
Achille Campanile
27 Gennaio 2019
Alberto Reggiori
27 Gennaio 2019
Lezioni del prof. Gaudio
Italiano – Letteratura

Per decenni Alberto Moravia è stato presentato come il grande narratore della borghesia italiana. Una definizione corretta, ma ormai insufficiente.
Gli studi critici degli ultimi anni stanno infatti mostrando un Moravia sorprendentemente contemporaneo: non soltanto il romanziere dell’alienazione del Novecento, ma il primo scrittore italiano ad aver descritto l’uomo dell’epoca della connessione permanente, del consumo emotivo e della perdita del desiderio autentico.
È forse questa la ragione per cui, a oltre trent’anni dalla sua morte, i suoi romanzi sembrano parlare con maggiore forza ai lettori del XXI secolo.
Oltre la “noia”: Moravia non racconta l’assenza di emozioni
La parola “noia” è diventata quasi un marchio di fabbrica di Moravia. Tuttavia la critica più recente invita a non fraintendere questo termine.
Nel romanzo La noia (1960), la noia non coincide con il semplice annoiarsi. È piuttosto l’incapacità di stabilire un rapporto autentico con il mondo.
Il protagonista Dino non riesce a possedere veramente ciò che vede. Oggetti, persone, opere d’arte sembrano perdere consistenza davanti ai suoi occhi.
Questa intuizione appare oggi sorprendentemente vicina ad alcune riflessioni della psicologia contemporanea sul senso di disconnessione emotiva.
Viviamo immersi nelle immagini, nei social network, nello shopping continuo, ma spesso incapaci di sentire davvero la realtà.
Moravia aveva intuito questo fenomeno molti decenni prima.
L’indifferenza come malattia morale
Quando nel 1929 pubblicò Gli indifferenti, Moravia aveva appena ventidue anni.
L’opera venne interpretata come una denuncia della borghesia.
Oggi gli studiosi tendono invece a leggerla come una diagnosi dell’essere umano moderno.
L’indifferenza non è semplicemente egoismo.
È la perdita della capacità di reagire moralmente.
I personaggi non sono cattivi.
Sono anestetizzati.
Vedono il male senza riuscire a trasformarlo in azione.
In questo senso Moravia anticipa molte riflessioni successive sulla banalità del male, sulla passività sociale e sulla normalizzazione dell’ingiustizia.
Il desiderio ridotto a consumo
Uno degli aspetti più innovativi degli studi recenti riguarda il rapporto tra eros e mercato.
Per Moravia il desiderio autentico non nasce dal possesso.
Al contrario, muore proprio nel momento in cui tutto diventa acquistabile.
Le relazioni sentimentali nei suoi romanzi sembrano spesso transazioni economiche.
I corpi diventano merci.
L’amore diventa negoziazione.
La sessualità perde profondità.
Questa interpretazione dialoga oggi con le analisi della società dei consumi sviluppate dalla filosofia contemporanea.
Molti critici hanno osservato come Moravia descriva con impressionante precisione il passaggio dall’economia dei beni all’economia delle emozioni.
Il corpo parla quando le parole falliscono
Nei romanzi di Moravia i dialoghi sembrano semplici.
Quasi banali.
Eppure il vero linguaggio è quello del corpo.
Gli sguardi.
Le esitazioni.
I silenzi.
Le posture.
Le distanze.
La critica più recente ha evidenziato quanto Moravia costruisca una vera semiotica del corpo.
I suoi personaggi mentono con le parole, ma confessano tutto attraverso i gesti.
Questa attenzione anticipa molte acquisizioni della psicologia della comunicazione non verbale.
L’incomunicabilità non è il problema
Per lungo tempo Moravia è stato accostato a Michelangelo Antonioni.
Entrambi raccontano l’incomunicabilità.
Oggi però emerge una differenza decisiva.
Per Antonioni il problema consiste nella difficoltà di comunicare.
Per Moravia il problema è più radicale.
Gli uomini comunicano continuamente.
Ma non riescono più a entrare in relazione.
È una differenza enorme.
Si può parlare moltissimo senza incontrarsi davvero.
È esattamente ciò che accade nell’epoca dei social media.
Moravia e le neuroscienze
Alcuni studiosi hanno proposto un’interessante lettura interdisciplinare.
Nei romanzi moraviani ricorre continuamente un fenomeno che oggi la neuroscienza studia sotto forme diverse: la dissociazione tra esperienza cognitiva ed esperienza emotiva.
I protagonisti comprendono perfettamente ciò che accade.
Non sono ingenui.
Non sono stupidi.
Semplicemente non riescono più a sentire.
La loro coscienza funziona.
L’empatia si spegne.
È questa frattura che rende i personaggi di Moravia così inquietanti.
La modernità come impoverimento dell’esperienza
Moravia non è nostalgico.
Non rimpiange il passato.
Osserva invece un processo storico.
La modernità aumenta il benessere materiale.
Ma impoverisce l’esperienza vissuta.
Gli oggetti aumentano.
Le emozioni diminuiscono.
Le possibilità crescono.
La libertà interiore si restringe.
È una contraddizione che oggi appare ancora più evidente.
Lo scrittore dell’algoritmo
Forse la definizione più nuova di Moravia potrebbe essere questa.
È il romanziere dell’algoritmo prima ancora che esistessero gli algoritmi.
I suoi personaggi reagiscono secondo schemi ripetitivi.
Consumano.
Desiderano.
Abbandonano.
Ricominciano.
Sono intrappolati in cicli automatici.
La libertà sembra esistere.
In realtà è sempre più limitata.
È difficile non riconoscere in queste dinamiche molte delle abitudini digitali contemporanee.
Un realista che scriveva il futuro
La grandezza di Moravia consiste probabilmente proprio in questo paradosso.
Voleva raccontare il presente.
Ha finito per descrivere il futuro.
Le sue pagine non parlano soltanto della borghesia romana del Novecento.
Parlano dell’uomo contemporaneo, circondato da oggetti, informazioni, immagini e possibilità, ma sempre più fragile nella capacità di costruire relazioni autentiche.
Forse è questa la ragione per cui Moravia continua a inquietare.
Non perché descriva un mondo ormai scomparso.
Ma perché descrive, con impressionante lucidità, il nostro
A puro titolo di esempio
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Bravo , veramente, su “Gli indifferenti” di Alberto Moravia
Claudia Marcucci
Gli indifferenti (romanzo – 1929)
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VIDEO “Gli indifferenti” di Alberto Moravia videorecensione in you tube
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VIDEO L’indifferenza di Michele ne Gli indifferenti di Alberto Moravia 5E videolezione scolastica di Luigi Gaudio su youtube
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VIDEO “Un’atmosfera soffocante” da Gli indifferenti di Alberto Moravia 1A videolezione scolastica di Luigi Gaudio su youtube

Racconti romani (1954)
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