La Riforma dei cicli canto del cigno dello statalismo

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2001

E così, come dice Angelo Panebianco in un articolo del Corriere della Sera, il governo è alle strette, fa approvare in fretta e furia la riforma in parlamento, come al solito senza consultare chi nella scuola ci opera e prima che gli elettori esprimano il loro parere, che non può che essere negativo, sull’operato della maggioranza. Intanto, si prodiga per distruggere quello che di buono aveva la scuola italiana: la scuola elementare e il liceo che ci invidiavano in tutto il mondo. Che ci sia bisogno di rimodernare l’impianto didattico del liceo, per esempio con le nuove tecnologie e la musica, sono io il primo a dirlo; ma che fosse proprio necessario abbatterlo (per spostare il livello che una volta era liceale all’università) non era proprio il caso. Questa riforma ha lo scopo nascosto di far morire le poche scuole non statali che sono sopravvissute ai decenni di monopolio statalista. Infatti richiederà uno sforzo organizzativo e un reclutamento di docenti troppo oneroso per le scuole che devono contare solo sulle proprie braccia. Complimenti, il lottatore che sta per essere battuto adopera le ultime forze per sferrare un ultimo disperato attacco finale: speriamo che si renda conto che nessuno più tifa per lui.

 

Luigi Gaudio

 

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