“Collaboratori della vostra gioia” – Ingresso di don Savino a Corsico

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Settimana scorsa, ero in Chiesa e mi ferma una signora anziana che mi saluta con le sue due figlie e presentandosi mi dice: “sa io sono nata proprio qui dentro!” E le figlie pronte a correggerla: “Ma mamma cosa dici, sei nata a Palermo! No, dice la mamma, io sono nata nella Chiesa perché prima di tutto sono cristiana!”
Ecco vorrei avere anch’io la stessa coscienza di questa mamma, come l’aveva S. Agostino. “Con voi sono cristiano, e ricordandoci che siamo stati redenti dal sangue di Lui, entriamo nel porto della sicurezza”.
Vengo tra voi dunque innanzitutto per testimoniarvi la bellezza e la grandezza della vita quando è colpita dallo sguardo di Gesù che ha raggiunto me, come vuole raggiungere tutti i suoi figli.
Chi si lascia attraversare da questo sguardo ritrova se stesso e scopre che la vita è un’avventura meravigliosa nella quale tu sei protagonista di un Destino buono che scopri sempre più nel tempo.
Questo ho da testimoniarvi, perché l’ho visto e l’ho toccato in questi 40 anni di vita sacerdotale sperimentando la dolcezza e la tenerezza dello sguardo di Gesù che ha toccato le Comunità che sono nate o rinate per la Sua Grazia: S.Arialdo in Baranzate – S.Giovanni Battista in Cesano Boscone – Sacro Cuore in Cormano – S.Nicola in Dergano Milano – S.Paolo in Brugherio – e la mia carissima Comunità di SS. Pietro e Paolo in Mezzate che ho appena lasciato.
E ora il Signore, attraverso il mio carissimo Arcivescovo Scola e rappresentato qui dal carissimo don Franco che ringrazio,   mi manda qui tra voi a Corsico per essere un umile servitore della Sua Opera.
“Siamo collaboratori di Dio, e voi siete campo di Dio, edificio di Dio”, ci ha detto San Paolo. Un campo e un edificio con una lunga storia ricca di Santi e Testimoni che hanno edificato questo Popolo di Corsico; dal grande don Egidio al quale chiedo di aiutarmi dal Cielo insieme a don Agostino di cui ero amico fin da quando iniziò l’avventura allo Spirito Santo; alle guide generose e fedeli: don Gaetano e don Luciano, ai carissimi don Roberto, don Andrea e alle Suore Ausiliarie che mi hanno offerto subito la loro amicizia, insieme a don Carlo e don Ciro e don Luigi Decano.
Ho scelto di iniziare ufficialmente il mio compito tra voi proprio nella festa della Dedicazione del Duomo perché fosse ancora più evidente che questo nuovo inizio è in realtà un passo del cammino che la Bontà di Dio ci riserva per accorgerci di chi siamo e chi veramente siamo.
“Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? Santo è il tempio di Dio che siete voi!”
Questo è il mio compito, ma credo che sia il compito di ogni cristiano: ricordarci chi siamo e a chi apparteniamo.

Non siamo quindi definiti né da i nostri limiti e neanche dalla cose che facciamo; io ho scoperto sempre più in questi anni, che il Signore non vuole tanto le cose che riesco a fare, ma vuole me. Sì, il Signore vuole me e vuole te, così come sei perché ti ha fatto Lui, e ti ha fatto bene!

Se mi domandaste, che cosa intendi fare qui a Corsico, qual è il tuo programma? Vi risponderei con una delle frasi di San Paolo che più mi ha affascinato nella vita: “Non intendiamo far da padroni sulla vostra Fede: siamo invece collaboratori della vostra gioia, perché nella Fede siete già saldi”.

C’è un’altra circostanza che mi colpisce: incomincio questo ministero tra voi all’inizio dell’anno della Fede. “Un’occasione – dice il Papa – per mettere in luce, con sempre maggior evidenza, la gioia ed il rinnovato entusiasmo dell’incontro con Cristo”. Aiutiamoci quindi a vivere noi questa gioia e questo entusiasmo dell’incontro con Cristo per ogni singola persona di Corsico perché credo che qui tutti si aspettano di trovare Dio e cioè di riconoscere il nome di Dio in tutte le cose e in ogni circostanza: dai bambini che possano affacciarsi alla bellezza della vita; ai giovani che possano guardare con speranza il loro futuro; alle Famiglie che riscoprano la grande dignità della loro Vocazione; agli anziani perché siano stimati per la saggezza della vita che ci trasmettono e alle persone che soffrono perché trovino sempre nella Comunità Cristiana una spalla dove poggiare il capo e intravvedere il significato della loro esperienza. Siamo chiamati tutti, in questo tempo meraviglioso, perché è il tempo di Dio, a domandare la Grazia alla nostra Splendida Madre – la Madonna della cintura – di donarci la luce dell’intelligenza per sapere dove andare e un fuoco ardente di carità per affrontare tutti i problemi che attraverseremo in questo pezzo di storia che la Provvidenza ci concederà di vivere.

Nel ringraziarvi per l’accoglienza calorosa che già mi avete manifestato in queste prime settimane, prego per tutti voi e per me perché possiamo essere insieme le Pecore del gregge di Gesù: “Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono e nessuno può strapparle dalla mano del Padre”.

Omelia pronunciata da don Savino durante la S. Messa di ingresso 
nella parrocchia dei Santi Pietro e Paolo di Corsico
21 ottobre 2012 
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