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22 Settembre 2025
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22 Settembre 2025⚙️ La fondazione del Partito Socialista in Italia avvenne a Genova il 14 agosto 1892, durante il I Congresso dei lavoratori italiani, tenutosi nella Sala Sivori.
Questo evento segnò la nascita del primo partito politico moderno italiano di ispirazione socialista, inizialmente chiamato Partito dei Lavoratori Italiani.
🏛️ Contesto storico
Alla fine dell’Ottocento, l’Italia era attraversata da forti tensioni sociali: industrializzazione, sfruttamento operaio, e movimenti anarchici e repubblicani. Il congresso di Genova fu decisivo per:
- Separare il movimento socialista da quello anarchico
- Dare forma politica autonoma alla classe operaia
- Unificare le molteplici società operaie e contadine sotto un programma comune
📜 Evoluzione del nome
| Anno | Nome del partito | Luogo del congresso |
|---|---|---|
| 1892 | Partito dei Lavoratori Italiani | Genova |
| 1893 | Partito Socialista dei Lavoratori Italiani | Reggio Emilia |
| 1895 | Partito Socialista Italiano (PSI) | Parma |
✊ Programma politico originario
Il programma del 1892 affermava:
- L’esistenza di due classi: lavoratori sfruttati e capitalisti monopolizzatori
- La necessità di socializzare i mezzi di produzione (terre, fabbriche, trasporti)
- L’importanza di una lotta di classe organizzata, sia sindacale che politica
- L’obiettivo finale: l’emancipazione del proletariato attraverso la conquista dei poteri pubblici
👤 Figure chiave
Tra i fondatori e protagonisti del primo congresso:
- Filippo Turati – teorico del socialismo riformista
- Andrea Costa – già attivo nel Partito Repubblicano e nel movimento anarchico
- Anna Kuliscioff – intellettuale e militante socialista, compagna di Turati
🔴 Biennio rosso (1919–1920)
- Il PSI fu protagonista delle lotte operaie e contadine che esplosero nel primo dopoguerra, in un clima di crisi economica e tensioni sociali.
- Alle elezioni del 1919 ottenne il 32,4% dei voti e 156 deputati, diventando il primo partito italiano.
- Internamente era diviso tra:
- Massimalisti: favorevoli alla rivoluzione socialista sul modello sovietico.
- Riformisti: guidati da Filippo Turati, propensi a una trasformazione graduale e democratica.
- Il PSI sostenne le occupazioni delle fabbriche e dei terreni, ma non riuscì a tradurre queste mobilitazioni in un progetto politico unitario, aprendo la strada alla reazione fascista.
⚔️ Resistenza e dopoguerra (1943–1948)
- Durante il fascismo, il PSI fu sciolto e molti suoi esponenti perseguitati o costretti all’esilio.
- Nel 1943, dopo la caduta di Mussolini, il PSI rinasce come PSIUP (Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria) e partecipa attivamente alla Resistenza, soprattutto nel Nord Italia.
- Dopo la guerra, il PSI fu tra i protagonisti della Costituente e contribuì alla stesura della Costituzione repubblicana.
- Tuttavia, le tensioni con il Partito Comunista Italiano (PCI) e le pressioni internazionali portarono a una frattura nel fronte di sinistra.
🧭 La stagione di Craxi (1976–1993)
- Nel 1976 Bettino Craxi diventa segretario del PSI e avvia una profonda trasformazione del partito:
- Modernizzazione dell’immagine e del linguaggio politico.
- Distacco ideologico dal PCI e apertura verso il centro.
- Promozione di una “sinistra di governo” capace di guidare il Paese.
- Craxi fu Presidente del Consiglio dal 1983 al 1987, il primo socialista a ricoprire tale carica. Il suo governo fu il più longevo della Repubblica fino ad allora.
- Il PSI sostenne riforme economiche, il contenimento dell’inflazione, e una politica estera autonoma (come nel caso di Sigonella).
- Tuttavia, la stagione craxiana si concluse con lo scandalo Tangentopoli e il crollo del partito nel 1994.
🧠 Sintesi del ruolo storico
| Periodo | Ruolo del PSI |
|---|---|
| 1919–1920 | Guida delle lotte sociali, ma diviso internamente |
| 1943–1948 | Parte attiva della Resistenza e della Costituente |
| 1983–1987 | Governo riformista sotto Craxi |
| 1992–1994 | Travolto dagli scandali e dalla crisi del sistema |

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