COMMENTO AD ALCUNI BRANI DI LETTERATURA LATINA

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Seneca “Dalle opere filosofiche” (pag. 517 – 530 del libro Letteratura latina di Giovanna Garbarino)

Il valore del tempo

In questa prima lettera dell’epistolario indirizzato a Lucilio, Seneca affronta la tematica del tempo e arriva ad affermare una teoria molto simile al “carpe diem” di Orazio anche se l’attimo da cogliere è visto più come un dovere morale che come il semplice piacere. Lo scrittore parla anche di autopossesso, in quanto da quest’ottica di vita deriverebbe la liberazione dai condizionamenti. 

Non conta quanto, ma come si vive

Seneca continua a sviluppare il tema del tempo e lo mette in correlazione con la vita. Giunge così ad affermare che per l’uomo è necessario uscire da una visione strettamente quantitativa del tempo, per passare ad una più qualitativa. Secondo lo scrittore infatti la vita non deve essere mirata solamente alla ricerca di un’esistenza più longeva possibile ma al fine supremo dell’esistenza umana che, secondo Seneca, risiede nella realizzazione della virtù. 

Affetto di Seneca per la moglie Paolina

Lo scrittore cerca di alleviare il dolore causato da una malattia uscendo da Roma e stabilendosi a Nomento. Questa esperienza crea nella moglie alcuni timori e le riflessioni di Seneca ci fanno capire il profondo sentimento che legava le due persone, sebbene di età molto differenti. Vengono inoltre trattati altri temi, come l’inutilità dei viaggi e del suicidio, in quanto quest’ultimo può generare nei propri cari enormi ed ingiuste sofferenze. 

Solo il passato ci appartiene

Ci viene qui presentato un aspetto già esistente in altri passi di Seneca; l’autore prende infatti in considerazione i tre stadi sotto i quali si manifesta il tempo (passato, presente e futuro) ed arriva a comprendere che solo il passato è importate per l’uomo, in quanto già determinato e perfettamente stabilito, a differenza del presente e del futuro, entrambi incerti e mutabili. Egli però sottolinea il fatto che solo il sapiente è in grado di rievocare il passato e di goderne i frutti, mentre gli stolti preferiscono pensare agli altri due stadi, per non prendere consapevolezza di essersi affannati tanto, senza concludere nulla.

La “galleria” degli occupati

Secondo Seneca ogni uomo, per non sprecare la propria esistenza, deve dedicarsi alla ricerca della verità e della saggezza. Pertanto in questo passo troviamo una critica nei confronti di tutti coloro che passano la loro vita coltivando altri interessi o ricercando altri futili valori, come la ricchezza e la gloria. Vengono così presentati alcuni esempi di figure che sprecano in questo modo la loro vita: i faccendieri, i collezionisti, gli sportivi, gli appassionati delle canzonette, gli eruditi e gli amanti dei banchetti.

Inquietudine ed insoddisfazione

Un colloquio con l’amico Anneo Sereno, alle prese con alcune difficoltà, spinge lo scrittore a trattare il tema dell’inquietudine che assale come lui, molti altri uomini. Prende così in esame lo stato psicologico di chi è insoddisfatto della propria esistenza o comunque non riesce a darle un senso ben preciso.

La “dichiarazione” di Fedra a Ippolito

Questo passo descrive la parte principale dell’opera Phaedra, in cui la protagonista decide di rivelare la propria passione amorosa per il figliastro Ippolito. La confessione, fatta direttamente all’interessato, è articolata in diverse fasi: prima la donna decide di rifiutare l’appellativo “madre” e dice di volersi quindi offrire come schiava. A questo punto la decisione del figlio di sostituire il padre dà a Fedra il coraggio di dichiararsi ma, comprendendo la situazione il ragazzo non riesce a nascondere il proprio orrore e il suo disagio di fronte a questo fatto. Nella parte finale la madre afferma che il suo ultimo desiderio e quello di morire per mano del figlio, ma quest’ultimo riesce a farle cambiare idea.

 

Petronio “Antologia” (Pag. 566 – 573 del Libro di Giavanna Garbarino Letteratura latina – ed. Signorelli)

L’ingresso di Trimalchione

Questo brano è tratto dalla Cena e descrive l’ingresso di Trimalchione, che entra a far parte di un sontuoso banchetto ormai già iniziato. Ci viene descritto come una persona caratterizzata da una volgare raffinatezza, con i suoi anelli d’oro, indossati per emulare i preziosi ornamenti utilizzati dai cavalieri. Questa caratteristica negativa può essere inoltre notata dal goffo discorso che imposta durante il banchetto, dopo aver armeggiato con uno stuzzicadenti d’oro. 

Presentazione dei padroni di casa

Il protagonista chiede informazioni ad un commensale sull’identità di una donna che intravede. Gli viene quindi detto che si tratta della moglie di Trimalchione, un personaggio molto particolare. Degna di nota è senz’altro la sua determinazione, è infatti lei a tenere nota delle ricchezze che possiede il marito in quanto quest’ultimo, sebbene molto ricco non è in grado di gestire il patrimonio o comunque di quantificarlo. E’ presentata infatti come un personaggio dalle testa sulle spalle, che non si ubriaca mai e molto attaccata ai beni materiali del marito. 

Chiacchiere di commensali

Trimalchione si allontana dal banchetto e alcuni invitati si mettono a conversare tra di loro. Petronio ci presenta così un breve sfogo di Dama ed una riflessione di Seleuco sulla morte di un caro amico. L’abilità dello scrittore sta nella sua grande capacità di dipingere con realismo le caratteristiche di questi personaggi che pur appartenendo a ceti sociali elevati non nascondono atteggiamenti volgari o rozzi. Questa grossolanità appare anche nello stesso Trimalchione che, ritornato alla tavola, incomincia una digressione sui problemi intestinali. 

Due ospiti d’onore

Ci vengono qui presentati altri due personaggi: Abinna e sua moglie. L’uomo, chiede perché la moglie di Trimalchione non partecipi al banchetto e la fa chiamare dai servi; Fortunata arriva e si sdraia vicino a Scintilla, la moglie di Abinna. Le due iniziano così a sbaciucchiarsi e a mostrarsi i gioielli che Trimalchione decide di pesare davanti a tutti, spinto dal suo cattivo gusto. La scena termina quindi con le donne che si scambiano complimenti e con i mariti che le stuzzicano con scherzi grossolani. 

Il testamento di Trimalchione

Viene ora letto il testamento di Trimalchione nel quale egli dice di voler liberare tutti i suoi schiavi alla sua morte. Petronio descrive inoltre il monumento funebre di questo personaggio che vuole mostrare anche dopo la sua morte fisica tutte le sue ricchezze, che lo hanno accompagnato durante la vita, evidenziando ancora una volta la sua rozzezza.

La matrona di Efeso

In questo passo tratto dal Satyricon Eumolpo si prefigge di intrattenere i compagni raccontando la storia della matrona di Efeso. Questa era una donna molto pudica che, in seguito alla morte del marito non si diede più pace e, stretta dal dolore, decise vegliare insieme all’uomo nella tomba, consumando così uno straziante digiuno. Nello stesso cimitero vi erano inoltre i corpi di due uomini crocifissi, custoditi da un soldato. Questi,  accortosi del lume che splendeva in una tomba, decise di andare a controllare cosa stava succedendo; trovò così la donna, si mise a interrogarla e riuscì a farle capire l’inutilità del gesto che stava compiendo ormai da diversi giorni. Il soldato invitò così la donna a continuare a fruire delle gioie e dei piaceri che la vita poteva ancora offrirle e così i due giacquero insieme per diverse notti. I genitori di uno dei due uomini crocifissi, però, accortisi della mancanza del soldato, decisero di beffarlo e tirarono giù il cadavere dalla croce. Quando egli se ne accorse, comprese di aver sbagliato e chiese alla matrona di ucciderlo per rimpiazzare la salma sparita. La donna però siccome non voleva perdere l’uomo del quale si era innamorata disse al soldato di prendere il cadavere del marito che venne così issato sulla croce per proteggere l’amante  della bella matrona.

 

Tacito “Antologia” (Pag. 658 – 674 Letteratura latina – Giovanna Garbarino – ed. Signorelli) 

Denuncia dell’imperialismo romano nel discorso di Càlgaco

Tacito riporta in questa parte il discorso del capo dei Calédoni Càlgaco che con grande veemenza esprime la sua critica nei confronti del popolo romano, conquistatore e dominatore. 

Vizi dei Romani e virtù dei barbari: il matrimonio

Ci vengono ora riferite dallo storico le principali usanze dei barbari inerenti al matrimonio. Questi sono considerati in maniera molto positiva da Tacito, in quanto espressione di purezza e castità: gli uomini possono avere una sola moglie e questa non reca una dote al marito. Avviene infatti il contrario in quanto è il marito che fa dei doni alla moglie; questi però non sono gioielli o altri oggetti inutili ma una coppia di buoi, dei cavalli, aste, scudi e spade, ovvero elementi di estrema importanza all’interno della società barbara. Tacito vuole anche sottolineare la rarità degli adulteri e comunque la violenza destinata alle donne che tradivano i propri mariti.

L’inizio delle Historiae

Nucleo fondamentale di questa parte proemiale è senz’altro la critica nei confronti delle precedenti opere storiografiche, che Tacito giudica molto spesso false, in quanto manipolate da altri interessi, che finiscono col corrompere i buoni intenti di tramandare informazioni veritiere a posteri. 

La scelta del migliore

Viene qui riportato il discorso fatto da Galba al suo successore appena eletto: Pisone Luciniano. Lo storico decise infatti di utilizzare queste parole per sostenere la sua tesi, a favore di una successione di tipo adottivo.

Il punto di vista dei Romani: il discorso di Ceriale

Tacito passa ora a trascrivere un altro discorso: quello pronunciato da Petilio Ceriale, in occasione della vittoria e della conseguente sottomissione dei Treviri e dei Lingoni, due popolazioni che si unirono alla rivolta dei Batavi. Emerge quindi la brutalità e la schiettezza di questo comandante le cui qualità nel campo dell’oratoria erano del tutto discutibili. Egli, nel suo discorso, invita infatti le popolazioni sottomesse a rassegnarsi davanti all’accaduto, accettando la dominazione romana come una calamità naturale, davanti alla quale bisogna soltanto arrendersi.

Il supplizio di due vittime innocenti

Si racconta ora un episodio di grande drammaticità: l’uccisione dei due figli di Seiano, trucidati dopo la caduta del padre, nonostante la loro giovane età. Tacito riesce a ottenere un effetto di grande drammaticità pur utilizzando tecniche narrative molto semplici; egli sottolinea inoltre il contrasto tra i due figli, tra la rassegnazione del maggiore, che ha capito tutto, e l’ingenuità della bambina, più piccola.

Epitaffio di Tiberio

Viene tracciata una breve storia di Tiberio, l’imperatore ucciso per ordine del pretorio Macrino per lasciare spazio al suo successore, Caligola. Lo storico ne analizza l’albero genealogico, la biografia ed il carattere.

L’uccisione di Britannico

Tacito narra in questo passo l’uccisione del giovane Britannico, uno dei tanti omicidi che segnò il passaggio dal periodo di Burro e di Seneca a quello di Nerone. Il delitto venne meditato da  Nerone stesso durante una festa, quando il giovinetto cantò un carme che alludeva alla sua cacciata dal trono paterno. Il futuro imperatore allora ordinò che gli venisse somministrato del veleno e così, durante un banchetto Britannico perì.

Un esempio di coraggio dato da una donna

Ci viene ora presentato un esempio di virtù non indifferente, proveniente da una donna che, per proteggere i nomi di altri congiurati pisoniani, una volta catturata e torturata per farla confessare, decise di sua stessa iniziativa di suicidarsi. Tacito vuole sottolineare il coraggio di questa donna che sacrificò la propria vita, a differenza della maggior parte dei congiurati catturati che finivano sempre per confessare anche i nomi delle persone più care, pur di preservare la propria vita.

La morte di Seneca

Anche Seneca fu vittima della repressione della congiura pisoniana e in questo testo Tacito celebra le virtù dimostrate da questo uomo sul letto di morte. Gli venne infatti imposto di togliersi la vita ed egli morì, come prima aveva fatto Socrate, accettando con coraggio un suicidio ingiustamente conferito.

Nerone sulla scena

La descrizione passa ora ai giochi quinquennali, durante i quali ci viene descritto lo scrupoloso comportamento di Nerone e l’atteggiamento del pubblico.

 

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