
Piero Meldini
27 Gennaio 2019
Umberto Saba
27 Gennaio 2019
Alberto Moravia e l’uomo del XXI secolo: perché aveva previsto l’era dell’intelligenza artificiale
«Moravia raccontava la borghesia.»
Questa frase compare ancora oggi in moltissimi manuali scolastici. È vera, ma rischia di ridurre uno degli scrittori più visionari del Novecento a semplice cronista di un ambiente sociale.
Rileggere oggi Moravia significa invece scoprire un autore che ha intuito alcuni dei problemi più profondi della contemporaneità: l’atrofia delle emozioni, la trasformazione del desiderio in consumo, la crisi dell’identità, l’automatizzazione dei comportamenti. Problemi che oggi affrontiamo attraverso categorie come algoritmi, intelligenza artificiale, economia dell’attenzione e neuroscienze cognitive.
Moravia non poteva conoscere questi concetti.
Eppure sembra averli raccontati con quasi un secolo di anticipo.
Moravia e Byung-Chul Han: la scomparsa dell’altro
Il filosofo Byung-Chul Han sostiene che la società contemporanea stia progressivamente eliminando la vera alterità.
Non incontriamo più persone realmente diverse da noi.
Gli algoritmi ci mostrano individui che confermano le nostre preferenze.
Le piattaforme digitali personalizzano ogni esperienza.
Viviamo circondati da copie di noi stessi.
Moravia aveva descritto questo fenomeno in termini letterari.
Nei suoi romanzi gli altri non vengono mai conosciuti davvero.
Diventano oggetti.
Possessi.
Funzioni.
Specchi.
Perfino l’amore perde la sua natura di incontro.
L’altro non viene accolto nella sua irriducibile diversità.
Viene consumato.
In questo senso La noia appare quasi una fenomenologia della perdita dell’alterità.
Non è il mondo a essere diventato vuoto.
È il soggetto che ha smesso di lasciarsi sorprendere dal mondo.
Bauman e gli amori liquidi
Quando Bauman descrive l’amore liquido sembra dialogare inconsapevolmente con Moravia.
Le relazioni diventano reversibili.
Fragili.
Provvisorie.
Sostituibili.
Nei romanzi moraviani questo processo è già pienamente visibile.
I protagonisti cercano continuamente relazioni.
Ma raramente cercano comunione.
L’altro serve per colmare un vuoto.
Non per costruire un’esistenza condivisa.
È una differenza decisiva.
Bauman analizza sociologicamente ciò che Moravia aveva raccontato psicologicamente.
Uno descrive la società.
L’altro mostra cosa accade dentro una coscienza.
Le neuroscienze cognitive: il cervello che sente sempre meno
Le neuroscienze hanno mostrato che il cervello umano modifica continuamente le proprie connessioni in funzione delle esperienze.
L’attenzione frammentata.
La gratificazione immediata.
La continua esposizione agli stimoli.
La ricerca compulsiva della novità.
Sono tutti processi che modificano il modo in cui percepiamo il mondo.
Moravia sembra intuire proprio questo.
I suoi personaggi vedono.
Comprendono.
Analizzano.
Ma non riescono più a vivere emotivamente ciò che osservano.
È come se la connessione tra cognizione ed emozione si fosse progressivamente indebolita.
Oggi parleremmo di dissociazione, di ipoattivazione affettiva o di impoverimento dell’esperienza soggettiva.
Moravia preferisce raccontarlo attraverso il silenzio.
Uno sguardo.
Una stanza.
Un gesto apparentemente insignificante.
Il cervello predittivo e i personaggi di Moravia
Una delle teorie più influenti delle neuroscienze contemporanee è quella del predictive processing.
Secondo questa prospettiva il cervello non fotografa la realtà.
La anticipa.
Costruisce continuamente modelli del mondo.
Aggiorna le proprie aspettative quando incontra qualcosa di inatteso.
È proprio qui che Moravia diventa sorprendentemente moderno.
I suoi protagonisti sembrano incapaci di aggiornare i propri modelli interiori.
Ripetono gli stessi errori.
Interpretano tutto attraverso schemi rigidi.
Perfino l’amore viene letto sempre nello stesso modo.
L’esperienza non modifica davvero la coscienza.
La conferma.
Sono esseri che apprendono pochissimo.
Come un algoritmo addestrato su dati insufficienti.
Moravia e l’intelligenza artificiale: chi è davvero la macchina?
L’arrivo dell’intelligenza artificiale ha riaperto una domanda filosofica fondamentale.
Che cosa distingue davvero l’essere umano da una macchina?
La risposta spontanea è: le emozioni.
Eppure Moravia sembra mettere in discussione proprio questa certezza.
I suoi protagonisti ragionano.
Calcolano.
Valutano.
Prendono decisioni.
Ma spesso sembrano aver perso la capacità di sentire.
Non sono macchine.
Sono uomini che funzionano come macchine.
È una distinzione decisiva.
L’intelligenza artificiale tenta oggi di imitare il comportamento umano.
Moravia raccontava invece esseri umani che avevano già iniziato a imitare il funzionamento delle macchine.
La sua vera paura non era che le macchine diventassero uomini.
Era che gli uomini smettessero di esserlo.
L’economia dell’attenzione prima degli smartphone
Ogni pagina di Moravia è costruita attorno a un’ossessione.
L’attenzione.
I suoi personaggi osservano continuamente.
Analizzano.
Giudicano.
Ma raramente partecipano.
La loro coscienza è ipertrofica.
La loro esperienza è impoverita.
È esattamente ciò che oggi descrivono gli studiosi dell’economia dell’attenzione.
Consumiamo immagini senza trasformarle in esperienza.
Accumulo e comprensione non coincidono più.
Sapere non significa vivere.
Il desiderio come algoritmo
Uno degli aspetti più innovativi dell’opera di Moravia riguarda il desiderio.
Tradizionalmente il desiderio viene pensato come una forza libera.
Per Moravia è quasi sempre una ripetizione.
Il soggetto desidera ciò che ha già desiderato.
Insegue modelli già conosciuti.
Riproduce automatismi.
Oggi diremmo che il desiderio è stato algoritmizzato.
Le piattaforme digitali imparano i nostri gusti.
Ci propongono ciò che probabilmente sceglieremo.
Moravia aveva intuito che il rischio più grande non consiste nel perdere la libertà.
Consiste nel credere di essere liberi mentre ripetiamo sempre gli stessi schemi.
La noia come collasso della realtà
Forse la parola più fraintesa dell’intera opera moraviana è “noia”.
Non significa assenza di divertimento.
Significa perdita di realtà.
Quando Dino afferma di non riuscire più a sentire il mondo, anticipa un problema che oggi riguarda milioni di persone.
L’iperstimolazione digitale produce un effetto paradossale.
Più immagini vediamo.
Meno il mondo ci sorprende.
Più esperienze accumuliamo.
Meno sembrano autentiche.
La noia di Moravia non nasce dalla scarsità.
Nasce dall’eccesso.
Il vero profeta della società algoritmica
Spesso si afferma che gli scrittori anticipano il futuro.
Nel caso di Moravia questa espressione appare quasi letterale.
Non aveva previsto Internet.
Non aveva immaginato gli smartphone.
Non conosceva gli algoritmi.
Ma aveva individuato il cambiamento antropologico che li avrebbe resi possibili.
Un essere umano progressivamente separato dall’esperienza.
Sempre più efficiente.
Sempre più informato.
Sempre meno capace di trasformare la conoscenza in relazione, il desiderio in amore, l’informazione in saggezza.
È questa la sua straordinaria modernità.
Moravia non ci insegna come funzionano le macchine.
Ci insegna a riconoscere il momento in cui, senza accorgercene, iniziamo a funzionare come loro.
Ed è forse questa la domanda che oggi, nell’epoca dell’intelligenza artificiale, dovremmo porci con maggiore urgenza: non se le macchine diventeranno umane, ma se riusciremo noi a conservare ciò che rende autenticamente umano il nostro modo di abitare il mondo.
Biografia e appunti
Materiale didattico su atuttascuola – presentazioni in power point
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Alberto Moravia in power point, della prof.ssa Rosalia Di Nardo
Materiale didattico su altri siti
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ipertesto di italica.rai.it su Moravia
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Gli amici di Moravia lo ricordano a 10 anni dalla scomparsa di italialibri
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Moravia di Luigi de Bellis
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Moravia dalla Letteratura Italiana di Luigi De Bellis
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Moravia “Il grande immoralista” del prof. Angelo Avignone
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Biografia di italialibri
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Moravia Alberto (in Francese) da lafrusta
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Un incontro fortuito con Alberto Moravia di italialibri
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Articoli giornalistici alla morte di Moravia di italialibri
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Ascolta Alberto Moravia Parliamo del successo trasmissione radiofonica della Radio Svizzera in audio streaming (necessita di real audio player)
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Un tè per Moravia. Roberta Simonis ricorda l’incontro nello Yemen di italialibri
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Una specie di porcile con un’anima La Morante e Moravia a Fondi
Romanzi
Gli indifferenti
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“Gli indifferenti” di Alberto Moravia (1929)di Carleo Domenica
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Il rococò del mondo borghese Gli Indifferenti di Alberto Moravia di italialibri
Altri romanzi
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Agostino (1944) di italialibri
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La romana (1947) di italialibri
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” Il conformista” (1951) di italialibri
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La ciociara (1957) di italialibri
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“La noia” di Alberto moravia (1960) di italialibri
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“La noia” Di Alberto Moravia di evidda
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A quale tribù appartieni? (1972) di italialibri
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La vita interiore (1978) di italialibri
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Lettere dal Sahara (1981) di italialibri
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L’uomo che guarda (1985) di italialibri
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Passeggiate africane (1987) di italialibri
Compiti in classe
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Moravia, Gli indifferenti / Risposte compito in classe con soluzioni di Maria Luisa Torti
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Moravia, La ciociara / Risposte compito in classe con soluzioni di Maria Luisa Torti




