Cosa pensano della scuola i docenti italiani

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Indagine dell’Anp:

da TuttoscuolaNews, N. 379, 9 febbraio 2009

“La professione docente: valore e rappresentanza” o, se volete, cosa pensano i docenti italiani della scuola, del proprio lavoro, e di chi li rappresenta.
È la ricerca curata da Nomisma per Anp, i cui risultati sono stati presentati nei giorni scorsi a Roma da Giorgio Rembado, presidente dell’Associazione dei dirigenti scolastici. Sì dei docenti italiani alla carriera e al merito, metà dei quali si dichiarano non soddisfatti dell’azione sindacale. L’indagine ha coinvolto 5.101 docenti della scuola pubblica italiana di ogni ordine e grado e ha interessato 850 istituti scolastici selezionati, seguendo, come è stato precisato dai ricercatori, un disegno campionario di tipo probabilistico complesso, garantendo così la rappresentatività dei risultati (errore massimo pari all’1,4% ad un livello fiduciario del 95%).
Per quanto riguarda lo stato del nostro sistema di istruzione, sembra emergere con chiarezza per la prima volta – osserva l’Anp – il livello di consapevolezza dei docenti sulla necessità di avviare un’importante stagione di riforme. Dopo anni in cui il processo di trasformazione della scuola è stato faticoso, lento, incerto e ha lasciato cicatrici profonde più per le molte promesse mancate che non per le azioni portate a termine, i docenti hanno maturato la forte convinzione che sia giunto il tempo di avviare un percorso innovativo per il futuro fatto di azioni concrete di riforma.
Secondo l’indagine, sono tre gli interventi urgenti più auspicati dai docenti per il nostro sistema scolastico: riorganizzazione degli ordinamenti (il 30% lo segnala come azione prioritaria) , piena attuazione dell’autonomia scolastica (25%) e valutazione nazionale delle scuole (20%).
I tre provvedimenti rappresentano per i docenti anche una risposta al superamento delle disparità territoriali e all’abbattimento degli insuccessi, offrendo la massima disponibilità a mettersi in gioco, non solo innovando strumenti e metodologie didattiche ma anche guardando con interesse all’esperienza degli altri paesi (circa il 40% dei docenti italiani vede nel confronto con i modelli di scuola internazionale una risorsa per la futura evoluzione della scuola italiana).

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