
Racconti con punti di vista diversi
28 Dicembre 2019
Lisabetta da Messina di Boccaccio
28 Dicembre 2019Nella narrativa, il modo in cui i pensieri, le parole e le azioni dei personaggi sono presentati al lettore gioca un ruolo cruciale nel definire lo stile e l’impatto emotivo della storia.
Attraverso diversi tipi di discorso – come il discorso diretto , il discorso indiretto e il discorso libero indiretto – l’autore può modulare la voce narrativa, creare empatia o distanza tra il lettore e i personaggi, e riflettere sulle dinamiche interne ed esterne della trama. Questo articolo esplora i vari tipi di discorso utilizzati nella narrazione, analizzando come vengono rappresentati i pensieri e le parole dei personaggi, nonché il ruolo della lingua e dello stile.
1. Tipi di discorso nella narrazione
Il discorso è lo strumento principale con cui i personaggi comunicano le loro idee, emozioni e azioni. Esistono tre principali modalità di presentazione del discorso:
1.1 Discorso diretto
Il discorso diretto riporta le parole esatte pronunciate dai personaggi, solitamente racchiuse tra virgolette. Questo tipo di discorso crea una forte vicinanza tra il lettore e il personaggio, poiché permette di ascoltare direttamente la sua voce.
- Esempio : Nelle I Promessi Sposi , quando Lucia dice: “Oh povera me, cos’ho fatto!” , il lettore percepisce immediatamente il suo turbamento e la sua vulnerabilità.
- Funzione : Il discorso diretto è spesso usato nei dialoghi per rendere vivida l’interazione tra i personaggi e per evidenziare le differenze di tono, personalità e intenzioni.
1.2 Discorso indiretto
Il discorso indiretto riassume le parole o i pensieri dei personaggi attraverso la voce del narratore, senza citarli letteralmente. Questo tipo di discorso crea una certa distanza tra il lettore e il personaggio, ma permette al narratore di fornire contesto o interpretazione.
- Esempio : Quando il narratore descrive i pensieri di Renzo: “Renzo si chiedeva se avrebbe mai ritrovato Lucia” , il lettore riceve un’interpretazione filtrata delle sue riflessioni.
- Funzione : Il discorso indiretto è utile per sintetizzare lunghe conversazioni o pensieri complessi, mantenendo il focus sulla trama principale.
1.3 Discorso libero indiretto
Il discorso libero indiretto combina elementi del discorso diretto e indiretto, permettendo al narratore di entrare nella mente del personaggio senza esplicitare che si tratta di un pensiero o di una parola. Questo tipo di discorso crea un effetto di fluidità tra la voce del personaggio e quella del narratore.
- Esempio : Nelle I Promessi Sposi , quando il narratore scrive: “Non c’era rimedio, chi ne sa più degli altri non vuol essere strumento materiale nelle loro mani” , la frase riflette i pensieri del segretario di Agnese, ma è presentata come parte della narrazione.
- Funzione : Il discorso libero indiretto permette di esplorare i pensieri intimi dei personaggi in modo naturale, senza interruzioni narrative.
2. Rappresentazione dei pensieri dei personaggi
I pensieri dei personaggi possono essere espressi in vari modi, a seconda dell’intento narrativo:
2.1 Monologo interiore
Il monologo interiore è una tecnica che riproduce i flussi di coscienza dei personaggi, spesso saltando da un pensiero all’altro senza una struttura logica. Questo metodo è particolarmente efficace per mostrare lo stato mentale confuso o tormentato di un personaggio.
- Esempio : Nei frammenti analizzati, i pensieri dell’Innominato durante la sua notte di riflessione rivelano un tumulto interiore: “Vedevano in lui un santo, ma un di que’ santi che si dipingono con la testa alta, e con la spada in pugno.”
- Funzione : Il monologo interiore permette di esplorare le contraddizioni e le profondità psicologiche dei personaggi.
2.2 Riflessioni esplicite
Alcuni autori preferiscono esporre i pensieri dei personaggi in modo chiaro e organizzato, spesso attraverso commenti narrativi. Questo approccio è utile per guidare il lettore verso interpretazioni specifiche.
- Esempio : Quando il narratore descrive le riflessioni di Lucia sul sacrificio: “Il pensiero stesso del gran sacrificio, non già che avesse perduto il suo amaro, ma insieme con esso aveva un non so che d’una gioia austera e solenne.”
- Funzione : Le riflessioni esplicite aiutano a chiarire i temi morali o filosofici della storia.
3. Lingua e stile nella narrazione
La scelta della lingua e dello stile è fondamentale per creare l’atmosfera e il tono del racconto. Gli autori possono adattare il linguaggio in base al contesto, ai personaggi e alle tematiche trattate.
3.1 Registro linguistico
Il registro linguistico si riferisce al livello formale o informale del linguaggio utilizzato. Ad esempio:
- Linguaggio colloquiale : Usato per i dialoghi tra personaggi comuni, come Agnese e don Abbondio.
- Linguaggio elevato : Impiegato per descrivere eventi solenni o riflessioni filosofiche, come nel caso dei sermoni del cardinale Federigo.
3.2 Stile descrittivo
Lo stile descrittivo è utilizzato per creare immagini vivide e coinvolgenti. Manzoni, ad esempio, eccelle nella descrizione dettagliata di ambienti e situazioni, come nel lazzeretto:
- Esempio : “La buona donna aveva subito tirate le tendine della lettiga: prese poi affettuosamente le mani di Lucia, s’era messa a confortarla, con parole di pietà, di congratulazione e di tenerezza.”
- Funzione : Le descrizioni dettagliate immergono il lettore nel mondo narrativo, amplificando l’impatto emotivo.
3.3 Stile riflessivo
Lo stile riflessivo è caratterizzato da pause narrative che invitano il lettore a meditare sui temi della storia. Ad esempio, i commenti del narratore su temi come la giustizia divina o la redenzione aggiungono profondità alla narrazione.
4. Funzioni integrate: Parole, pensieri e stile
Le parole e i pensieri dei personaggi, uniti al linguaggio e allo stile dell’autore, lavorano insieme per creare un’esperienza narrativa completa. Ad esempio:
- Parole dei personaggi : Rivelano le loro motivazioni, paure e desideri.
- Pensieri interiori : Offrono uno sguardo profondo sulla loro psicologia.
- Stile narrativo : Modula il tono e l’atmosfera, influenzando la percezione del lettore.
5. Esempio applicativo: La conversione dell’Innominato
Prendiamo in esame la conversione dell’Innominato per illustrare l’integrazione di questi elementi:
- Discorso diretto :
- L’Innominato rivolge parole dure alla vecchia serva: “Falle coraggio, ti dico. Tu sei venuta a codesta età, senza sapere come si fa coraggio a una creatura, quando si vuole!”
- Monologo interiore :
- Durante la notte di riflessione, i suoi pensieri rivelano il conflitto interiore: “Oltre il timore, avevano anche per lui un’affezione come d’uomini ligi.”
- Stile descrittivo :
- La descrizione del suo ambiente e delle sue azioni amplifica il dramma: “Andò dunque in camera, s’accostò a quel letto in cui la notte avanti aveva trovate tante spine; e vi s’inginocchiò accanto, con l’intenzione di pregare.”
- Stile riflessivo :
- Il narratore commenta la trasformazione dell’Innominato, sottolineando il tema della redenzione: “Dio, il quale certamente benedice questa tua perseveranza d’affetto, questa tua fedeltà in volere e in cercare colei ch’Egli t’aveva data.”
6. Conclusioni
I vari tipi di discorso, la rappresentazione dei pensieri dei personaggi e l’uso della lingua e dello stile sono strumenti essenziali per costruire una narrazione coinvolgente e significativa. Attraverso queste tecniche, un autore può creare personaggi complessi, trame articolate e temi universali che risuonano con il lettore. Come dimostra l’esempio dell’Innominato in I Promessi Sposi , l’integrazione di questi elementi permette di esplorare le profondità umane e di riflettere sulle grandi domande della vita. 😊




