
6 Manfredi Divina … la musica di Dante
28 Dicembre 2019
3 Ulisse Divina … la musica di Dante
28 Dicembre 2019Analisi del testo, confronto con il pensiero dantesco e spiegazione musicale della composizione “Casella” (Purgatorio II, vv. 106-132) del prof. Luigi Gaudio su testo di Dante
1. Analisi del testo: “Casella” (Purgatorio II, vv. 106-132)
1. Il contesto del canto II del Purgatorio
Dopo aver attraversato l’Antipurgatorio, Dante e Virgilio assistono all’arrivo di un gruppo di anime su una barca guidata dall’angelo nocchiero. Tra di loro, Dante riconosce Casella, un musico fiorentino e suo amico, noto per la dolcezza del suo canto.
Questo episodio segna una breve pausa nel viaggio del poeta, caratterizzata da un momento di grande umanità ed emozione, in cui l’arte e l’amicizia sembrano sospendere per un attimo la severità del cammino purgatoriale.
2. L’incontro con Casella: il potere della musica
a) La richiesta di Dante: un canto per alleviare la fatica
Dante si rivolge a Casella con affetto e nostalgia, chiedendogli di cantare una canzone per alleviare la fatica del viaggio:
“E io: Se nuova legge non ti toglie / memoria o uso a l’amoroso canto / che mi solea quetar tutte mie doglie,” (vv. 106-108)
Dante ricorda i momenti passati con Casella, quando la sua musica era capace di donargli pace e conforto.
b) Il canto di Casella: “Amor che ne la mente mi ragiona”
Casella risponde cantando un sonetto di Dante stesso, Amor che ne la mente mi ragiona, tratto dal Convivio. Il modo in cui viene descritto il suo canto ne sottolinea la bellezza:
“Cominciò elli allor sì dolcemente, / che la dolcezza ancor dentro mi suona.” (vv. 112-113)
La musica diventa quindi uno strumento capace di elevare spiritualmente le anime, avvicinandole alla bellezza divina.
c) Il richiamo alla realtà: la voce severa di Catone
L’atmosfera incantata è improvvisamente interrotta da Catone l’Uticense, custode dell’Antipurgatorio, che rimprovera le anime per la loro negligenza:
“Che è ciò, spiriti lenti? / Qual negligenza, quale stare è questo?” (vv. 119-120)
Il suo richiamo ricorda alle anime che il tempo in Purgatorio non può essere sprecato, poiché ogni attimo è prezioso per la loro purificazione.
d) La fuga delle anime: la metafora dei colombi
Dante paragona la reazione delle anime ai colombi che, mentre sono intenti a beccare il grano, si disperdono impauriti alla vista di un pericolo:
“Come quando, cogliendo biado o loglio, / li colombi adunati a la pastura, / queti, sanza mostrar l’usato orgoglio,” (vv. 123-125)
Questa similitudine rafforza l’idea che il desiderio di bellezza e di arte non deve distogliere dal compito principale: la purificazione dell’anima.
Confronto con il pensiero dantesco
L’episodio di Casella mette in luce alcuni temi chiave del pensiero di Dante:
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L’arte come strumento di elevazione spirituale
- Il canto di Casella è un momento di estasi, che avvicina le anime alla bellezza e all’armonia divina.
- Tuttavia, se usata in modo improprio, l’arte può anche distrarre dall’obiettivo finale della salvezza.
-
La rigida disciplina del Purgatorio
- A differenza dell’Inferno, in cui le anime sono condannate per sempre, nel Purgatorio c’è un cammino di purificazione.
- Ogni anima ha un tempo limitato per espiare i propri peccati, quindi non può permettersi distrazioni.
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La figura di Catone: la severità necessaria
- Catone rappresenta la libertà dell’anima, ma anche la necessità di rigore.
- Il suo intervento è un monito a non perdere tempo e a concentrarsi sulla redenzione.
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L’umanità di Dante
- L’incontro con Casella mostra il lato più sensibile e nostalgico di Dante.
- Il poeta è profondamente legato ai suoi affetti, ma comprende che in Purgatorio non c’è spazio per la nostalgia.
Questi concetti si collegano ad altri episodi della Divina Commedia, come il rimprovero di Virgilio a Dante per essersi attardato a parlare con gli eretici (Inferno X).
3. La spiegazione musicale della composizione di Luigi Gaudio
a) Struttura musicale e scelte armoniche
Luigi Gaudio ha composto il brano seguendo fedelmente la struttura e il significato del canto dantesco, traducendolo in musica attraverso una serie di soluzioni armoniche e dinamiche:
- Parte iniziale lenta e melodiosa → Corrisponde alla dolcezza del canto di Casella, evocando la serenità e il conforto che la sua musica dona alle anime presenti.
- Momento centrale più intenso → Coincide con il rimprovero di Catone: il ritmo accelera e gli accordi si fanno più decisi, riflettendo la severità del richiamo e la reazione delle anime.
- Conclusione rapida e quasi improvvisa → Il brano si chiude con una fuga sonora che rispecchia la dispersione delle anime, richiamata nella metafora dei colombi.
b) Parallelismo tra testo e musica
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La dolcezza iniziale: il potere consolatorio della musica
La melodia è fluida e armoniosa, evocando la dolcezza del canto di Casella. Il tema musicale segue la struttura dei versi di Dante, sottolineando l’emozione del momento. -
Il richiamo alla realtà: l’intervento di Catone
Il passaggio musicale che accompagna il rimprovero di Catone (“Che è ciò, spiriti lenti?”) presenta un cambiamento brusco:- Gli accordi diventano più netti e severi.
- Il tempo si fa più marcato e ritmico.
- La tonalità si sposta leggermente, per trasmettere la tensione dell’interruzione.
-
La dispersione delle anime: il movimento improvviso della melodia
Quando le anime si disperdono come colombi spaventati, la musica si fa frammentata e incalzante. Questo momento è caratterizzato da:- Un aumento della velocità.
- Brevi sequenze di accordi staccati, che suggeriscono movimento e agitazione.
- Una conclusione improvvisa, che rispecchia la partenza affrettata delle anime verso la montagna del Purgatorio.
3. Conclusione: Il significato dell’episodio di Casella attraverso la musica
L’episodio di Casella è uno dei più emblematici del Purgatorio perché rappresenta il conflitto tra il piacere e il dovere, tra la bellezza dell’arte e la necessità della redenzione. La musica di Luigi Gaudio riesce a restituire questa tensione attraverso:
- La contrapposizione tra dolcezza e rigore.
- L’uso di armonizzazioni che evocano sia il conforto che l’urgenza.
- Una dinamica che segue perfettamente la narrazione dantesca, rendendo l’esperienza ancora più immersiva.
| Intro: DO7 (4 volte)
DO7 DOdim E io: “Se nuova legge non ti toglie memoria o uso a l’amoroso canto che mi solea quetar tutte mie doglie, MIb FA di ciò ti piaccia consolare alquanto l’anima mia, che, con la sua persona venendo qui, è affannata tanto!”. 111 DO7 DOdim ’Amor che ne la mente mi ragiona’ cominciò elli allor sì dolcemente, che la dolcezza ancor dentro mi suona. MIb FA Lo mio maestro e io e quella gente ch’eran con lui parevan sì contenti, come a nessun toccasse altro la mente DO7 DOdim Noi eravam tutti fissi e attenti a le sue note; ed ecco il veglio onesto gridando: “Che è ciò, spiriti lenti? 120 |
MIb FA
qual negligenza, quale stare è questo? Correte al monte a spogliarvi lo scoglio ch’esser non lascia a voi Dio manifesto”
RE7 REdim Come quando, cogliendo biado o loglio li colombi adunati a la pastura, queti, sanza mostrar l’usato orgoglio, FA SOL se cosa appare ond’elli abbian paura, subitamente lasciano star l’esca, perch’assaliti son da maggior cura; RE7 REdim …. così vid’io quella masnada fresca FA SOL lasciar lo canto, e fuggir ver’ la costa, com’om che va, né sa dove rïesca; 132 FA SOL LA né la nostra partita fu men tosta. Intro: RE7 (tre volte) |




