante volte durante la giornata non ho pensato a te? Quante volte la tua immagine sovrana è mancata ai miei sogni? Bella come un sogno, sembianza angelica, nel mondo terreno e nelle vie dell’universo, che altro potrei desiderare o sperare se non di vedere ancora i tuoi occhi splendenti e pensare a te? |




