
Come Labieno riesce ad ingannare i Galli Treviri, De bello gallico, VI, 8, seconda…
28 Dicembre 2019
Il sommario dell’opera Capitolo primo del Principe
28 Dicembre 2019Nel libro VI, capitolo 8 del De Bello Gallico, Cesare descrive come il suo luogotenente Tito Labieno riuscì ad ingannare i Galli Treviri, una tribù che si preparava ad attaccarlo. Ecco i punti chiave della sua strategia:
- Informazioni sulla situazione:
- I Treviri, avendo radunato un grande esercito, si stavano preparando ad attaccare Labieno con la legione che aveva svernato nel loro territorio.
- Erano a soli due giorni di marcia da Labieno quando seppero che due legioni inviate da Cesare si stavano avvicinando.
- Decisero quindi di accamparsi e di aspettare l’arrivo dei rinforzi germanici.
- La strategia di Labieno:
- Labieno, consapevole dei piani dei nemici, capì che la loro indecisione gli offriva un’opportunità.
- Lasciò cinque coorti a protezione dei bagagli e si mosse con venticinque coorti e la cavalleria verso il nemico, accampandosi a un miglio di distanza.
- Tra i due eserciti scorreva un fiume difficile da attraversare, con rive scoscese. Labieno finse di non avere intenzione di attraversarlo, né credeva che i nemici lo avrebbero fatto.
- L’inganno:
- Labieno diffuse la voce che, dato l’avvicinarsi dei Germani, non avrebbe rischiato una battaglia e che all’alba avrebbe levato il campo.
- Questa notizia arrivò rapidamente ai Treviri, grazie alle spie e ai Galli che simpatizzavano con la causa romana.
- Durante la notte, Labieno ordinò alle sue truppe di simulare una partenza frettolosa, con grande rumore e confusione, per dare l’impressione di una fuga.
- Le spie informarono i Treviri di questa finta fuga prima dell’alba.
- Il risultato:
- I Treviri, credendo che i Romani stessero fuggendo, attraversarono il fiume per inseguirli, cadendo così nella trappola di Labieno.
- Labieno, che aveva previsto questa mossa, riorganizzò rapidamente le sue truppe e attaccò i Treviri, infliggendo loro una pesante sconfitta.
In sintesi:
Labieno utilizzò con astuzia la disinformazione e la simulazione per indurre i Treviri a compiere un errore tattico fatale. La sua capacità di sfruttare la psicologia del nemico e di orchestrare un inganno efficace dimostra la sua abilità militare e la sua importanza come luogotenente di Cesare.




