
Le Tecniche Narrative: Strumenti della Narrazione
28 Dicembre 2019
Il narratore dentro o fuori la storia
28 Dicembre 2019Testo, parafrasi, analisi e commento del passo tratto dall’Iliade. in cui il troiano Pandaro, a causa dell’intervento di Atena, colpisce Menelao, violando la tregua e creando il precedente che riapre le ostilità.
Testo e Parafrasi
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Andava cosí dicendo ciascun degli Achei, dei Troiani;
Cosí la Diva Atena parlando, convinse lo stolto. 110 Strinse agli estremi il nervo, per tenderlo, e a terra lo pose:
125 Però, di te, Menelao, scordati non s’erano i Numi. |
Parafrasi Mentre gli Achei e i Troiani parlavano tra loro, Atena, sotto le sembianze di Laodoco, figlio di Antenore, si aggirava tra le file troiane alla ricerca di Pàndaro. Lo trovò in piedi, circondato dai suoi uomini, giunti dalle sponde del fiume Esèpo per combattere. La dea si avvicinò e gli parlò: «Figlio di Licaone, vuoi ascoltarmi? Scocca una freccia contro Menelao: avrai grande onore tra i Troiani, e il re Alessandro (Paride) ti ricompenserà con splendidi doni quando vedrà Menelao morire per la tua freccia. Prima, però, prometti un sacrificio a Febo Apollo: offrigli un’eccellente ecatombe di agnelli appena nati quando tornerai a Zelea.» Atena convinse Pàndaro, che prese subito il suo arco, fatto con le corna di un capro selvatico che lui stesso aveva ucciso. Dopo averne preparato la corda, lo tese con forza, mentre i suoi compagni lo proteggevano con gli scudi, per evitare che i Greci lo colpissero prima che egli riuscisse a scoccare il dardo contro Menelao. Tolse una freccia dalla faretra, la posizionò sull’arco e rivolse una preghiera ad Apollo, promettendogli il sacrificio di agnelli una volta tornato a Zelea. Poi tese la corda fino a toccare il petto con la mano e l’arco con la punta della freccia. Quando l’arco fu completamente teso, vibrò nell’aria con un suono sibilante e la freccia partì con velocità. Ma gli dèi non avevano dimenticato Menelao. Atena intervenne e deviò il dardo, come una madre che scaccia una mosca dal figlio addormentato. La freccia fu spostata e colpì Menelao dove l’armatura era più spessa, attraversando la cintura, la corazza e la lamina protettiva. Tuttavia, la protezione non fu sufficiente: il dardo riuscì a scalfire la pelle di Menelao e subito ne sgorgò il sangue nero. |
Analisi
Questo passo si colloca nel Libro IV dell’Iliade, nel contesto della tregua tra Achei e Troiani, appena stabilita dopo il duello tra Menelao e Paride. Tuttavia, gli dèi vogliono che la guerra continui, e Atena, schierata con i Greci, inganna Pàndaro affinché rompa la tregua scagliando una freccia contro Menelao.
Struttura del brano
- L’intervento di Atena (vv. 85-100): la dea assume sembianze umane e convince Pàndaro con l’inganno.
- L’azione di Pàndaro (vv. 105-120): il guerriero prepara l’arco e scocca la freccia.
- L’intervento divino (vv. 125-135): Atena devia il colpo, evitando che Menelao venga ucciso.
Stile e linguaggio
- Formule epiche: come in tutto il poema, troviamo espressioni fisse, epiteti (es. “figlio di Licaone perfetto, gagliardo”), e ripetizioni che agevolavano la recitazione orale.
- Similitudini: l’azione di Atena viene paragonata a una madre che scaccia una mosca dal figlio, un’immagine tenera che contrasta con il contesto bellico.
- Il ruolo degli dèi: la scena è dominata dall’intervento divino, segno che la guerra è guidata non solo dagli uomini, ma soprattutto dalle divinità.
Commento
Questo episodio mostra chiaramente l’ingerenza degli dèi nel destino degli uomini. Atena, pur essendo alleata degli Achei, usa l’inganno per far riprendere la guerra, mostrando come anche gli dèi possano essere manipolatori. La figura di Pàndaro è emblematica: pensa di agire per la gloria e la ricompensa, ma in realtà è solo uno strumento nelle mani di Atena.
La scena della freccia che colpisce Menelao è ricca di tensione: la descrizione dettagliata dell’arco, della traiettoria del dardo e della reazione degli dèi rende il momento carico di suspense. Tuttavia, Atena devia la freccia in modo che Menelao non muoia, perché la guerra deve continuare.
L’Iliade, in generale, evidenzia come il destino degli uomini sia in parte predeterminato, ma anche influenzato dal capriccio divino. In questo caso, gli dèi giocano con la vita e la morte, decidendo chi deve sopravvivere e chi deve morire. Questo conferma la concezione greca della guerra: non è solo uno scontro tra eserciti, ma anche un grande gioco degli dèi.




