Contratto Collettivo Nazionale


Del Comparto Scuola

Quadriennio Giuridico 2006-09 E 1° Biennio Economico 2006-07

INDICE GENERALE DEGLI ARTICOLI

Premessa
CAPO I – DISPOSIZIONI GENERALI
art. 1 – campo di applicazione, durata, decorrenza del presente contratto
art. 2 – interpretazione autentica del contratto
CAPO II – RELAZIONI SINDACALI
art. 3 – obiettivi e strumenti
art. 4 – contrattazione collettiva integrativa
art. 5 – partecipazione
art. 6 – relazioni a livello di istituzione scolastica
art. 7 – composizione delle delegazioni
art. 8 – assemblee
CAPO III – NORME COMUNI
art. 9 – misure incentivanti per progetti relativi alle aree a rischio, a forte processo
immigratorio e contro l’emarginazione scolastica
art. 10 – mobilità territoriale, professionale e intercompartimentale
art. 11 – pari opportunità
art. 12 – congedi parentali
art. 13 – ferie
art. 14 – festività
art. 15 – permessi retribuiti
art. 16 – permessi brevi
art. 17 – assenze per malattia
art. 18 – aspettativa per motivi di famiglia, di lavoro, personali e di studio
art. 19 – ferie, permessi ed assenze del personale assunto a tempo determinato
art. 20 – infortunio sul lavoro e malattie dovute a causa di servizio
art. 21 – individuazione del personale avente diritto di mensa gratuita
art. 22 – personale impegnato in attività di educazione degli adulti ed in altre
tipologie di attività didattica
art. 23 – termini di preavviso
CAPO IV – DOCENTI
art. 24 – intenti comuni
art. 25 – area docenti e contratto individuale di lavoro
art. 26 – funzione docente
art. 27 – profilo professionale docente
art. 28 – attività di insegnamento
art. 29 – attività funzionali all’insegnamento
art. 30 – attività aggiuntive ed ore eccedenti
art. 31 – ricerca e innovazione
art. 32 – ampliamento dell’offerta formativa e prestazioni professionali
art. 33 – funzioni strumentali al piano dell’offerta formativa
art. 34 – attività di collaborazione con il dirigente scolastico
art. 35 – collaborazioni plurime
art. 36 – contratto a tempo determinato per il personale in servizio
art. 37 – rientro in servizio dei docenti dopo il 30 aprile
art. 38 – permessi ed assenze del personale docente chiamato a ricoprire cariche
elettive
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art. 39 – rapporti di lavoro a tempo parziale
art. 40 – rapporto di lavoro a tempo determinato
art. 41 – docenti che operano nell’ambito dei corsi di laurea in scienze della
formazione primaria e di scuole di specializzazione per l’insegnamento
nelle scuole secondarie
art. 42 – servizio prestato dai docenti per progetti concordati con le università
art. 43 – modalità di svolgimento delle attività di tirocinio didattico presso le sedi
scolastiche e delle funzioni di supporto dell’attività scolastica
CAPO V – PERSONALE ATA
art. 44 – contratto individuale di lavoro
art. 45 – periodo di prova
art. 46 – sistema di classificazione professionale del personale ATA
art. 47 – compiti del personale ATA
art. 48 – mobilità professionale del personale ATA
art. 49 – valorizzazione della professionalità degli assistenti amministrativi e tecnici e
dei collaboratori scolastici
art. 50 – posizioni economiche per il personale ATA
art. 51 – orario di lavoro ATA
art. 52 – permessi ed assenze del personale ATA chiamato a ricoprire cariche
pubbliche elettive
art. 53 – modalità di prestazione dell’orario di lavoro
art. 54 – ritardi, recuperi e riposi compensativi
art. 55 – riduzione dell’orario di lavoro a 35 ore settimanali
art. 56 – indennità di direzione e sostituzione del DSGA
art. 57 – collaborazioni plurime per il personale ATA
art. 58 – rapporto di lavoro a tempo parziale
art. 59 – contratto a tempo determinato per il personale in servizio
art. 60 – rapporto di lavoro a tempo determinato
art. 61 – restituzione alla qualifica di provenienza
art. 62 – sequenza contrattuale
CAPO VI – LA FORMAZIONE
art. 63 – formazione in servizio
art. 64- fruizione del diritto alla formazione
art. 65 – livelli di attività
art. 66 – il piano annuale delle istituzioni scolastiche
art. 67 – i soggetti che offrono formazione
art. 68 – formazione in ingresso
art. 69 – formazione per il personale delle scuole in aree a rischio o a forte processo
immigratorio o frequentate da nomadi
art. 70 – formazione degli insegnanti che operano in ambienti di apprendimento
particolari
art. 71 – commissione bilaterale per la formazione
CAPO VII – TUTELA DELLA SALUTE NELL’AMBIENTE DI LAVORO
art. 72 – finalità
art. 73 – il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza
art. 74 – organismi paritetici territoriali
art. 75 – osservatorio nazionale paritetico della sicurezza
art. 76 – norme di rinvio
CAPO VIII – ASPETTI ECONOMICO-RETRIBUTIVI GENERALI
art. 77 – struttura della retribuzione
art. 78 – aumenti della retribuzione base
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art. 79 – progressione professionale
art. 80 – tredicesima mensilità
art. 81 – effetti dei nuovi stipendi
art. 82 – compenso individuale accessorio per il personale ATA
art. 83 – retribuzione professionale docenti
art. 84 – fondo dell’istituzione scolastica
art. 85 – nuovi criteri di ripartizione delle risorse per il finanziamento del fondo
dell’istituzione scolastica
art. 86 – compensi accessori per il personale in servizio presso ex IRRE e MPI
art. 87 – attività complementari di educazione fisica
art. 88 – indennità e compensi a carico del fondo d’istituto
art. 89 – direttore dei servizi generali e amministrativi
art. 90 – norme transitorie di parte economica
CAPO IX – NORME DISCIPLINARI
Sezione I – personale docente
art. 91 – rinvio delle norme disciplinari
Sezione II – personale amministrativo, tecnico e ausiliario
art. 92 – obblighi del dipendente
art. 93 – sanzioni e procedure disciplinari
art. 94 – competenze
art. 95 – codice disciplinare
art. 96 – rapporto tra procedimento disciplinare e procedimento penale
art. 97 – sospensione cautelare in caso di procedimento penale
art. 98 – comitato paritetico sul mobbing
art. 99 – codice di condotta relativo alle molestie sessuali nei luoghi di lavoro
CAPO X – PERSONALE DELLE SCUOLE ITALIANE ALLESTERO
art. 100 – vertenze ed organismi di conciliazione
art. 101 – sistema delle relazioni sindacali
art. 102 – partecipazione
art. 103 – impegni connessi con l’attuazione dell’autonomia scolastica e con il piano
dell’offerta formativa
art. 104 – progetti finalizzati al miglioramento dell’offerta formativa ed al
superamento del disagio scolastico
art. 105 – ferie
art. 106 – rapporto di lavoro a tempo determinato
art. 107 – orari e ore eccedenti
art. 108 – mobilità tra le istituzioni scolastiche all’estero
art. 109 – mobilità professionale verso le istituzioni scolastiche all’estero
art. 110 – iscrizione alle graduatorie permanenti per la destinazione all’estero
art. 111 – modalità di svolgimento della prova di accertamento della conoscenza della
lingua
art. 112 – valutazione della prova di accertamento linguistico
art. 113 – riformulazione e aggiornamento delle graduatorie permanenti
art. 114 – gestione delle graduatorie per la destinazione all’estero
art. 115 – esaurimento di graduatoria e prove straordinarie
art. 116 – durata del servizio all’estero
art. 117 – interruzione del servizio all’estero
art. 118 – calcolo degli anni di servizio all’estero
art. 119 – restituzione ai ruoli metropolitani in caso di assenze per malattia
art. 120 – restituzione ai ruoli metropolitani per incompatibilità e per motivi di
servizio
art. 121 – restituzione al ruoli metropolitani a seguito di sanzioni disciplinari
art. 122 – foro competente
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art. 123 – norme applicative
art. 124 – fruizione dei permessi
art. 125 – fruizione del diritto alla formazione
art. 126 – sequenza contrattuale
CAPO XI – PERSONALE DELLE ISTITUZIONI EDUCATIVE
art. 127 – profilo professionale e funzione del personale educativo
art. 128 – attività educativa
art. 129- azioni funzionali all’attività educativa
art. 130 – attività aggiuntive
art. 131 – attività di progettazione a livello di istituzione
art. 132 – attività di collaborazione con il dirigente scolastico
art. 133 – obblighi di lavoro
art. 134 – norma finale
CAPO XII – CONCILIAZIONE ED ARBITRATO
art. 135 – tentativo obbligatorio di conciliazione
art. 136 – arbitrato
art. 137 – modalità di designazione dell’arbitro
art. 138 – norma finale
CAPO XIII – TELELAVORO
art. 139 – disciplina del telelavoro
art. 140 – orario di lavoro
art. 141 – formazione
art. 142 – copertura assicurativa
art. 143 – criteri operativi
art. 144 – norma finale di rinvio
CAPO XIV – DISPOSIZIONI FINALI
art. 145 – personale in particolari posizioni di stato
art. 146 – normativa vigente e disapplicazioni
art. 147 – aumenti contrattuali ai capi d’istituto
art. 148 – previdenza complementare
art. 149 – verifica delle disponibilità finanziarie complessive
art. 150 – norma di rinvio
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CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DEL COMPARTO SCUOLA
QUADRIENNIO GIURIDICO 2006-09 E 1° BIENNIO ECONOMICO 2006-07
PREMESSA
Le disposizioni contrattuali che seguono riportano tutte le norme di fonte negoziale vigenti, sia
che si tratti di nuove che di precedenti, queste ultime modificate o meno.
Le disposizioni legislative, anche se eventualmente abrogate, sono da considerarsi tuttora in
vigore ai fini contrattuali qualora esplicitamente richiamate nel testo che segue, come previsto
dell’art. 69 del decreto legislativo n. 165/2001.
La presente premessa fa parte integrante del CCNL qui sottoscritto dalle parti.
CAPO I – DISPOSIZIONI GENERALI
ART.1 – CAMPO DI APPLICAZIONE, DURATA, DECORRENZA DEL PRESENTE
CONTRATTO
1. Il presente contratto collettivo nazionale, per il quadriennio giuridico 2006/2009 e per il
biennio economico 2006/2007, si applica a tutto il personale con rapporto di lavoro a tempo
indeterminato o a tempo determinato appartenente al comparto di cui all’art. 2, lettera I, del
contratto collettivo nazionale quadro sottoscritto l’11 giugno 2007. Il personale del comparto si
articola nelle seguenti aree professionali:
a) area della funzione docente;
b) area dei servizi generali, tecnici e amministrativi.
2. Il presente contratto concerne il periodo 1 gennaio 2006 – 31 dicembre 2009 per la parte
normativa, ed è valido dal 1° gennaio 2006 fino al 31 dicembre 2007 per la parte economica.
3. Gli effetti giuridici decorrono dal giorno della sottoscrizione, salvo diversa prescrizione del
presente contratto. La stipulazione si intende avvenuta al momento della sottoscrizione del
contratto da parte dei soggetti negoziali a seguito del perfezionamento delle procedure di cui
allart. 47 del decreto legislativo n. 165/2001. Gli istituti a contenuto economico e normativo
con carattere vincolato ed automatico sono applicati entro trenta giorni dalla predetta data di
stipulazione.
4. Il presente contratto, alla scadenza, si rinnova tacitamente di anno in anno qualora non ne
sia data disdetta da una delle parti con lettera raccomandata. In caso di disdetta, le disposizioni
contrattuali rimangono in vigore fino a quando non siano sostituite dal successivo
contratto collettivo, fermo restando quanto previsto dallart. 48, comma 3, del decreto
legislativo n. 165/2001.
5. Dopo un periodo di vacanza contrattuale pari a tre mesi dalla data di scadenza della parte
economica del presente contratto, ai dipendenti del comparto sarà corrisposta la relativa
indennità, secondo le scadenze previste dall’accordo sul costo del lavoro del 23 luglio 1993. Per
l’erogazione di detta indennità si applica la procedura contrattuale di cui agli artt. 47 e 48 del
decreto legislativo n. 165/2001.
6. In sede di rinnovo biennale per la parte economica ulteriore punto di riferimento del
negoziato sarà costituito dalla comparazione tra l’inflazione programmata e quella effettiva
intervenuta nel biennio in questione, secondo quanto previsto dall’accordo tra Governo e parti
sociali del 23 luglio 1993.
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7. Eventuali sequenze contrattuali previste nel corpo del presente CCNL si intendono da
svolgersi in sede ARAN e tra le Parti firmatarie del CCNL.
8. Per quanto concerne il personale scolastico delle province autonome di Trento e Bolzano, si
applica quanto previsto dai decreti legislativi 24.07.96, nn. 433 e 434, quest’ultimo come
integrato dal decreto legislativo n. 354/1997.
ART.2 – INTERPRETAZIONE AUTENTICA DEL CONTRATTO
1. Quando insorgano controversie sull’interpretazione del contratto collettivo nazionale o
integrativo, le parti che lo hanno sottoscritto si incontrano, entro 30 giorni dalla richiesta di cui
al successivo comma 2, per definire consensualmente il significato della clausola controversa.
La procedura deve concludersi entro 30 giorni dalla data del primo incontro.
2. Al fine di cui al comma 1 la parte interessata invia all’altra apposita richiesta scritta con
lettera raccomandata. La richiesta deve contenere una sintetica descrizione dei fatti e degli
elementi di diritto sui quali si basa; essa deve comunque far riferimento a problemi
interpretativi ed applicativi di rilevanza generale.
3. L’eventuale accordo sostituisce la clausola controversa sin dall’inizio della vigenza del
contratto collettivo nazionale o integrativo.
CAPO II – RELAZIONI SINDACALI
ART.3 – OBIETTIVI E STRUMENTI
1. Il sistema delle relazioni sindacali, nel rispetto delle distinzioni dei ruoli e delle rispettive
responsabilità dell’amministrazione scolastica e dei sindacati, persegue l’obiettivo di
contemperare l’interesse dei dipendenti al miglioramento delle condizioni di lavoro e alla
crescita professionale con l’esigenza di incrementare l’efficacia e l’efficienza dei servizi prestati
alla collettività. Esso è improntato alla correttezza e trasparenza dei comportamenti.
2. Qualora il contesto delle relazioni sindacali, di cui al presente capo, faccia riferimento a
criteri o linee di indirizzo che, ai sensi dei successivi articoli, siano anche oggetto di trattativa
integrativa decentrata, queste stesse linee di indirizzo, al fine di garantire e tutelare
omogeneità di impostazione per l’intero sistema scolastico nazionale, possono essere oggetto
di indicazioni-quadro elaborate dal Ministro dell’Istruzione, nell’ambito di quanto definito dal
presente contratto e dandone preventiva informazione alle Organizzazioni Sindacali firmatarie
del presente CCNL.
3. Il sistema delle relazioni sindacali si articola nei seguenti modelli relazionali:
a) contrattazione collettiva: si svolge in ambito territoriale nazionale, regionale e a livello
di istituzione scolastica, con le modalità, i tempi e le materie indicate agli articoli 4 e 6;
b) partecipazione: si articola negli istituti dell’informazione, della concertazione e delle
intese. Essa può prevedere altresì l’istituzione di commissioni paritetiche con finalità
propositive, secondo le modalità indicate nell’articolo 5;
c) interpretazione autentica dei contratti collettivi di cui all’art. 2.
ART.4 – CONTRATTAZIONE COLLETTIVA INTEGRATIVA
1. La contrattazione collettiva integrativa è finalizzata ad incrementare la qualità del servizio
scolastico, sostenendo i processi innovatori in atto anche mediante la valorizzazione delle
professionalità coinvolte.
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2. In sede di contrattazione collettiva integrativa nazionale è disciplinato:
A) MOBILITA:
• con cadenza, di norma biennale, collegata alla durata di definizione dellorganico, la
mobilità compartimentale, a domanda e d’ufficio. In tale ambito si dovrà garantire la stabilità
pluriennale dellorganico al fine di assicurare la continuità didattica del personale docente con
particolare riferimento ai docenti di sostegno e a quelli impegnati nelle aree a rischio, nelle
scuole di montagna e nelle classi funzionanti negli ospedali. Inoltre, sempre in sede di
contrattazione, verranno ricercate le forme appropriate per favorire l’incontro tra competenze
ed aspirazioni dei singoli insegnanti e le esigenze formative che processi innovativi e diagnosi
valutative fanno maturare nelle singole scuole;
• utilizzazione del personale in altre attività di insegnamento;
• utilizzazione del personale soprannumerario e inidoneo, nonché di quello collocato fuori
ruolo;
• procedure e criteri di utilizzazione del personale, tenuto altresì conto di quanto previsto
dalla legge n. 268/2002 e dalla legge n. 289/2002;
• mobilità intercompartimentale.
B) FORMAZIONE: con cadenza annuale, obiettivi, finalità e criteri di ripartizione delle risorse
finanziarie per la formazione del personale. Si perseguirà l’obiettivo di superare la
frammentazione degli interventi, ridefinendo le modalità di accreditamento degli enti e delle
associazioni professionali e disciplinari, nonché delle iniziative idonee a costituire adeguato
supporto alle attività didattiche, le procedure per strutturare le singole iniziative formative,
riallocando le risorse a favore dell’attività delle singole scuole e monitorando gli esiti della
formazione.
C) con cadenza di norma biennale, criteri per l’esercizio dei diritti e dei permessi sindacali.
D) con cadenza annuale, criteri e parametri di attribuzione delle risorse per le scuole collocate
in aree a rischio educativo, con forte processo immigratorio e per la dispersione scolastica, per
le funzioni strumentali e per gli incarichi aggiuntivi del personale ATA.
3. Presso ciascuna direzione scolastica regionale la contrattazione integrativa si svolge
annualmente sulle seguenti materie:
a) linee di indirizzo e criteri per la tutela della salute nell’ambiente di lavoro;
b) criteri di allocazione e utilizzo delle risorse, provenienti dallEnte Regione e da Enti
diversi dal MPI, a livello d’istituto per la lotta contro l’emarginazione scolastica e per
gli interventi sulle aree a rischio e a forte processo immigratorio, inclusa
l’assegnazione di una quota dei fondi destinati alla formazione per il finanziamento
di moduli formativi, da concludersi entro il 31 ottobre;
c) criteri, modalità e opportunità formative per il personale docente, educativo ed
ATA.;
d) criteri di utilizzazione del personale;
e) criteri e modalità di verifica dei risultati delle attività di formazione.
4. Presso ciascuna direzione scolastica regionale la contrattazione integrativa si svolge con
cadenza quadriennale sulle seguenti materie:
a) criteri per la fruizione dei permessi per il diritto allo studio;
b) criteri e modalità per lo svolgimento delle assemblee territoriali e l’esercizio dei diritti e
dei permessi sindacali;
c) istituzione di procedure di raffreddamento dell’eventuale conflittualità contrattuale
generatasi a livello di singola istituzione scolastica;
d) modalità per la costituzione di una commissione bilaterale incaricata dell’assistenza,
supporto e monitoraggio delle relazioni sindacali sul territorio regionale.
5. Il direttore regionale, nelle materie di cui al comma 3, deve formalizzare la propria proposta
contrattuale entro termini congrui con l’inizio dell’anno scolastico, e, in ogni caso, entro i
successivi dieci giorni lavorativi decorrenti dall’inizio delle trattative.
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6. La contrattazione integrativa si svolge alle condizioni previste dagli artt. 40 e 40 bis del
decreto legislativo n. 165/2001. La verifica sulla compatibilità dei costi della contrattazione
collettiva integrativa si attua ai sensi dell’art. 48 del decreto legislativo n. 165/2001.
Entro i primi 10 giorni di negoziato le parti non assumono iniziative unilaterali né procedono ad
azioni dirette.
Decorsi ulteriori 20 giorni dall’inizio effettivo delle trattative, le parti riassumono le rispettive
prerogative e libertà di iniziativa, nell’ambito della vigente disciplina contrattuale.
ART.5 – PARTECIPAZIONE
1. Le forme di partecipazione sindacale si svolgono al livello istituzionale competente per
materia.
LAmministrazione scolastica nazionale e regionale, con cadenza almeno annuale e nell’ambito
delle proprie autonome e distinte responsabilità, fornisce informazioni preventive e la relativa
documentazione cartacea e/o informatica necessaria sulle seguenti materie, ai soggetti
identificati all’articolo 7;
a) formazione in servizio, aggiornamento, autoaggiornamento e piani di riconversione del
personale in relazione alle situazioni di esubero;
b) criteri per la definizione e la distribuzione degli organici di tutto il personale;
c) modalità organizzative per l’assunzione del personale a tempo determinato e
indeterminato;
d) documenti di previsione di bilancio relativi alle spese per il personale;
e) operatività di nuovi sistemi informativi o di modifica dei sistemi preesistenti concernenti
i servizi amministrativi e di supporto dell’attività scolastica;
f) dati generali sullo stato dell’occupazione degli organici e di utilizzazione del personale;
g) strumenti e metodologie per la valutazione della produttività ed efficacia qualitativa del
sistema scolastico, anche in rapporto alle sperimentazioni in atto;
h) andamento generale della mobilità;
i) esiti dei monitoraggi effettuati dall’Amministrazione;
j) accesso allintranet scolastico per le informazioni di cui sono titolari le Organizzazioni
Sindacali ai sensi del relativo CCNQ;
k) informazione sulle risorse globali assegnate alle scuole per il loro funzionamento.
2. Su ciascuna delle materie previste al comma 1 e sulle linee essenziali di indirizzo in materia
di gestione della organizzazione scolastica, le Organizzazioni Sindacali firmatarie del presente
CCNL possono richiedere, nel termine di due giorni lavorativi dal ricevimento dell’informazione,
che sia attivato un tavolo di concertazione. Questo sarà aperto dall’Amministrazione nel
termine di cinque giorni lavorativi successivi alla ricezione della richiesta di concertazione, e
dovrà in ogni caso chiudersi nel termine perentorio di sette giorni lavorativi dall’apertura.
ART.6 – RELAZIONI A LIVELLO DI ISTITUZIONE SCOLASTICA
1. A livello di ogni istituzione scolastica ed educativa, in coerenza con l’autonomia della stessa
e nel rispetto delle competenze del dirigente scolastico e degli organi collegiali, le relazioni
sindacali si svolgono con le modalità previste dal presente articolo.
2. Sono materie di informazione preventiva annuale le seguenti:
a) proposte di formazione delle classi e di determinazione degli organici della scuola;
b) piano delle risorse complessive per il salario accessorio, ivi comprese quelle di fonte non
contrattuale;
c) criteri di attuazione dei progetti nazionali, europei e territoriali;
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d) criteri per la fruizione dei permessi per laggiornamento;
e) utilizzazione dei servizi sociali;
f) criteri di individuazione e modalità di utilizzazione del personale in progetti derivanti da
specifiche disposizioni legislative, nonché da convenzioni, intese o accordi di
programma stipulati dalla singola istituzione scolastica o dall’Amministrazione scolastica
periferica con altri enti e istituzioni;
g) tutte le materie oggetto di contrattazione;
Sono materie di contrattazione integrativa le seguenti:
h) modalità di utilizzazione del personale docente in rapporto al piano dell’offerta
formativa e al piano delle attività e modalità di utilizzazione del personale ATA in
relazione al relativo piano delle attività formulato dal DSGA, sentito il personale
medesimo;
i) criteri riguardanti le assegnazioni del personale docente, educativo ed ATA alle sezioni
staccate e ai plessi, ricadute sull’organizzazione del lavoro e del servizio derivanti
dall’intensificazione delle prestazioni legate alla definizione dell’unità didattica. Ritorni
pomeridiani;
j) criteri e modalità di applicazione dei diritti sindacali, nonché determinazione dei
contingenti di personale previsti dall’accordo sull’attuazione della legge n. 146/1990,
così come modificata e integrata dalla legge n. 83/2000;
k) attuazione della normativa in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro;
l) i criteri per la ripartizione delle risorse del fondo d’istituto e per l’attribuzione dei
compensi accessori, ai sensi dell’art. 45, comma 1, del decreto legislativo n. 165/2001,
al personale docente, educativo ed ATA, compresi i compensi relativi ai progetti
nazionali e comunitari;
m) criteri e modalità relativi alla organizzazione del lavoro e all’articolazione dell’orario del
personale docente, educativo ed ATA, nonché i criteri per lindividuazione del personale
docente, educativo ed ATA da utilizzare nelle attività retribuite con il fondo di istituto;
Il dirigente scolastico, nelle materie di cui sopra, deve formalizzare la propria proposta
contrattuale entro termini congrui con l’inizio dell’anno scolastico, e, in ogni caso, entro i
successivi dieci giorni lavorativi decorrenti dall’inizio delle trattative. Queste ultime devono
comunque iniziare non oltre il 15 settembre.
La contrattazione di cui sopra si svolge con cadenza annuale. Le parti possono prorogare,
anche tacitamente, l’accordo già sottoscritto.
Se le Parti non giungono alla sottoscrizione del contratto entro il successivo 30 novembre,
le questioni controverse potranno dalle Parti medesime essere sottoposte alla commissione
di cui allart. 4, comma 4, lettera d), che fornirà la propria assistenza.
Sono materia di informazione successiva le seguenti:
n) nominativi del personale utilizzato nelle attività e progetti retribuiti con il fondo di
istituto;
o) verifica dell’attuazione della contrattazione collettiva integrativa d’istituto sull’utilizzo
delle risorse.
3. Le informazioni previste dal presente articolo sono fornite nel corso di appositi incontri,
unitamente alla relativa documentazione.
4. Sulle materie che incidono sullordinato e tempestivo avvio dell’anno scolastico tutte le
procedure previste dal presente articolo debbono concludersi nei termini stabiliti dal direttore
generale regionale per le questioni che incidono sull’assetto organizzativo e, per le altre, nei
tempi congrui per assicurare il tempestivo ed efficace inizio delle lezioni.
I compensi per le attività svolte e previste dal contratto integrativo vigente sono erogate entro
il 31 agosto.
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5. Fermo restando il principio dell’autonomia negoziale e nel quadro di un sistema di relazioni
sindacali improntato ai criteri di comportamento richiamati di correttezza, di collaborazione e di
trasparenza, e fatto salvo quanto previsto dal precedente comma, decorsi venti giorni
dall’inizio effettivo delle trattative, le parti riassumono le rispettive prerogative e libertà di
iniziativa.
6. I revisori effettuano il controllo sulla compatibilità dei costi della contrattazione collettiva
integrativa con i vincoli di bilancio e la relativa certificazione degli oneri, secondo i principi di
cui all’art. 48 del decreto legislativo n. 165/2001. A tal fine, l’ipotesi di contratto collettivo
integrativo definita dalla delegazione trattante è inviata dal dirigente scolastico per il controllo,
entro 5 giorni, corredata dall’apposita relazione illustrativa tecnico finanziaria. Trascorsi 30
giorni senza rilievi, il contratto collettivo integrativo viene definitivamente stipulato e produce i
conseguenti effetti. Eventuali rilievi ostativi sono tempestivamente portati a conoscenza delle
organizzazioni sindacali di cui al successivo art. 7, ai fini della riapertura della contrattazione.
ART.7 – COMPOSIZIONE DELLE DELEGAZIONI
1. Le delegazioni trattanti sono costituite come segue:
I – A livello di amministrazione:
a) Per la parte pubblica:
– dal titolare del potere di rappresentanza o da un suo delegato;
– da una rappresentanza dei dirigenti titolari degli uffici direttamente interessati alla
trattativa.
b) Per le organizzazioni sindacali:
– dai rappresentanti delle organizzazioni sindacali nazionali di categoria firmatarie
del presente CCNL.
II – A livello di ufficio scolastico regionale:
a) Per la parte pubblica:
– dal dirigente titolare del potere di rappresentanza dell’amministrazione nell’ambito
dell’ufficio o da un suo delegato. L’amministrazione può avvalersi del supporto di
personale di propria scelta.
b) Per le organizzazioni sindacali:
– dai rappresentanti territoriali delle organizzazioni sindacali di categoria firmatarie
del presente CCNL.
III -A livello di istituzione scolastica:
a) Per la parte pubblica:
– dal dirigente scolastico.
b) Per le organizzazioni sindacali:
– dalla RSU e dai rappresentanti territoriali delle organizzazioni sindacali di
categoria firmatarie del presente CCNL, come previsto dall’Accordo quadro
7-8-1998 sulla costituzione della RSU.
2. Il MPI può avvalersi, nella contrattazione collettiva integrativa nazionale, dell’assistenza
dell’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (A.Ra.N.).
ART.8 – ASSEMBLEE
1. I dipendenti hanno diritto a partecipare, durante l’orario di lavoro, ad assemblee sindacali,
in idonei locali sul luogo di lavoro concordati con la parte datoriale pubblica, per n. 10 ore
pro capite in ciascun anno scolastico, senza decurtazione della retribuzione.
2. In ciascuna scuola e per ciascuna categoria di personale (ATA e docenti) non possono essere
tenute più di due assemblee il mese.
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3. Le assemblee che riguardano la generalità dei dipendenti o gruppi di essi sono indette con
specifico ordine del giorno:
a. singolarmente o congiuntamente da una o più organizzazioni sindacali
rappresentative nel comparto ai sensi dell’art. 1, comma 5, del CCNQ del 9 agosto
2000 sulle prerogative sindacali;
b. dalla RSU nel suo complesso e non dai singoli componenti, con le modalità dell’art. 8,
comma 1, dell’accordo quadro sulla elezione delle RSU del 7 agosto 1998;
c. dalla RSU congiuntamente con una o più organizzazioni sindacali rappresentative del
comparto ai sensi dell’art. 1, comma 5, del CCNQ del 9 agosto 2000 sulle prerogative
sindacali.
4. Le assemblee coincidenti con l’orario di lezione si svolgono all’inizio o al termine delle
attività didattiche giornaliere di ogni scuola interessata all’assemblea. Le assemblee del
personale ATA possono svolgersi in orario non coincidente con quello delle assemblee del
personale docente, comprese le ore intermedie del servizio scolastico.
5. Negli istituti di educazione, le assemblee possono svolgersi in orario diverso da quello
previsto dal comma precedente, secondo le modalità stabilite con le procedure di cui allart.6 e
con il vincolo di osservanza del minor disagio possibile per gli alunni.
6. Ciascuna assemblea può avere una durata massima di 2 ore se si svolge a livello di singola
istituzione scolastica o educativa nell’ambito dello stesso comune. La durata massima delle
assemblee territoriali è definita in sede di contrattazione integrativa regionale, in modo da
tener conto dei tempi necessari per il raggiungimento della sede di assemblea e per il ritorno
alla sede di servizio, sempre nei limiti di cui al comma 1 del presente articolo.
7. La convocazione dell’assemblea, la durata, la sede e l’eventuale partecipazione di dirigenti
sindacali esterni sono rese note dai soggetti sindacali promotori almeno 6 giorni prima, con
comunicazione scritta, fonogramma, fax o e-mail, ai dirigenti scolastici delle scuole o istituzioni
educative interessate all’assemblea.
La comunicazione deve essere affissa, nello stesso giorno in cui è pervenuta, all’albo
dell’istituzione scolastica o educativa interessata, comprese le eventuali sezioni staccate o
succursali. Alla comunicazione va unito l’ordine del giorno. Nel termine delle successive
quarantotto ore, altri organismi sindacali, purché ne abbiano diritto, possono presentare
richiesta di assemblea per la stessa data e la stessa ora concordando un’unica assemblea
congiunta o – nei limiti consentiti dalla disponibilità di locali – assemblee separate. La
comunicazione definitiva relativa all’assemblea – o alle assemblee – di cui al presente comma
va affissa all’albo dell’istituzione prescelta entro il suddetto termine di quarantotto ore,
dandone comunicazione alle altre sedi.
8. Contestualmente all’affissione all’albo, il dirigente scolastico ne farà oggetto di avviso,
mediante circolare interna, al personale interessato all’assemblea al fine di raccogliere la
dichiarazione individuale di partecipazione espressa in forma scritta del personale in servizio
nell’orario dell’assemblea. Tale dichiarazione fa fede ai fini del computo del monte ore
individuale ed è irrevocabile.
9. Il dirigente scolastico:
a. per le assemblee in cui è coinvolto anche il personale docente sospende le
attività didattiche delle sole classi, o sezioni di scuola dell’infanzia, i cui docenti
hanno dichiarato di partecipare all’assemblea, avvertendo le famiglie interessate
e disponendo gli eventuali adattamenti di orario, per le sole ore coincidenti con
quelle dell’assemblea, del personale che presta regolare servizio;
b. per le assemblee in cui è coinvolto anche il personale ATA, se la partecipazione è
totale, stabilirà, con la contrattazione d’istituto, la quota e i nominativi del
personale tenuto ad assicurare i servizi essenziali relativi alla vigilanza agli
ingressi alla scuola, al centralino e ad altre attività indifferibili coincidenti con
l’assemblea sindacale.
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10. Non possono essere svolte assemblee sindacali in ore concomitanti con lo svolgimento
degli esami e degli scrutini finali.
11. Per il personale docente, quanto previsto dai commi 1, 3, e 8 si applica anche nel caso di
assemblee indette in orario di servizio per attività funzionali all’insegnamento.
12. Per le riunioni di scuola e territoriali indette al di fuori dell’orario di servizio del personale si
applica il comma 3 del presente articolo, fermo restando l’obbligo da parte dei soggetti
sindacali di concordare con i dirigenti scolastici l’uso dei locali e la tempestiva affissione all’albo
da parte del dirigente scolastico della comunicazione riguardante l’assemblea.
13. Per quanto non previsto e modificato dal presente articolo restano ferme la disciplina del
diritto di assemblea prevista dall’art. 2 del CCNQ 7 agosto 1998 e le modalità di utilizzo dei
distacchi, aspettative e permessi, nonché delle altre prerogative sindacali.
CAPO III – NORME COMUNI
ART.9 – MISURE INCENTIVANTI PER PROGETTI RELATIVI ALLE AREE A RISCHIO, A
FORTE PROCESSO IMMIGRATORIO E CONTRO LEMARGINAZIONE SCOLASTICA
1. Le Parti affermano il comune impegno ad incentivare la scolarizzazione ed il raggiungimento
di buoni esiti formativi nelle aree a rischio e a forte processo immigratorio.
2. A tale scopo ogni direttore regionale stipulerà, entro i termini di cui allart. 4, comma 3,
lettera b, apposito contratto integrativo regionale con le Organizzazioni Sindacali firmatarie del
presente CCNL per indicare i criteri di utilizzo da parte delle scuole del fondo accreditato dal
Ministero per le aree a rischio, a forte processo immigratorio e per la dispersione scolastica, la
durata dei progetti, gli obiettivi di lotta all’emarginazione scolastica da conseguire e i sistemi di
rilevazione dei risultati da comunicare al MPI e alle Organizzazioni Sindacali, favorendo la
pluralità e la diffusione delle esperienze sul territorio.
3. Le scuole, con riferimento allo specifico contesto territoriale di rischio, accedono ai fondi in
questione anche consorziandosi in rete, e comunque privilegiando la dimensione territoriale
dell’area. A tal fine saranno elaborati progetti finalizzati al recupero dell’insuccesso scolastico
anche con l’ampliamento dell’offerta formativa..
4. I compensi per il personale coinvolto nelle attività di cui al presente articolo saranno definiti
in sede di contrattazione d’istituto, sulla base dei criteri generali assunti in sede di
contrattazione regionale.
ART.10 – MOBILITA TERRITORIALE, PROFESSIONALE E INTERCOMPARTIMENTALE
1. I criteri e le modalità per attuare la mobilità territoriale, professionale e
intercompartimentale, nonché i processi di riconversione anche attraverso la previsione di
specifici momenti formativi, del personale di cui al presente contratto vengono definiti in sede
di contrattazione integrativa nazionale, al fine di rendere più agevole la fruizione di questi
istituti da parte dei lavoratori, che ne conservano comunque il diritto individuale. La mobilità
professionale del personale della scuola ha come fine non solo superare o prevenire il
soprannumero, ma anche valorizzare le esperienze acquisite dal personale, sostenere lo
scambio di esperienze nel sistema scolastico e del lavoro pubblico.
2. In tale sede saranno definiti modalità e criteri per le verifiche periodiche sugli effetti degli
istituti relativi alla mobilità territoriale, al fine di apportare, con contrattazione nazionale
integrativa, i conseguenti adattamenti degli stessi istituti.
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3. Analogamente si procederà per la contrattazione relativa alla utilizzazione del personale.
4. A sostegno dei processi di innovazione, che esigono un equilibrio dinamico tra le esigenze
del sistema scolastico e le aspettative del personale, la mobilità professionale è finalizzata a:
a. promuovere il reimpiego e la valorizzazione delle professionalità esistenti;
b. promuovere la stessa mobilità professionale ai fini del riassorbimento delle
eccedenze di personale.
Ciò si può realizzare anche attraverso:
• specifici percorsi formativi di riqualificazione e riconversione professionale mirati
all’assegnazione di posti di lavoro vacanti;
• rimborso spese, da erogare anche in misura forfetaria, per l’effettiva frequenza dei
relativi corsi;
• indennità forfetaria di prima sistemazione;
• incentivazione al conseguimento di titoli di studio ed alla integrazione dei percorsi
universitari, utili ai fini del reimpiego.
5. La mobilità professionale a domanda nell’ambito del comparto si attua sulla base della
previsione del fabbisogno di risorse professionali, mediante la programmazione delle iniziative
di formazione, riqualificazione e riconversione in ambito provinciale o regionale, rivolta, con
priorità, al personale appartenente a classi di concorso, aree disciplinari, ruoli, aree e profili
professionali in situazione di esubero. E assicurata la necessaria informazione al personale per
il pieno esercizio del diritto alla formazione.
6. Il personale che ha frequentato i corsi di cui al precedente comma conseguendo il titolo
richiesto è tenuto ad accettare la sede assegnata, a domanda o d’ufficio, nella procedura di
mobilità relativa al tipo di posto o cattedra per il quale ha frequentato il corso.
7. La formazione, la riqualificazione e la riconversione professionale di cui sopra è altresì
orientata verso le esigenze emergenti dall’attuazione dell’autonomia scolastica, con
lindividuazione di specifiche competenze e profili professionali innovativi connessi allo sviluppo
dell’educazione permanente e degli adulti, al potenziamento della ricerca, sperimentazione,
documentazione e aggiornamento educativo, alla prevenzione e recupero della dispersione
scolastica e degli insuccessi formativi, all’espansione dell’istruzione e formazione integrata
post-secondaria, nonché al rafforzamento dell’efficienza organizzativa e amministrativa delle
istituzioni scolastiche ed educative.
8. Sulla base di accordi promossi dal MPI con altre Amministrazioni ed Enti pubblici si procede
alla mobilità intercompartimentale a domanda, previa definizione, nella contrattazione
integrativa nazionale, di criteri e modalità per l’individuazione del personale da trasferire; la
contrattazione integrativa prevederà anche le modalità di informazione sulle posizioni di lavoro
disponibili e sui connessi aspetti retributivi, sulle indennità di prima sistemazione e sul
rimborso delle spese di trasferimento sostenute.
9. Nei confronti del personale che abbia fruito di percorsi di mobilità professionale anche a
seguito di procedure concorsuali è applicabile l’istituto della restituzione al ruolo di
provenienza, su posto disponibile in tale ruolo, a domanda o, nel caso di verificato esito
negativo della prestazione lavorativa, d’ufficio. Sono, comunque, fatte salve le norme sul
periodo di prova, ove previsto, nonché la competenza degli organi individuali o collegiali cui è
demandata la formulazione di pareri obbligatori e l’adozione dei conseguenti provvedimenti.
10. Ai sensi dell’art. 52 del decreto legislativo n. 165/2001, il personale docente utilizzato, a
domanda o d’ufficio, ivi compresa l’assegnazione provvisoria, in altro tipo di cattedra o posto,
ha diritto all’eventuale trattamento economico superiore, rispetto a quello di titolarità, previsto
per detto tipo di cattedra o posto. La maggiore retribuzione è corrisposta per il periodo di
utilizzazione, in misura corrispondente a quella cui l’interessato avrebbe avuto titolo se avesse
ottenuto il passaggio alla cattedra o posto di utilizzazione.
In caso di utilizzazione parziale, la corresponsione avrà luogo in rapporto proporzionale con
l’orario settimanale d’obbligo.
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11. Il servizio non di ruolo di cui agli articoli 485 e 569 del decreto legislativo n. 297/94 e
successive modifiche è riconoscibile per intero ai fini della mobilità a domanda, sia
compartimentale che intercompartimentale.
ART.11 – PARI OPPORTUNITÀ
1. Al fine di consentire una reale parità uomini-donne, è istituito, presso il MPI il Comitato pari
opportunità con il compito di proporre misure adatte a creare effettive condizioni di pari
opportunità, secondo i principi definiti dalla legge 10 aprile 1991, n. 125, con particolare
riferimento all’art. 1. Il Comitato è costituito da una persona designata da ciascuna delle
organizzazioni sindacali di comparto firmatarie del presente CCNL e da un pari numero di
rappresentanti dell’amministrazione. Il presidente del Comitato è nominato dal Ministro
dellIUR e designa un vicepresidente. Per ogni componente effettivo è previsto un componente
supplente.
2. Il Comitato svolge i seguenti compiti:
a) raccolta dei dati relativi alle materie di propria competenza, che l’amministrazione è
tenuta a fornire;
b) formulazione di proposte in ordine ai medesimi temi anche ai fini della
contrattazione integrativa;
c) c) promozione di iniziative volte ad attuare le direttive comunitarie per
l’affermazione sul lavoro della pari dignità delle persone nonché a realizzare azioni
positive, ai sensi della legge n. 125/1991.
3. Nell’ambito dei vari livelli di relazioni sindacali devono essere sentite le proposte formulate
dal Comitato pari opportunità, per ciascuna delle materie sottoindicate, al fine di prevedere
misure che favoriscano effettive pari opportunità nelle condizioni di lavoro e di sviluppo
professionale delle lavoratrici:
o percorsi di formazione mirata del personale sulla cultura delle pari opportunità in
campo formativo, con particolare riferimento ai progetti per l’orientamento
scolastico, alla riformulazione dei contenuti d’insegnamento, al superamento
degli stereotipi nei libri di testo, alle politiche di riforma;
o azioni positive, con particolare riferimento alle condizioni di accesso ai corsi di
formazione e aggiornamento e all’attribuzione d’incarichi o funzioni più
qualificate;
o iniziative volte a prevenire o reprimere molestie sessuali nonché pratiche
discriminatorie in generale;
o flessibilità degli orari di lavoro;
o fruizione del part-time;
o processi di mobilità.
4. L’amministrazione assicura l’operatività del Comitato e garantisce tutti gli strumenti idonei e
le risorse necessarie al suo funzionamento in applicazione dell’art. 17 del decreto legislativo 29
ottobre 1998, n°387. In particolare, valorizza e pubblicizza con ogni mezzo, nell’ambito
lavorativo, i risultati del lavoro svolto dallo stesso. Il Comitato è tenuto a svolgere una
relazione annuale sulle condizioni delle lavoratrici della scuola, di cui deve essere data la
massima pubblicizzazione.
5. Il Comitato per le pari opportunità rimane in carica per la durata di un quadriennio e
comunque fino alla costituzione del nuovo. I componenti del Comitato possono essere rinnovati
nell’incarico per un solo mandato.
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6. A livello di Amministrazione scolastica regionale, su richiesta delle organizzazioni sindacali
abilitate alla contrattazione integrativa, possono essere costituiti appositi comitati entro 60
giorni dall’entrata in vigore del presente contratto, con composizione e compiti analoghi a
quello nazionale dei quali deve essere assicurato il funzionamento da parte delle Direzioni
regionali. Il Presidente è nominato dal Direttore regionale.
ART.12 – CONGEDI PARENTALI
1. Al personale dipendente si applicano le vigenti disposizioni in materia di tutela della
maternità contenute nel decreto legislativo n. 151/2001.
2. Nel periodo di astensione obbligatoria, ai sensi degli articoli 16 e 17 del decreto legislativo n.
151/2001 alla lavoratrice o al lavoratore, anche nell’ipotesi di cui all’art. 28 dello stesso
decreto, spetta l’intera retribuzione fissa mensile nonché le quote di salario accessorio fisse e
ricorrenti che competono nei casi di malattia superiore a 15 giorni consecutivi o in caso di
ricovero ospedaliero e per il successivo periodo di convalescenza post-ricovero, secondo la
disciplina di cui all’art. 17, comma 8. Durante il medesimo periodo di astensione, tale periodo è
da considerarsi servizio effettivamente prestato anche per quanto concerne l’eventuale proroga
dell’incarico di supplenza.
3. In caso di parto prematuro, alle lavoratrici spettano comunque i mesi di astensione
obbligatoria. Qualora il figlio nato prematuro abbia necessità di un periodo di degenza presso
una struttura ospedaliera pubblica o privata, la madre ha la facoltà di richiedere che il restante
periodo di congedo obbligatorio post-parto ed il restante periodo ante-parto non fruito,
possano decorrere in tutto o in parte dalla data di effettivo rientro a casa del figlio; la richiesta
è accolta qualora sia avallata da idonea certificazione medica dalla quale risulti che le
condizioni di salute della lavoratrice consentono il rientro al lavoro. Alla lavoratrice rientrata al
lavoro spettano in ogni caso i periodi di riposo di cui all’art. 39 del decreto legislativo n.
151/2001.
4. Nell’ambito del periodo di astensione dal lavoro previsto dall’art. 32 , comma 1, lett. a) del
decreto legislativo n. 151/2001, per le lavoratrici madri o in alternativa per i lavoratori padri, i
primi trenta giorni, computati complessivamente per entrambi i genitori e fruibili anche in
modo frazionato, non riducono le ferie, sono valutati ai fini dell’anzianità di servizio e sono
retribuiti per intero, con esclusione dei compensi per lavoro straordinario e le indennità per
prestazioni disagiate, pericolose o dannose per la salute.
5. Successivamente al periodo di astensione di cui al comma 2 e sino al compimento del terzo
anno di vita del bambino, nei casi previsti dall’art. 47, comma 1, del decreto legislativo n.
151/2001, alle lavoratrici madri ed ai lavoratori padri sono riconosciuti trenta giorni per
ciascun anno di età del bambino, computati complessivamente per entrambi i genitori, di
assenza retribuita secondo le modalità indicate nello stesso comma 2. Ciascun genitore,
alternativamente, ha altresì diritto di astenersi dal lavoro, nel limite di cinque giorni lavorativi
l’anno, per le malattie di ogni figlio di età compresa fra i tre e gli otto anni.
6. I periodi di assenza di cui ai precedenti commi 4 e 5, nel caso di fruizione continuativa,
comprendono anche gli eventuali giorni festivi che ricadano all’interno degli stessi. Tale
modalità di computo trova applicazione anche nel caso di fruizione frazionata, ove i diversi
periodi di assenza non siano intervallati dal ritorno al lavoro del lavoratore o della lavoratrice.
7. Ai fini della fruizione, anche frazionata, dei periodi di astensione dal lavoro, di cui all’art. 32,
comma 1, del decreto legislativo n. 151/2001, la lavoratrice madre o il lavoratore padre
presentano la relativa domanda, con l’indicazione della durata, all’ufficio di appartenenza di
norma quindici giorni prima della data di decorrenza del periodo di astensione. La domanda
può essere inviata anche per mezzo di raccomandata con avviso di ricevimento purché sia
assicurato comunque il rispetto del termine minimo di quindici giorni. Tale disciplina trova
applicazione anche nel caso di proroga dell’originario periodo di astensione.
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8. In presenza di particolari e comprovate situazioni personali che rendano impossibile il
rispetto della disciplina di cui al precedente comma 7, la domanda può essere presentata entro
le quarantotto ore precedenti l’inizio del periodo di astensione dal lavoro.
ART.13 – FERIE
1. Il dipendente con contratto di lavoro a tempo indeterminato ha diritto, per ogni anno di
servizio, ad un periodo di ferie retribuito. Durante tale periodo al dipendente spetta la normale
retribuzione, escluse le indennità previste per prestazioni di lavoro aggiuntivo o straordinario e
quelle che non siano corrisposte per dodici mensilità.
2. La durata delle ferie è di 32 giorni lavorativi comprensivi delle due giornate previste dall’art.
1, comma 1, lett. a), della legge 23 dicembre 1977, n. 937.
3. I dipendenti neo-assunti nella scuola hanno diritto a 30 giorni lavorativi di ferie comprensivi
delle due giornate previste dal comma 2.
4. Dopo 3 anni di servizio, a qualsiasi titolo prestato, ai dipendenti di cui al comma 3 spettano i
giorni di ferie previsti dal comma 2.
5. Nell’ipotesi che il POF d’istituto preveda la settimana articolata su cinque giorni di attività,
per il personale ATA il sesto è comunque considerato lavorativo ai fini del computo delle ferie e
i giorni di ferie goduti per frazioni inferiori alla settimana vengono calcolati in ragione di 1,2
per ciascun giorno.
6. Nell’anno di assunzione o di cessazione dal servizio la durata delle ferie è determinata in
proporzione dei dodicesimi di servizio prestato. La frazione di mese superiore a quindici giorni
è considerata a tutti gli effetti come mese intero.
7. Il dipendente che ha usufruito dei permessi retribuiti di cui all’art. 15 conserva il diritto alle
ferie.
8. Le ferie sono un diritto irrinunciabile e non sono monetizzabili, salvo quanto previsto nel
comma 15. Esse devono essere richieste dal personale docente e ATA al dirigente scolastico.
9. Le ferie devono essere fruite dal personale docente durante i periodi di sospensione delle
attività didattiche; durante la rimanente parte dell’anno, la fruizione delle ferie è consentita al
personale docente per un periodo non superiore a sei giornate lavorative. Per il personale
docente la fruibilità dei predetti sei giorni è subordinata alla possibilità di sostituire il personale
che se ne avvale con altro personale in servizio nella stessa sede e, comunque, alla condizione
che non vengano a determinarsi oneri aggiuntivi anche per l’eventuale corresponsione di
compensi per ore eccedenti, salvo quanto previsto dallart. 15, comma 2.
10. In caso di particolari esigenze di servizio ovvero in caso di motivate esigenze di carattere
personale e di malattia, che abbiano impedito il godimento in tutto o in parte delle ferie nel
corso dell’anno scolastico di riferimento, le ferie stesse saranno fruite dal personale docente, a
tempo indeterminato, entro l’anno scolastico successivo nei periodi di sospensione dell’attività
didattica.
In analoga situazione, il personale A.T.A. fruirà delle ferie non godute di norma non oltre il
mese di aprile dell’anno successivo, sentito il parere del DSGA.
11. Compatibilmente con le esigenze di servizio, il personale A.T.A. può frazionare le ferie in
più periodi. La fruizione delle ferie dovrà comunque essere effettuata nel rispetto dei turni
prestabiliti, assicurando al dipendente il godimento di almeno 15 giorni lavorativi continuativi
di riposo nel periodo 1 luglio-31 agosto.
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12. Qualora le ferie già in godimento siano interrotte o sospese per motivi di servizio, il
dipendente ha diritto al rimborso delle spese documentate per il viaggio di rientro in sede e per
quello di ritorno al luogo di svolgimento delle ferie medesime. Il dipendente ha, inoltre, diritto
al rimborso delle spese sostenute per il periodo di ferie non goduto.
13. Le ferie sono sospese da malattie adeguatamente e debitamente documentate che abbiano
dato luogo a ricovero ospedaliero o si siano protratte per più di 3 giorni. L’Amministrazione
deve essere posta in grado, attraverso una tempestiva comunicazione, di compiere gli
accertamenti dovuti.
14. Il periodo di ferie non è riducibile per assenze per malattia o per assenze parzialmente
retribuite, anche se tali assenze si siano protratte per l’intero anno scolastico.
15. All’atto della cessazione dal rapporto di lavoro, qualora le ferie spettanti a tale data non
siano state fruite, si procede al pagamento sostitutivo delle stesse, sia per il personale a tempo
determinato che indeterminato.
ART.14 – FESTIVITÀ
1. A tutti i dipendenti sono altresì attribuite 4 giornate di riposo ai sensi ed alle condizioni
previste dalla legge 23 dicembre 1977, n. 937. E’ altresì considerata giorno festivo la
ricorrenza del Santo Patrono della località in cui il dipendente presta servizio, purché ricadente
in giorno lavorativo.
2. Le quattro giornate di riposo, di cui al comma 1, sono fruite nel corso dell’anno scolastico
cui si riferiscono e, in ogni caso, dal personale docente esclusivamente durante il periodo tra il
termine delle lezioni e degli esami e l’inizio delle lezioni dell’anno scolastico successivo, ovvero
durante i periodi di sospensione delle lezioni.
ART.15 – PERMESSI RETRIBUITI
1. Il dipendente della scuola con contratto di lavoro a tempo indeterminato, ha diritto, sulla
base di idonea documentazione anche autocertificata, a permessi retribuiti per i seguenti casi:
• partecipazione a concorsi od esami: gg. 8 complessivi per anno scolastico, ivi
compresi quelli eventualmente richiesti per il viaggio;
• lutti per perdita del coniuge, di parenti entro il secondo grado, di soggetto
componente la famiglia anagrafica o convivente stabile e di affini di primo grado:
gg. 3 per evento, anche non continuativi.
I permessi sono erogati a domanda, da presentarsi al dirigente scolastico da parte del
personale docente ed ATA.
2. Il dipendente, inoltre, ha diritto, a domanda, nell’anno scolastico, a tre giorni di permesso
retribuito per motivi personali o familiari documentati anche mediante autocertificazione. Per
gli stessi motivi e con le stesse modalità, sono fruiti i sei giorni di ferie durante i periodi di
attività didattica di cui allart. 13, comma 9, prescindendo dalle condizioni previste in tale
norma.
3. Il dipendente ha, altresì, diritto ad un permesso retribuito di quindici giorni consecutivi in
occasione del matrimonio, con decorrenza indicata dal dipendente medesimo ma comunque
fruibili da una settimana prima a due mesi successivi al matrimonio stesso.
4. I permessi dei commi 1, 2 e 3 possono essere fruiti cumulativamente nel corso di ciascun
anno scolastico, non riducono le ferie e sono valutati agli effetti dell’anzianità di servizio.
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5. Durante i predetti periodi al dipendente spetta l’intera retribuzione, esclusi i compensi per
attività aggiuntive e le indennità di direzione, di lavoro notturno/festivo, di bilinguismo e di
trilinguismo.
6. I permessi di cui all’art. 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104 sono retribuiti
come previsto dall’art. 2, comma 3-ter, del decreto legge 27 agosto 1993, n. 324, convertito
dalla legge 27 ottobre 1993 n. 423, e non sono computati ai fini del raggiungimento del limite
fissato dai precedenti commi né riducono le ferie; essi devono essere possibilmente fruiti dai
docenti in giornate non ricorrenti.
7. Il dipendente ha diritto, inoltre, ove ne ricorrano le condizioni, ad altri permessi retribuiti
previsti da specifiche disposizioni di legge.
ART.16 – PERMESSI BREVI
1. Compatibilmente con le esigenze di servizio, al dipendente con contratto a tempo
indeterminato e al personale con contratto a tempo determinato, sono attribuiti, per esigenze
personali e a domanda, brevi permessi di durata non superiore alla metà dell’orario giornaliero
individuale di servizio e, comunque, per il personale docente fino ad un massimo di due ore.
Per il personale docente i permessi brevi si riferiscono ad unità minime che siano orarie di
lezione.
2. I permessi complessivamente fruiti non possono eccedere 36 ore nel corso dell’anno
scolastico per il personale ATA; per il personale docente il limite corrisponde al rispettivo orario
settimanale di insegnamento.
3. Entro i due mesi lavorativi successivi a quello della fruizione del permesso, il dipendente è
tenuto a recuperare le ore non lavorate in una o più soluzioni in relazione alle esigenze di
servizio.
Il recupero da parte del personale docente avverrà prioritariamente con riferimento alle
supplenze o allo svolgimento di interventi didattici integrativi, con precedenza nella classe
dove avrebbe dovuto prestare servizio il docente in permesso.
4. Nei casi in cui non sia possibile il recupero per fatto imputabile al dipendente,
l’Amministrazione provvede a trattenere una somma pari alla retribuzione spettante al
dipendente stesso per il numero di ore non recuperate.
5. Per il personale docente lattribuzione dei permessi è subordinata alla possibilità della
sostituzione con personale in servizio.
ART.17 – ASSENZE PER MALATTIA
1. Il dipendente assente per malattia ha diritto alla conservazione del posto per un periodo di
diciotto mesi. Ai fini della maturazione del predetto periodo, si sommano, alle assenze dovute
all’ultimo episodio morboso, le assenze per malattia verificatesi nel triennio precedente.
2. Superato il periodo previsto dal comma 1, al lavoratore che ne faccia richiesta è concesso di
assentarsi per un ulteriore periodo di 18 mesi in casi particolarmente gravi, senza diritto ad
alcun trattamento retributivo.
3. Prima di concedere su richiesta del dipendente l’ulteriore periodo di assenza di cui al comma 2
l’amministrazione procede all’accertamento delle sue condizioni di salute, per il tramite del
competente organo sanitario ai sensi delle vigenti disposizioni, al fine di stabilire la sussistenza
di eventuali cause di assoluta e permanente inidoneità fisica a svolgere qualsiasi proficuo
lavoro.
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4. Superati i periodi di conservazione del posto previsti dai commi 1 e 2, oppure nel caso che,
a seguito dell’accertamento disposto ai sensi del comma 3, il dipendente sia dichiarato
permanentemente inidoneo a svolgere qualsiasi proficuo lavoro, l’amministrazione può
procedere, salvo quanto previsto dal successivo comma 5, alla risoluzione del rapporto
corrispondendo al dipendente l’indennità sostitutiva del preavviso.
5. Il personale docente dichiarato inidoneo alla sua funzione per motivi di salute può a
domanda essere collocato fuori ruolo e/o utilizzato in altri compiti tenuto conto della sua
preparazione culturale e professionale. Tale utilizzazione è disposta dal Direttore regionale
sulla base di criteri definiti in sede di contrattazione integrativa nazionale.
6. I periodi di assenza per malattia, salvo quelli previsti dal comma 2 del presente articolo, non
interrompono la maturazione dell’anzianità di servizio a tutti gli effetti.
7. Sono fatte salve le vigenti disposizioni di legge a tutela degli affetti da TBC, nonché quanto
previsto