
Nei cieli un grido risuonò
27 Gennaio 2019
Noi crediamo in te (Kumbaya)
27 Gennaio 2019✨ Analisi del canto Nella tua pace, che esprime l’esperienza profonda di chi canta, crede, spera — o semplicemente cerca.
🌌 Nella tua pace
Una preghiera cantata nel buio, ma con gli occhi pieni di fiducia
Ci sono canti che sembrano scritti per i giorni più luminosi.
E altri che invece nascano per le notti dell’anima, quando la strada non si vede, ma si continua a camminare.
Nella tua pace è uno di questi.
È una preghiera quieta, ma fortissima.
Una specie di sussurro fiducioso che dice:
“Anche se tutto attorno sembra crollare,
io mi fido di Te.”
🌙 “Anche se la notte è buia…”
Il ritornello è un riparo. Una coperta calda.
Le parole si adagiano con dolcezza, ma portano un messaggio profondo:
“Signore, nella tua pace non ho paura
anche se la notte è buia
anche se una vita muore…”
Qui c’è tutto.
C’è la paura che tutti abbiamo — del dolore, del buio, della morte.
Ma c’è anche la certezza di una presenza, quella di Dio, che non toglie il buio, ma resta accanto mentre lo attraversi.
In queste parole non c’è trionfalismo. Non c’è il miracolo che cambia tutto.
C’è la fiducia che trasforma il cuore, anche se intorno tutto resta difficile.
💪 “La mia destra non teme più”
La prima strofa è un piccolo inno alla resilienza spirituale.
Un canto a quella forza che non viene da noi, ma da Dio:
“Cosa mai potrà farmi l’uomo?
La mia destra ormai non teme più.”
Quando ci si scopre piccoli, vulnerabili, spaventati, eppure si continua a sperare, a servire, a dare…
quella è forza che non viene da noi. È grazia.
E poi una frase bellissima, umile, vera:
“Compirò, secondo la parola che hai detto, la mia fatica.”
Non il mio successo. Non la mia gloria.
La mia fatica.
Come a dire: “Farò la mia parte. Nella luce o nella stanchezza. Ma con Te.”
👣 “Me ne andrò come un pellegrino”
La seconda strofa è una vera e propria missione.
Non c’è orgoglio. C’è uno slancio discreto, da viandante del bene:
“Me ne andrò come un pellegrino
per il mondo ad annunciare te.”
Chi canta, non lo fa per apparire.
Cammina per servire.
Porta con sé una parola che asciuga lacrime, che consola.
Perché ha sperimentato che Dio non toglie il dolore, ma lo attraversa con noi.
✨ “Quel giorno poi…”
La terza strofa è un abbraccio al futuro.
Non un futuro generico, ma quel giorno preciso in cui tutto sarà chiaro.
Il giorno in cui si vedrà Dio faccia a faccia.
E la fede diventerà finalmente visione:
“Conoscerò come conosci me
e balzerà l’anima nel petto…”
È la fine del pellegrinaggio. È la casa, il ritorno, l’abbraccio.
Il punto d’arrivo di una vita spesa nel buio e nella fiducia.
💬 Una conclusione dal cuore
Nella tua pace non è un canto solo per le liturgie o i momenti solenni.
È un canto per i giorni normali della fatica, per quando ci si sente fragili, incerti, ma si continua a credere che la presenza di Dio cambia tutto — anche quando non cambia nulla fuori.
È una professione di fede silenziosa, più potente di mille parole gridate.
È il canto di chi dice: “La notte è buia. Ma Tu sei con me. E questo mi basta.”
Accordi e testo

Nella tua pace
( re re re re re re la la do do do la la)
RIT. REm FA DO FA
Signore, nella tua pace non ho paura
SOLm LA REm
anche se la notte è buia
DO LA+ REm
anche se la notte è buia
REm FA DO FA
Signore, nella tua pace non c’è timore
SOLm LA REm
anche se una vita muore
DO LA+ REm
anche se una vita muore
FA DO FA
- Cosa mai potrà farmi l’uomo?
DO SIb DO FA
La mia destra ormai non teme più.
FA DO REm
Compirò, secondo la parola
DO LA7 REm
che hai detto, la mia fatica. RIT.
FA DO FA
- Me ne andrò come un pellegrino
DO SIb DO FA
per il mondo ad annunciare te.
FA DO REm
Asciugherò con la tua parola
DO LA7 REm
le lacrime di chi piange ancora. RIT.
FA DO FA
- Quel giorno poi, che vedrò il tuo volto,
DO SIb DO FA
conoscerò come conosci me
FA DO REm
e balzerà l’anima nel petto
DO LA7 REm
poiché mi prenderai con te. RIT.




