Cultura e legalità possono dare alla scuola la perduta dignità

Il 4 e 5 settembre sono apparsi in rete due scritti, a firma di Giovanna Onnis e di Lara La Gatta, riguardanti le funzioni e le competenze dei Consigli di classe.
Negli scritti citati l’organo collegiale appare isolato, non è stato inserito nella struttura organizzativa della scuola: la sua mission e la sua visione strategica sono occultate dal mancato riconoscimento dei vincoli cui è sottoposto.
Sono messi in risalto i soli aspetti procedurali.
Il richiamo ai dipartimenti disciplinari, inoltre, è fuorviante [Si confronti ad esempio l’art. 2 della legge 53/2003]: evidenzia l’adozione di un punto di vista errato e stantio.
Le autrici degli articoli hanno usato il microscopio, perdendo la visione d’insieme.

La scuola è un sistema.

La scuola interagisce con l’ambiente in cui è immersa.

Il rapporto scuola/società trova la sua definizione nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa, deliberato dal Consiglio di Circolo/di Istituto.
Nel documento di programmazione sono elencati i traguardi formativi attesi.

I risultati formativi programmati sono analizzati, scomposti e processualizzati dal collegio dei docenti che identifica le corrispondenti mete educative. Su di esse è edificata la “programmazione dell’azione educativa” ed è predisposta la “valutazione periodica dell’azione didattica”.

Sono le decisioni del Collegio a guidare l’attività dei Consigli di classe che, “coordinando” gli insegnamenti, ipotizzano, prefigurano e gestiscono percorsi d’apprendimento unitari, conformi alla tipologia delle classi.