CORNELIO NEPOTE

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 di Domenica Carleo

Vita

Cornelio Nepote nacque intorno al 100 a.C.; era originario della Gallia Cisalpina, forse di Mantova.

Si trasferì a Roma e lì si avvicinò allelitè culturale della capitale, facendo conoscenze importanti come Cicerone, Attico e Catullo.

Sembra che lo stesso Cornelio Nipote avesse composto liriche amorose, ma raggiunse la fama come scrittore di storia. Rimase estraneo alle vivaci lotte civili dell’epoca, dedicandosi alla letteratura e alla famiglia. Forse fu anche grammatico ed editore di testi. Morì sotto Augusto intorno al 25 a.C.

 

Opere

Le opere di Cornelio Nipote ci sono giunte solo in piccola parte. La più importante era il De viris illustribus, un’ampia raccolta di biografie e personaggi famosi, che doveva svilupparsi in almeno 16 libri e in cui l’autore alternava per ogni gruppo una coppia di libri, il primo destinato a personaggi greci, il secondo a esponenti romani.

Non sappiamo con certezza quali altre categorie, oltre ai duces, fossero prese in esame nell’opera; senz’altro gli storici, visto che possediamo le vite di Catone il Censore e di Attico, e i re, cui l’autore stesso fa riferimento.

Indipendentemente da De viris illustribus, Cornelio Nipote pubblicò un’ampia biografia di Cicerone, della quale rimangono alcuni frammenti, e una di Catone il Censore, più estesa di quella compresa nella raccolta principale.

Perdute sono altre 2 opere, di cui restano pochissimi frammenti. I Cronica, scritti prima del 54 a.C. , era un compendio di storia universale in tre libri, di cui parla in termini elogiativi Catullo. L’opera metteva in parallelo gli eventi salienti della storia greca e quella romana, allargandosi anche allOriente e inserendo molte notizie di cronologia culturale e letteraria.

Gli Exemla, apparsi dopo il 44 a.C. , erano un vasto repertorio di carattere storico-antiquario, che doveva raccogliere aneddoti, curiosità, annotazioni di vita romana, ricavati dalle fonti e dalla tradizione orale.

 

Analisi del testo

 

Epaminodas

 

Natus est igitur patre, quo diximus, genere honesto, pauper iam a maioribus relictus, eruditus autem sic ut nemo Thebanus magis. Nam et citharizare et cantare ad chordarum sonum doctus est a Dionysio, qui non minore fuit in musicis gloria quam Damon aut Lamprus, quorum pervulgata sunt nomina; cantare tibiis ab Olympiodoro, saltare a Calliphrone. At philosophiae praeceptorem habuit Lysim Tarentinum, Pythagoreum; cui quidem sic fuit deditus, ut adulescens tristem ac severum senem omnibus aequalibus suis in familiaritate anteposuerit, neque prius eum a se dimisit, quam in doctrinis tanto antecessit condiscipulos, ut facile intellegi posset pari modo superaturum omnes in ceteris artibus. Atque haec ad nostram consuetudinem sunt levia et potius contemnenda; at in Graecia utique olim magnae laudi erant.

 

TRADUZIONE

 

Epaminonda

 

Allora nacque dal padre, dal quale diciamo, di classe onesta, fu lasciato dagli antenati già povero ma fu istruito così che nessun tebano (fu istruito) di più. E infatti imparò a suonare la cetra e a cantare al suono delle corde da Dioniso il quale non fu meno importante per gloria in musica di Damone o di Lambro, dei quali i nomi sono divulgati, a cantare con i flauti da Olimpiodoro, a danzare da Callipone. Ma ebbe come maestro di filosofia Liside di Taranto, Pitagorico, al quale fu veramente così dedito, che il giovane preferì laccigliato e severo vecchio a tutti i suoi coetanei e non lo allontanò da sé prima di superare i condiscepoli nelle scienze filosofiche tanto che si poteva capire che Epaminonda avrebbe superato tutti nelle altre arti allo stesso modo. E queste cose per nostra abitudine sono di poca importanza e preferibilmente trascurabili ma anticamente in Grecia erano senz’altro di grande lode.

Domenica Carleo

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