Testo argomentativo sul Medioevo

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Testo argomentativo: Il buon uso dei talenti di M.T. Fumagalli Beonio Brocchieri

(“Il Sole-24 Ore” 9/06/02)

Obiettivi:

  • comprensione di un testo non letterario che ha attinenza con il programma storico-letterario
  • individuazione della novità interpretativa dell’idea di ricchezza nel Medio Evo proposta dal saggio di Todeschini recensito dalla Fumagalli Beonio Brocchieri
  • riferimenti pertinenti desunti dalle conoscenze degli studenti sul MedioEvo storico e letterario
  • individuazione di un proprio punto di vista critico che prevede anche un’attualizzazione del problema

Valutazione:

  • comprensione e analisi del testo per concetti chiave p. 3
  • focalizzazione del problema con riferimenti a Dante, Boccaccio e alla storia del Medio Evo p. 3
  • punto di vista personale coerente con l’argomento p. 2
  • correttezza e proprietà espositiva p. 2

Consegne:

  • tempo: 4 ore
  • spazio: 4 colonne di foglio protocollo diviso a metà

La città cristiana nell’Europa medievale aveva …molti cuori: poveri e lebbrosi sedevano tendendo la mano ai crocicchi delle strade mentre i ricchi passavano sui loro bei cavalli correndo verso le loro case in pietra, i loro castelli, i loro vigneti e le loro campagne, mentre i mercanti facevano affari nelle loro botteghe e gli usurai prosperavano. Lo “sterco del diavolo” (gli eremiti chiamavano il denaro anche così) poteva essere guadagnato e impiegato legittimamente? Esisteva per i cristiani un uso non soltanto lecito ma addirittura virtuoso della ricchezza? Questa è la domanda che guida la ricerca di Todeschini I mercanti e il tempio.

Jacques Le Goff ha rappresentato l’atteggiamento della Chiesa e dei pensatori cristiani verso la ricchezza della città come un cedimento progressivo che partendo dalla condanna arriva al riconoscimento …di una legittimità del mercato …Todeschini, nel suo saggio, rovescia i termini del problema …Al centro sta l’idea di “un bene comune economico e di un’economia di mercato dove la fede religiosa condivisa da tutti sembra aver avuto un forte rapporto con i nuovi modi di pensare e definire interessi, profitti, utilità economiche apparentemente estranei alla religione e alla morale”. Leggiamo in Clemente d’Alessandria (II secolo) che le ricchezze in sé sono un “puro strumento e materia bruta” mentre il peccato sta esclusivamente nel desiderio di possederle senza renderle produttive. La metafora della salvezza si era già espressa in parole decisamente economiche nel Vangelo di Matteo (25, 14-30) dove il padrone, che aveva affidato alcuni talenti ai suoi servi “secondo le loro capacità”, definisce malvagio e pigro quel servo che aveva nascosto in una buca del campo il suo unico talento, conservandolo senza farlo fruttare e lo “caccia nelle tenebre”. Anche la salvezza dell’anima può dipendere dunque da un rendiconto.

Mettere a profitto il denaro in modo avveduto per il bene generale può invece diventare “un’opera d’arte”, scriveva Clemente d’Alessandria che era monaco…

Il comportamento monastico, segno di perfezione morale e religiosa, può benissimo convivere con il potere e la ricchezza poiché possedere equivale in questa ottica ad amministrare beni di dominio divino…Pier Damiani a capo del movimento dei riformatori nell’XI secolo costruisce un paragone audace fra il comportamento del “mercante incapace” che non fa fruttare il denaro, del servo pigro che ha sotterrato nel campo il suo unico talento e del sacerdote che non sa gestire il suo ufficio. Di conseguenza, l’avarizia e l’accumulo dei beni sono un peccato equivalendo a un comportamento economico irrazionale e indifferente al bene comune; l’usura …è una forma di trasgressione e indisciplina, illegittima e antisociale.

All’interno della città medievale …accadeva spesso che un usuraio, oppure un mercante, con i loro smodati profitti danneggiassero qualcuno. Agostino aveva scritto che per salvarsi era necessario restituire il maltolto e i maestri del Trecento ripetevano …che non solo bisogna sanare il danno, è necessario indennizzare  insieme a colui che l’ha subito anche la comunità colpita …

Un bell’esempio di indennizzo e la cappella, affrescata da Giotto a Padova e offerta alla città dalla famiglia dei banchieri Scrovegni la cui ricchezza era stata così vicina all’usura…Gli Scrovegni in questo modo splendido restituivano alla città la loro ricchezza non più inutile “scoprendo in essa una potenza di recupero e di reinvestimento”

Rispondi alle seguenti consegne:

Analizza la recensione di M.T. Fumagalli Beonio Brocchieri di un saggio di G. Todeschini sulla concezione di ricchezza nel Medioevo individuando i concetti chiave e la novità rispetto all’altra interpretazione storica che viene menzionata nel testo proposto. Inserisci l’analisi nel quadro delle tue conoscenze sul periodo esaminato facendo riferimento soprattutto alla Commedia, per quanto concerne avarizia, usura e la degenerazione della ricchezza a Firenze, e al Decameron dove i mercanti e i loro traffici hanno una parte importante nell’economia dell’opera.

fonte: http://www.mlt.it/collegamenti/terza/italian3/anal3/buonuso.htm

Audio Lezioni di Storia medievale del prof. Gaudio

Ascolta “Storia medievale” su Spreaker.

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