Cultura preesistente e diffusione tecnologica

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tema svolto

Traccia:

Nel nostro tempo si assiste ad una dialettica fra la cultura, che non è uniformata, ma si è tramandata nelle varie regioni del mondo con modalità e visioni del mondo diverse, e la tecnologia, che tende invece ad omologare. Come giudichi gli sviluppi di questo rapporto drammatico?

Svolgimento:

Il problema principale che si pone alla tecnologia in questo millennio è quello dell’introduzione delle novità tecnologiche all’interno di culture impermeabili a questo sviluppo. È comprensibile il fatto che alcune nazioni abbiano proibito l’utilizzo di internet alla popolazione, se non agli stessi dignitari del governo. Probabilmente ciò deriva dal fatto che comunque la gran parte delle informazioni provengono dai paesi occidentali, e quindi molti percepiscono questo processo come un tentativo di invasione e di cancellazione di identità culturali diverse.

Anche le tecniche avanzate appartengono a un piccolo numero di paesi industrializzati. Il numero di brevetti depositati nel terzo mondo è decisamente inferiore rispetto a quelli dei paesi industrializzati. Da qui il fondamentale problema del trasferimento di tecnologie dal nord al sud del mondo. Spesso infatti è stato notato che è più utile trasferire non gli ultimi ritrovati della tecnica, ma adattare e migliorare le tecniche locali. Infatti in certi paesi non vi è la manodopera qualificata in grado di gestire tecnologie troppo innovative, e scarseggiano anche i materiali sintetici utilizzati nei paesi sviluppati, mentre invece sono presenti in misura maggiore le materie prime. Anche questo comporta un disagio, perché vi è una dipendenza notevole nei confronti dei fornitori.

Nel rapporto della conferenza sulle politiche culturali in Asia (1973), si affermava che «la tradizione non va confusa con il rifiuto del progresso scientifico e della tecnica. L’accesso alla modernità non deve compiersi nella forma dell’alienazione e dell’imperialismo economico. L’esperienza tecnologica e scientifica deve essere controllata dai paesi utenti e sviluppata in forme adattate alle caratteristiche sociali e culturali appropriate ai bisogni reali delle popolazioni».

Occorre quindi una maggiore attenzione alle identità culturali autoctone, senza pensare però, come fanno certi terzomondisti, che i paesi in via di sviluppo siano pregiudizialmente ostili all’invasione tecnologica.

Infatti, il romanziere keniano Ngagi wa Thiong’o si è espresso significativamente così: «La Scienza e la Tecnologia moderne, degnamente organizzate, padroneggiate e controllate, rendono oggi possibile una trasformazione economica totale del mondo rurale e permettono così di edificare una cultura popolare su una base di prosperità e non di ritardo».
Quindi il processo non è facile, ma questa conciliazione fra nuove tecnologie e cultura locale è possibile, ed è ormai diventata una necessità.

Notabene: l’ispirazione per l’elaborazione di questo tema è venuta leggendo il seguente tema Le rivoluzioni tecnologiche del XX secolo. Si rimanda al sito www.skuola.net, sul quale è pubblicato quel tema, per altro materiale didattico gratuito e utilissimo per studenti e docenti.

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