Perdonaci Liliana

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Auschwitz-Birkenau, dopo ore di attesa nella stanza della disinfestazione e della rasatura, finalmente entra qualcuno. È un’altra ragazza, anche lei nuda e terrorizzata. Provano a dirsi qualcosa ma ogni tentativo è vano, non si capiscono. Da ultimo, la geniale idea di comunicare con il latino scolastico. La prima cosa che Liliana Segre dice alla sconosciuta è “Patria mea pulchra est”, la mia patria è bella. Oggi quella patria si trova in un abisso. Un abisso profondo. Perdonaci, Liliana.

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