Lettera aperta ai manifestanti


che si ispirano a Don Milani per la riforma della scuola

2002

Carissimi amici che il 19 maggio sarete a Barbiana,

                                                                                    non condivido la vostra iniziativa, la rispetto, ma vi chiedo di abbandonare la strada dello scontro politico per arrivare ad un dialogo reale sulla scuola che c’è, così che si possano porre le condizioni di quella che sarà. 

Troppa utopia determina ancora il dibattito sulla scuola, troppi sogni ed illusioni, mentre il punto di partenza per qualcosa di veramente nuovo può essere solo ciò che c’è, ossia la nostra professionalità di insegnanti, il nostro impegno con la vita, le nostre competenze, il nostro sguardo alla realtà, e poi le domande degli studenti che ci troviamo di fronte ogni mattina, quelle dei genitori, quelle del contesto in cui operiamo.

Questa è la scuola, una quotidiana costruzione con al centro la libertà, quella di noi insegnanti, quella degli studenti, quella dei genitori.

Se ripartire da Barbiana significa prendere sulle spalle la nostra libertà e costruire un luogo dove tutti la possano esercitare, come fece energicamente don Milani, promuovendo l’umanità di ogni ragazzo, allora sì, ripartiamo da Barbiana!

Se invece ripartire da Barbiana non significa altro che continuare ad essere contro, allora no, non ci sto, perché oggi più che mai i nostri studenti hanno bisogno non di chi va contro, ma di chi prende a cuore il loro desiderio di conoscere, di vivere, di amare.

E questo è possibile solo se accanto a loro ci siamo! Con la nostra umanità, con il nostro cuore, con la nostra cultura, con tutti i nostri limiti.

Rivendichiamo allora l’unica cosa decisiva in una riforma, il diritto di essere noi a farla!

Questo voleva don Milani, che non la struttura né le regole fossero al centro della scuola, ma la persona umana.

Questo, e solo questo dobbiamo chiedere al ministro, che ci lasci il diritto ad imprimere il nostro volto umano alla scuola che sarà.

Grazie per la vostra attenzione.

15/5/2002                            Gianni Mereghetti                                        Abbiategrasso