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28 Dicembre 2019Libero arbitrio, musica del prof. Gaudio sul testo di Dante Alighieri, Divina Commedia, Purgatorio XVI
Analisi del testo, confronto con il pensiero dantesco e spiegazione musicale della composizione “Libero Arbitrio” (Purgatorio XVI, 67-108)
1. Analisi del Testo: il Libero Arbitrio in Dante
Questo passo del Purgatorio si trova nel Canto XVI, in cui il poeta incontra Marco Lombardo, un’anima purgante che affronta il tema della corruzione del mondo e della responsabilità umana. Il concetto centrale è che l’uomo possiede il libero arbitrio, ovvero la capacità di scegliere tra bene e male, nonostante le influenze astrali e sociali.
Struttura del brano
Il brano musicale segue fedelmente il testo dantesco e si articola in diverse sezioni, ognuna delle quali approfondisce aspetti chiave del libero arbitrio:
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Negazione della necessità assoluta (vv. 67-72)
- Gli uomini tendono a incolpare il cielo (i pianeti, il destino) per le loro azioni.
- Se tutto fosse predeterminato, non avrebbe senso il concetto di giustizia divina.
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La funzione delle influenze celesti (vv. 73-78)
- Gli astri influenzano, ma non determinano: l’uomo ha il “lume a bene e a malizia”, ossia la ragione per distinguere il giusto dallo sbagliato.
- Il libero arbitrio permette di vincere le influenze esterne, purché sia ben educato.
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L’uomo è soggetto a una legge superiore (vv. 79-84)
- L’anima nasce pura e libera, ma può essere deviata se non guidata da una legge morale e da un’autorità giusta.
- Se il mondo è corrotto, la colpa non è della natura umana, ma delle cattive guide.
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La necessità di una guida politica e religiosa (vv. 85-108)
- L’anima umana è inizialmente innocente e segue il piacere naturale.
- Serve una legge e un sovrano che indirizzi l’uomo verso la verità.
- In passato, Roma aveva due “soli”: il Papa per la guida spirituale e l’Imperatore per quella politica, ma la loro divisione ha generato il caos morale e sociale.
2. Confronto con il Pensiero Dantesco
Il concetto di libero arbitrio in Dante si collega a due grandi tradizioni filosofiche:
- Aristotelico-Tomistica: l’uomo è dotato di intelletto e volontà libera, ma ha bisogno di una guida per orientarsi verso il bene.
- Agostiniana: il peccato non è imposto dall’esterno, ma nasce dalla libera scelta dell’uomo.
Dante condanna chi si giustifica attribuendo le proprie colpe al destino. La responsabilità individuale è il cardine del suo pensiero etico, e per questo nel Purgatorio l’anima deve purificarsi per le proprie scelte.
Il poeta, inoltre, riflette sulla crisi politica del suo tempo: l’assenza di un imperatore forte e di una Chiesa moralmente integra ha portato il mondo alla corruzione. La sua visione si riallaccia alla teoria dei “due soli” (Chiesa e Impero), che dovevano essere indipendenti ma complementari nel governare l’umanità.
3. Spiegazione Musicale della Composizione
La composizione del Prof. Gaudio segue una struttura armonica semplice ma evocativa, alternando momenti di maggiore solennità a passaggi più lirici e riflessivi.
Elementi Musicali
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Intro e Outro (LAm – MIm – FA – SOL – DO – SOL)
- L’uso del modo minore e di accordi aperti crea un’atmosfera meditativa, adatta al tono filosofico del testo.
- La ripetizione dell’”Oh oh oh” potrebbe simboleggiare un richiamo all’universalità del tema trattato.
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Progressione armonica e melodia
- L’alternanza tra tonalità minore e maggiore accompagna il contrasto tra la miseria umana e la possibilità di redenzione.
- La presenza di DO7 e RE7 aggiunge tensione, riflettendo l’incertezza della condizione umana.
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Struttura ritmica
- Il ritmo segue il flusso poetico dantesco, con variazioni per enfatizzare le parti più cruciali (es. il “libero arbitrio”).
- Il cambio tonale in “Ben puoi veder che la mala condotta…” accentua il momento di riflessione sulla corruzione del mondo.
Conclusione
La trasposizione musicale del canto XVI del Purgatorio offre una lettura coinvolgente del testo dantesco, rendendolo accessibile anche a un pubblico moderno. Attraverso una struttura armonica evocativa e un’interpretazione rispettosa del contenuto poetico, la composizione riesce a trasmettere la profondità della riflessione di Dante sul libero arbitrio e sulla responsabilità umana. 😊
Testo e accordi
| Intro LAm MIm LAm MIm
FA SOL DO SOL LAm MIm LAm MIm Voi che vivete ogne cagion recate FA SOL DO SOL movesse seco di necessitate. 69 FA SOL DO FA SOL MIm LAm non dico tutti, ma, posto ch’i’ ’l dica, FA SOL DO DO7 e libero voler; che, se fatica Intro LAm MIm LAm MIm FA SOL DO SOL LAm MIm LAm MIm A maggior forza e a miglior natura la mente in voi, che ’l ciel non ha in sua cura. 81 FA SOL DO |
FA SOL MIm LAm Esce di mano a lui che la vagheggiaFA SOL DO DO7prima che sia, a guisa di fanciullaFA SOL MIm LAm che piangendo e ridendo pargoleggia,FA SOL DO DO7l’anima semplicetta che sa nulla,FA SOL LAm salvo che, mossa da lieto fattore,FA RE SOL volontier torna a ciò che la trastulla. 90Intro SIm FA#m SIm FA#m SOL LA RE LA Sim FA#m Sim FA#m Di picciol bene in pria sente sapore; SOL LA RE LA Sim FA#m Sim FA#m se guida o fren non torce suo amore. 93 SOL LA RE SOL LA SIm SOL MI LA SOL LA FA#m SIm SOL LA RE RE7 facean vedere, e del mondo e di Deo. Outro SIm FA#m SIm FA#m SOL LA RE
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Audio Lezioni su Dante e Divina Commedia del prof. Gaudio




