Riccardo Goruppi

La scomparsa a Trieste del Partigiano RICCARDO GORUPPI grande Testimone della deportazione politica nei lager di sterminio nazisti

In sua Memoria rilanciamo l’intenso intervento che presentò al 4° Convegno dell’Università di Trieste “Convivere con Auschwitz” nel gennaio 2017
VIDEO DELL’INTERVENTO DI RICCARDO GORUPPI

Solo negli anni ’80, racconta Il Piccolo, cominciò a testimoniare pubblicamente le violenze subite nei lager nazisti: “Prima non riuscivo – aveva raccontato a gennaio, in occasione della Giornata della Memoria -. Non arrivavo alla fine, mi prendeva la crisi. Ce l’ho fatta grazie anche all’aiuto della nuova generazione di storici”.

Se n’è andato all’età di 94 anni Riccardo Goruppi, partigiano, sopravvissuto alla deportazione nei lager nazisti e per tutta la vita testimone degli orrori della Deportazione. Goruppi, come riferisce Il Piccolo, fu arrestato nel ’44, a 17 anni, assieme al padre Edoardo a seguito di una delazione. Incarcerato nella Trieste occupata dalle truppe naziste, fu deportato a Dachau, Leonberg, Mühldorf e Kaufering. Goruppi – di cognome Gorup prima dell’italianizzazione imposta dal regime di Mussolini – era nato a Prosecco nel 1927 e apparteneva alla comunità slovena in Italia. Quando fu liberato dagli Alleati, era ammalato di tifo, pesava pochi chili e perdeva spesso conoscenza.

Solo negli anni ’80, racconta il quotidiano triestino, cominciò a testimoniare pubblicamente le violenze subite nei lager nazisti: “Prima non riuscivo – aveva raccontato a gennaio, in occasione della Giornata della Memoria -. Non arrivavo alla fine, mi prendeva la crisi. Ce l’ho fatta grazie anche all’aiuto della nuova generazione di storici. Per me la cosa più importante è che i giovani riescano a capire quanto dolore porta quando uno odia”.

Con la sua morte, afferma la storica Dunja Nanut, presidente della sezione triestina dell’Associazione nazionale deportati e autrice della biografia di Goruppi, “viene meno una colonna portante. Un punto di riferimento, capace di comprendere i problemi del passato e dell’oggi. A noi resta un vuoto incolmabile”. Cordoglio anche dal sindaco Roberto Dipiazza e da centinaia di persone che stanno dedicando un messaggio a Goruppi sui social network: “Guidava i giovani ricordando la sua drammatica esperienza a Dachau e spiegando sempre che non dovevamo mai odiare, ma instaurare con tutti un dialogo pacifico. Un abbraccio alla sua famiglia”.