Alcol: non farlo diventare un problema

Il grande poeta dice più cose di tanti aridi trattati, e certamente indica un’equilibrata strada che può attraversare le molte ambiguità dell’alcool, preservando gli attenti viaggiatori dalle drastiche condanne e dalle pericolose esaltazioni.
Ancora una volta va ribadito che il confine tra farmaco e droga non sembra essere legato soltanto o in primo luogo alle sostanze, bensì al loro uso storicamente definito.
Scrive giustamente Leo Noan: “Dall’altare della Messa cattolica alla polvere dei cortili di polizia americana durante il proibizionismo, attorno all’alcool si sono giocate nel corso dei secoli una miriade di piccole (e grandi) fluttuazioni della morale, di pronunciamenti della scienza, soprattutto di interessi commerciali. Esercito della salvezza e viveurs, anatomopatologi e distillatori, mutualisti e poveracci riscoprivano, di anno in anno, il solito onorevole compromesso: sia socialmente sia fisicamente l’alcool fa bene in piccole dosi, fa male in dosi grandi. Ciò che si può tranquillamente dire anche degli spaghetti (…)”.
Alcol e letteratura (6) Continua  è

Pagina realizzata dagli alunni ALEMANI Andrea, BOLLINI Matteo e LEGNANI Simone