Orgoglio di un insegnante del Bramante


I miei motivi

1999

Alcuni motivi per cui sono orgoglioso di insegnare in questa scuola e sono fiero di curare per essa il sito (www.endoxa.it/bramante), non chiedo il trasferimento ad un liceo più vicino a casa e penso che sia un’ottima scuola da consigliare ai ragazzi di terza media:

1) perché in questa scuola si studia e quindi può capitare ai miei alunni quello che è successo anche a me, cioè di ricevere un’istruzione decisamente superiore a quella dei propri genitori, cosa che invece non è  succede a molti studenti americani (consiglio a tutti di vedere il film “Codice omicidio 187” per capire cosa intendo)

2) perché questa scuola non è affatto chiusa, ma è ricca di sperimentazioni e moderna come poche

3) perché è bella, pulita e funzionale, e al posto delle scritte sui muri ha una serie notevole di riproduzioni di importanti capolavori artistici

4) perché gli studenti sono simpaticissimi, studiosi e rispettosi dei loro docenti e non si lasciano sempre strumentalizzare dalle faziosità politiche e dalle manifestazioni irrazionali che prevalgono invece nelle scuole milanesi

5) perché i colleghi mostrano sempre ai loro studenti la complessità dei fenomeni,  educano alla critica e rispettano le diverse opinioni (per esempio questa era una delle poche scuole in cui non si insegnava che Andreotti era un mafioso prima che fosse concluso il processo)

6) perché in questa scuola le decisioni verticistiche del ministro vengono sottoposte ad esame critico. È caso del decreto sull’insegnamento della storia che la nostra scuola, in base alla legge sull’autonomia, non ha attuato.

E meno male, altrimenti avremmo studiato cose del genere: “Le sorti del PCI, d’altra parte, hanno un’importanza fondamentale per il rinnovamento del paese”(pag.1638 del nuovo Manuale di Storia di Camera-Fabetti, pag. 1638).

Oppure come questa: “La Democazia Cristiana, fortemente sollecitata anche dalla combattiva europarlamentare Rosy Bindi, allontanava dalle cariche di partito ed escludeva dalle candidature tutti i propri esponenti inquisiti”(pag.1679 op.cit.).

Luigi Gaudio