La prosa del duecento

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Prosa minore del duecento

I comuni dell’Italia centro settentrionale sono i nuovi centri della vita sociale ed economica.

Le attività mercantili e finanziarie si concentrano nelle realtà urbane.

Emerge una borghesia fatta da mercanti, banchieri, imprenditori.
→ I borghesi hanno bisogno di approfondire le proprie conoscenze tecniche e accrescere il proprio livello culturale.

Cambia la prospettiva attraverso cui il cittadino guarda la realtà e se stesso.

Alla cultura dei chierici si sostituiscono i valori borghesi.

Nella cultura feudale → dimensione statica e immutabile dello spazio.

Tranne i pellegrinaggi e le esigenze militari, niente portava il feudatario a spostarsi dal suo feudo, il monaco dal suo monastero, il servo dal luogo dove era nato.

Nella realtà urbana e mercantile → il viaggio è fonte di ricchezza per l’estendersi delle possibilità di scambi.

Nel mondo rurale del feudo, il tempo coincide con i cicli immutabili della natura e la realtà è il prodotto di un piano provvidenziale.

Nel mondo mercantile, il tempo è un elemento fondamentale per misurare i valori della produzione;

Nella realtà comunale, il tempo è la dimensione entro cui si muovono le relazioni sociali e politiche, all’interno di un corso di eventi riconducibili all’agire umano, quindi controllabili e conoscibili.

Esigenze del pubblico borghese:

– Acquisire e diffondere conoscenze nei diversi campi del sapere;

– Fornire ammaestramenti nel campo civile e sociale;

– Soddisfare il gusto per la narrazione di puro intrattenimento.

Tre tipologie di testo: il resoconto di viaggio, la cronaca, la novella

Audio Lezioni di Letteratura delle origini, duecento e trecento del prof. Gaudio

Ascolta “Letteratura origini duecento e trecento” su Spreaker.

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