Curriculum essenziale

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Giovanni Cominelli, nel corso di una tavola rotonda tenuta sabato 31 gennaio 2010 sulla “Scuola che parla al futuro” ha richiamato l’attenzione di tutti sulla necessità di razionalizzare il curriculum scolastico.

A questo proposito ha parlato giustamente di “curriculum essenziale”.

In tempi in cui si moltiplicano le levate di scudi delle associazioni di categoria o di disciplina, indignate perché  negli schemi di riordino dei cicli le loro materie sono particolarmente penalizzate, vale la pena, invece, di affermare la necessità di ricentrare l’attenzione su quelle discipline, poche, ma essenziali, che devono dotare i nostri ragazzi degli strumenti per poter giudicare la realtà, per poter comunicare, per poter esercitare davvero i propri diritti, pere poter sviluppare la propria autonomia e capacità critica.

Abbiamo assistito negli ultimi decenni ad un moltiplicarsi di discipline, e questo è ovvio, e giusto.

La nostra è una società complessa, in cui i saperi si moltiplicano. Uno studio della Columbia University ha dimostrato che negli anni dal 2000 al 2006 si è assistito ad una crescita esponenziale del sapere, tanto che il sapere concentrato in questi cinque-sei anni è paragonabile, per entità, al sapere elaborato dall’uomo nei precedenti 500 anni!!!

Di fronte a questa mole immensa, qual è il compito della scuola?

Quello di trasmettere un sapere enciclopedico?

Quello di rincorrere questi saperi, aggiungendo e moltiplicando, per esempio, il tempo scuola, al fine di non lasciare scoperto nessun aspetto?

Io credo di no.

Io credo che i contenuti che devono essere appresi dagli alunni devono essere quelli utili, affinché l’alunno possa dare un giudizio, affinché possa affrontare le sfide della vita con una solidità, che gli sia data da una sottolineatura forte, non da fiumi di parole che scorrono senza lasciare traccia.

Luigi Gaudio

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