Riforma 2010


Aumenteranno classi per ogni docente

Alle superiori la cattedra diventa itinerante
La Repubblica – 15 dicembre 2009
Il professore, soprattutto se precario, sarà sempre più nomade: vagherà vorticosamente da un’aula all’altra e anche da una scuola all´altra. Sono gli effetti di quella miscela esplosiva composta dalla ormai celebre legge 133

di Stefano Parola
Torino

Nella migliore delle ipotesi il “prof”, soprattutto se precario, sarà sempre più nomade: vagherà vorticosamente da un´aula all´altra e anche da una scuola all´altra. Nella peggiore, invece, perderà il posto. Sono gli effetti di quella miscela esplosiva composta dalla ormai celebre legge 133, che stabilisce quante cattedre vanno tagliate nel triennio 2009-2012, e dall´imminente riforma delle scuole superiori.
Quest´ultima comprime notevolmente gli orari di lezione. Per esempio, nei licei artistici si passerà da 39-41 ore settimanali a 34-35, negli istituti tecnici da 35 a 32. E alcune materie saranno ridotte: il latino nei licei scientifici perderà tre ore nell´arco del quinquennio (da 20 a 17), nei linguistici si farà fisica soltanto in quarta e in quinta e via dicendo. Ma per contratto le ore di lezione di ciascun docente sono 18 a settimana e sarà quindi necessario spezzettarle ulteriormente. Perché, come sottolinea Enzo Pappalettera, segretario della Cisl scuola Piemonte, «la tendenza è di aumentare il numero delle classi in cui opera il singolo insegnante».
Significa che se un professore che oggi lavora in quattro classi, dall´anno prossimo insegnerà in cinque o più, magari non tutte nello stesso istituto. La presenza di questa figura di “prof” nomade (che già esiste) diventerà più massiccia dall´anno prossimo e avrà il suo apice tra cinque anni, quando la riforma del secondo ciclo entrerà a regime. Il nomadismo riguarderà soprattutto chi è più in fondo nelle graduatorie, i precari insomma. Ma c´è di peggio: «Nelle scuole medio-grandi – spiega Pappalettera – può capitare che qualcuno perda la cattedra». Perché il destino è segnato dalla fatidica tabellina dei tagli inserita nella legge 133 che per il momento viene confermata anche in Finanziaria. Quante cattedre perderà il Piemonte? Il leader della Cisl scuola ha fatto i conti: «Tra i 1.500 e i 1.900 posti, quasi completamente a carico delle scuole superiori. La forbice dipende da quanto crescerà o diminuirà la nostra popolazione scolastica». Più studenti comporteranno una riduzione minore. Ma Pappalettera teme il contrario: «La preoccupazione è che il trend di crescita si interrompa o venga rallentato dal fatto che la crisi ha fatto andare via molti stranieri».
Insomma, la mannaia calerà inesorabile. Ma in che modo? Perché la dieta imposta dal ministro dell´Economia Giulio Tremonti prevedeva di attuare la riforma delle superiori sui primi due anni di scuola. Ma pare che la rivoluzione riguarderà soltanto le prime. E il resto del risparmio? «O il ministero dell´Istruzione rinuncia a 5 mila tagli, oppure dovrà modificare l´orario delle classi tra la seconda e la quinta», dice Enzo Pappalettera. Se dovesse scegliere la seconda soluzione, i tecnici di Mariastella Gelmini si troverebbero di fronte a un bivio. Potrebbero decidere di giocare sulla durata dell´ora di lezione (60 o 50 minuti): alla scuola viene assegnato un organico di professori in grado di coprire 32 ore, che grazie alla lezione da 50 minuti diventano 36 e consentono di lasciare inalterati i quadri orari. Oppure potrebbe optare per la diminuzione delle ore di alcune materie.