A testa alta

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Bianca Stancanelli

GENERE: attualità

AUTORE: Bianca Stancanelli

BIANCA STANCANELLI, nata a Messina nel 1956, Come tutti gli adolescenti, ha riempito quaderni di racconti, poesie, romanzi e li ha chiusi in un cassetto. A diciott’anni è entrata per la prima volta nella redazione di un giornale, il quotidiano LOra di Palermo, occupandosi soprattutto di mafia e politica.
Dal 1987 vive a Roma dove è inviato speciale per il settimanale Panorama.

Dopo avere già pubblicato due volumi di racconti, Cruderie (Marsilio, 1996) e Morte di un servo (Marsilio, 2000), con il libro A testa alta. Don Giuseppe Puglisi: storia di un eroe solitario (Einaudi, 2003) Bianca Stancanelli ha dato prova della rara capacità di saper trasmettere la forza dell’impegno civile attraverso il linguaggio letterario.

RIASSUNTO:
Nella parrocchia di San Gaetano è arrivato Padre Giuseppe Puglisi un palermitano di umili origini ma di grande coraggio ed intraprendenza,questo personaggio dà subito fastidio alle cosiddette persone d’onore di Brancaccio che vedono nella sua voglia di fare ed il suo legame con i ragazzi un tentativo di togliere potere a Cosanostra,la mafia siciliana che a Brancaccio aveva uno dei suoi punti forti. Pino Puglisi conosce bene Brancaccio e sa che la Mafia ha saldamente il comando e che non è possibile redimere gli adulti quindi punta tutto sull’educazione dei bambini e ragazzi. Mostra fin dall’inizio la ferma volontà di fare tutto il possibile per migliorare il quartiere e renderlo adatto ad una vita serena e non condizionata dalla criminalità organizzata. Inizia costruendo un oratorio dove i bambini si ritrovano per fare l’unica cosa al mondo che li distrae dalle loro misere condizioni di vita:il gioco. Puglisi punta ad allontanare i ragazzi dalla criminalità prima facendoseli amici e offrendo loro un luogo dove svagarsi e incontrarsi con gli amici e poi indirizzarli verso una educazione scolastica appena ci sarà la possibilità di avere una scuola media. Purtroppo non tutto va secondo i piani del prete infatti anche il sindaco di Palermo era legato con Cosanostra e non aveva alcuna intenzione di concedere una scuola media a Brancaccio a discapito delle attività illegali. La situazione è sempre più difficile e non bastano neanche le suore e il viceparroco mandati dalla chiesa ad aiutarlo,ogni volta che Puglisi tentava di fare un’azione per migliorare la vita del quartiere viene prontamente ostacolato dagli uomini d’onore”lui ed altre persone oneste scrivono volte ai giornali ed a organismi superiore per mettere in risalto la condizione critica di quel sobborgo di Palermo ma raramente vengono ascoltati. Man mano che il tempo passa i capi di Brancaccio sono sempre più infastiditi dal comportamento antimafioso che ha il prete e alla fine decidono che la sua influenza sui ragazzi e il fatto che sta rendendo noto ai giornali le condizioni di Brancaccio vanno puniti con la morte. Nel 1993 il giorno del compleanno del parrinu” è la data prefissata per l’esecuzione di quel personaggio tanto scomodo alla mafia quanto utile alla comunità,una squadra di killer gli va incontro e lo uccide in modo subdolo,contrario al modo di agire di Puglisi che faceva tutto alla luce del sole,affrontava le difficoltà con coraggio. E questa la fine di uno dei grandi personaggi della lotta alla mafia,un uomo che ha insegnato all’Italia come ci si comporta e che si deve sempre camminare a testa alta e non rassegnarsi e sottomettersi ai più potenti.

PERSONAGGI:

DON GIUSEPPE PUGLISI: chiamato da tutti Pino o 3P è un prete siciliano nato a Palermo dopo essere diventato prete accetta l’incarico nella parrocchia di San Gaetano nel quartiere di Brancaccio,è un uomo coraggioso,cordiale con tutti con uno spiccato senso della giustizia. Appena arrivato a Brancaccio inizia il suo programma basato sull’educazione dei giovani in modo da distoglierli dalle attività mafiose e dargli la possibilità di un futuro lontano dalla mafia che regnava a Brancaccio ed è proprio questo il motivo per cui attira addosso a se le attenzioni dei mafiosi che si vedono soffiarsi da sotto il naso le future generazioni di killer e criminali. Pino Puglisi verrà ucciso nel 1993 nel giorno del suo 56esimo compleanno da una squadra di mafiosi inviata da Giuseppe Graviano.

SPAZIO: la vicenda si svolge a Brancaccio, paesino dell’Italia meridionale.

TEMPO: le vicende si svolgono agli inizi degli anni 90, quando la mafia ormai inizia a imporre il suo potere.

CONCLUSIONI: la lettura di questo libro sottolinea come in una situazione apparentemente senza speranza di sottomissione, anche solo un uomo riesca a portare della speranza alla gente. In particolare ho ammirato molto la figura di don Pino, un uomo che si batté per il giusto, senza timore di ciò che questo avrebbe potuto causare: la sua morte.

Valeria Virdis

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