AUTUNNO

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L’AUTUNNO NELLA LETTERATURA ITALIANA DELL’800-900

ITALIANO

·        Il topos letterario della foglia morta, che cade ed è fragile, è affrontato anzitutto da Leopardi, nella sua poesia Imitazione

·        San Martino di Carducci è un bozzetto naturalistico in cui i ritmi agresti autunnali mostrano una umanità semplice e serena. Anche in un’altra poesia della raccolta Odi barbare Carducci parla di autunno:

Oh qual caduta di foglie, gelida,

continua, muta, greve, su l’anima!

Io credo che solo, che eterno,

che per tutto nel mondo è novembre.

(Alla stazione in una mattina d’autunno vv.53-56)

·        In Novembre Giovanni Pascoli l’autunno invece rappresenta la delusione di una primavera che non c’è più. Il sole così chiaro e gli albicocchi in fiore non fanno che perpetuare l’inganno: in realtà è “l’estate, fredda, dei morti”. Anche l’attività tipica autunnale dell’aratura dà spunto per un altro affresco sincero di carattere naturale nella poesia Arano, simile a San Martino di Carducci, ma con in più procedimenti tipici pascoliani dell’onomatopea (suo sottil tintinno) e della precisione lessicale (roggio, fratte, porche, marra, e infine moro nel senso di gelso). Analoga la poesia Sera d’ottobre in cui ricompaiono i campi arati e le foglie stridule. Importante anche la poesia Nella nebbia più descrittiva.

·        Sul tema della nebbia ritorna anche Corrado Covoni, poeta crepuscolare.

·        Soldati di Ungaretti instaura una immediata, esclusiva, e per questo ancora più toccante, similitudine fra le foglie che cadono e gli uomini, i soldati, che durante la guerra morivano a migliaia. Si noti l’utilizzo del settenario, primo sentore di un ritorno del poeta ai metri classici della letteratura italiana:

Si sta come d’autunno

Sugli alberi le foglie

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