Confronto tra Ungaretti e Montale
28 Dicembre 2019
Mio fiume anche tu da “Il dolore” di Giuseppe Ungaretti
28 Dicembre 2019🔍 Lettura dei versi 163-202 della poesia “Monologhetto” 📜 di Giuseppe Ungaretti, da Il taccuino del vecchio, raccolta tarda e riflessiva, attraversata da uno sguardo disilluso ma ancora teso alla ricerca di senso.
✨ Analisi e Temi
🎭 Identità e maschere
“Poeti, poeti, ci siamo messi / tutte le maschere; / ma uno non è che la propria persona.”
Ungaretti smaschera il ruolo poetico: ogni finzione, ogni maschera stilistica o sociale, cede alla verità dell’essere nudo, autentico, fragile. La poesia non è travestimento, ma rivelazione.
🗓️ Il tempo liturgico e il vuoto esistenziale
“Quel vuoto che per natura / ogni anno accade di Febbraio…”
L’intervallo tra Candelora e Mercoledì delle Ceneri (passaggi simbolici tra luce e morte) rappresenta una sospensione del tempo, una fenditura nel quotidiano in cui emerge il vuoto, l’inquietudine.
😵💫 Smania d’essere, nostalgia, fallimento
“Impaziente, nel vuoto, ognuno smania… / a reincarnarsi in qualche fantasia…”
Tutti, giovani e vecchi, desiderano un’identità, una speranza, anche se illusoria. Ma il tempo è troppo veloce, gli inganni si dissolvono prima di essere compresi. La fragilità dell’essere diventa insopportabile.
👶 Fanciullezza e sogno
“Solo ai fanciulli i sogni s’addirebbero…”
Solo il bambino possiede ancora il candore salvifico. Ma l’infanzia è subito ricordo, svanisce in fretta, non resta che il rimpianto.
🕳️ Rivelazione del Nulla
“Non c’è, altro non c’è su questa terra / che un barlume di vero / e il nulla della polvere…”
Qui Ungaretti tocca il cuore della sua visione esistenziale: solo barlumi di verità rischiarano la nostra vita, immersa in polvere, disillusione, miraggi. Ma nonostante tutto, l’uomo continua a tendersi verso la luce, come un “matto incorreggibile”.
🧠 Stile e linguaggio
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Lessico dimesso ma incisivo: parole quotidiane, ma potenti nella loro essenzialità.
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Versi liberi, spezzati, che seguono il flusso del pensiero.
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Ritmo frammentato, a tratti aforistico, a tratti lirico.
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Immagini simboliche e religiose: la Candelora, le Ceneri, la polvere, il miraggio.
📌 Commento sintetico
In questi versi Ungaretti interroga il senso dell’identità, della poesia, del tempo. In un mondo in cui tutto sembra sfaldarsi nel vuoto e nella polvere, resta solo la fragile ostinazione dell’uomo, che continua a cercare luce e senso, anche sapendo che saranno forse solo barlumi.
Ti va di confrontarla con “Non chiederci la parola” di Montale, o di esplorarla con un disegno-simbolo? 📖
📘Esercizio finale
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📖 Brano della poesia “Monologhetto” versi 163-202 (Giuseppe Ungaretti)
Tutte le maschere;
Ma uno non è che la propria persona.
Per atroce impazienza
In quel vuoto che per natura
Ogni anno accade di Febbraio
Sul lunario fissandosi per termini:
Il giorno della Candelora
Con il riapparso da penombra
Fioco tremore di fiammelle
Di sull’ardore
Di poca cera vergine,
E il giorno, dopo qualche settimana,
Del Sei polvere e ritornerai in polvere;
Nel vuoto, e per impazienza d’uscirne,
Ognuno, e noi vecchi compresi
Con i nostri rimpianti,
E non sa senza propria prova niuno
Quanto strozzi illusione
Che di solo rimpianto viva;
Impaziente, nel vuoto, ognuno smania,
S’affanna, futile,
A reincarnarsi in qualche fantasia
Che anch’essa sarà vana,
E ne è sgomento,
Troppo in fretta svariando nei suoi inganni
Il tempo, per potersene ammonire.
Solo ai fanciulli i sogni s’addirebbero:
Posseggono la grazia del candore
Che da ogni guasto sana, se rinnova
O se le voci in sé, svaria d’un soffio.
Ma perché fanciullezza
È subito ricordo?
Non c’è, altro non c’è su questa terra
Che un barlume di vero
E il nulla della polvere,
Anche se, matto incorreggibile,
Incontro al lampo dei miraggi
Nell’intimo e nei gesti, il vivo
Tendersi sembra sempre.
🎤🎧 Audio Lezioni, ascolta il podcast su Giuseppe Ungaretti del prof. Gaudio
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