Decreto Brunetta


testo del Decreto 150/2009

 

 

DECRETO LEGISLATIVO 27 ottobre 2009 , n. 150

Attuazione  della  legge  4  marzo  2009,  n.  15,  in  materia  di

ottimizzazione   della   produttivita’   del  lavoro  pubblico  e  di

efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni. (09G0164)

          

TITOLO I

PRINCIPI GENERALI
 

       

                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

  Visti gli articoli 76, 87, 92, 95 e 117 della Costituzione;

  Vista  la  legge  4  marzo  2009,  n. 15, recante delega al Governo

finalizzata   all’ottimizzazione   della   produttivita’  del  lavoro

pubblico   e   alla   efficienza   e   trasparenza   delle  pubbliche

amministrazioni,  nonche’  disposizioni  integrative  delle  funzioni

attribuite  al  Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro e alla

Corte dei conti;

  Visto  il  decreto  legislativo  30  luglio  1999,  n. 286, recante

riordino e potenziamento dei meccanismi e strumenti di monitoraggio e

valutazione  dei costi, dei rendimenti e dei risultati dell’attivita’

svolta  dalle  amministrazioni  pubbliche,  a  norma dell’articolo 11

della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni;

  Visto  il  decreto  legislativo  30  luglio  1999,  n. 300, recante

riforma  dell’organizzazione  del  Governo,  a norma dell’articolo 11

della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni;

  Visto  il  decreto  legislativo  30  luglio  1999,  n. 303, recante

ordinamento  della  Presidenza  del  Consiglio  dei Ministri, a norma

dell’articolo  11  della  legge  15  marzo  1997, n. 59, e successive

modificazioni;

  Visto  il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante: norme

generali   sull’ordinamento   del   lavoro   alle   dipendenze  delle

amministrazioni pubbliche, e successive modificazioni;

  Visto  il decreto legislativo 30 giugno 2003, n.196, recante codice

in   materia   di   protezione   dei  dati  personali,  e  successive

modificazioni;

  Visto  il  decreto  legislativo 7 marzo 2005, n. 82, recante codice

dell’amministrazione digitale, e successive modificazioni;

  Visto il decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, recante codice

delle  pari  opportunita’  tra  uomo e donna, a norma dell’articolo 6

della legge 28 novembre 2005, n. 246;

  Vista  la  direttiva  dei  Ministri per le riforme e le innovazioni

nella  pubblica  amministrazione  e  per  le pari opportunita’ del 23

maggio  2007, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.173 del 27 luglio

2007,  recante  misure  per attuare la parita’ e le pari opportunita’

tra uomini e donne nelle amministrazioni pubbliche;

  Visto  il  decreto-legge  25  giugno  2008, n. 112, convertito, con

modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.133;

  Vista  la  preliminare  deliberazione  del  Consiglio dei Ministri,

adottata nella riunione dell’8 maggio 2009;

  Acquisita l’intesa della Conferenza unificata di cui all’articolo 8

del  decreto  legislativo  28  agosto  1997,  n.  281,  relativamente

all’attuazione  delle  disposizioni  di cui agli articoli 3, comma 2,

lettera  a),  4,  5 e 6, della citata legge n. 15 del 2009, salvo che

sull’articolo  60,  comma  1,  lettera  b),  nonche’  il parere della

medesima   Conferenza  relativamente  all’attuazione  delle  restanti

disposizioni  della medesima legge n. 15 del 2009 nella seduta del 29

luglio 2009;

  Rilevato,  in  ordine al predetto articolo 60, comma 1, lettera b),

del decreto, che gli enti territoriali chiedevano di prevedere che la

determinazione delle risorse per gli incrementi retributivi destinati

al  rinnovo  dei contratti collettivi nazionali delle amministrazioni

regionali,  locali  e  degli  enti  del  Servizio sanitario nazionale

avvenga previa concertazione con le proprie rappresentanze;

  Considerato  che  il  Governo  ritiene di non poter accogliere tale

richiesta,  vertendosi  in  tema  di  misure  di  coordinamento della

finanza  pubblica  tipicamente  riconducibili  alle  competenze dello

Stato,  e  che  la  previsione  della  previa  consultazione  con  le

rappresentanze  istituzionali del sistema delle autonomie garantisce,

comunque,  il rispetto del principio della leale collaborazione ed il

coinvolgimento  degli enti territoriali nella concreta determinazione

delle risorse da impegnare per il rinnovo dei contratti;

  Acquisiti  i pareri delle competenti Commissioni parlamentari della

Camera dei deputati e del Senato della Repubblica;

  Vista  la  deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella

riunione del 9 ottobre 2009;

  Sulla  proposta  del  Ministro  per  la  pubblica amministrazione e

l’innovazione,  di  concerto  con  il  Ministro dell’economia e delle

finanze;

                              E m a n a

                  il seguente decreto legislativo:

 

                               Art. 1.

 

                         Oggetto e finalita’

 

  1.  In attuazione degli articoli da 2 a 7 della legge 4 marzo 2009,

n.  15,  le  disposizioni  del  presente  decreto  recano una riforma

organica della disciplina del rapporto di lavoro dei dipendenti delle

amministrazioni  pubbliche,  di  cui  all’articolo  2,  comma  2, del

decreto   legislativo   30   marzo  2001,  n.  165,  intervenendo  in

particolare  in  materia di contrattazione collettiva, di valutazione

delle  strutture  e del personale delle amministrazioni pubbliche, di

valorizzazione  del merito, di promozione delle pari opportunita’, di

dirigenza  pubblica  e  di responsabilita’ disciplinare. Fermo quanto

previsto  dall’articolo  3  del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.

165,  recano  altresi’ norme di raccordo per armonizzare con la nuova

disciplina   i   procedimenti   negoziali,  di  contrattazione  e  di

concertazione  di  cui  all’articolo  112  del decreto del Presidente

della  Repubblica  5 gennaio 1967, n. 18, e ai decreti legislativi 12

maggio 1995, n. 195, 19 maggio 2000, n. 139, 13 ottobre 2005, n. 217,

e 15 febbraio 2006, n. 63.

  2.  Le  disposizioni  del  presente decreto assicurano una migliore

organizzazione   del  lavoro,  il  rispetto  degli  ambiti  riservati

rispettivamente  alla legge e alla contrattazione collettiva, elevati

standard  qualitativi  ed  economici  delle  funzioni  e dei servizi,

l’incentivazione  della  qualita’  della  prestazione  lavorativa, la

selettivita’  e  la concorsualita’ nelle progressioni di carriera, il

riconoscimento   di   meriti   e   demeriti,  la  selettivita’  e  la

valorizzazione   delle  capacita’  e  dei  risultati  ai  fini  degli

incarichi dirigenziali, il rafforzamento dell’autonomia, dei poteri e

della  responsabilita’  della dirigenza, l’incremento dell’efficienza

del  lavoro  pubblico  ed  il  contrasto  alla scarsa produttivita’ e

all’assenteismo,    nonche’   la   trasparenza   dell’operato   delle

amministrazioni pubbliche anche a garanzia della legalita’.

 

           
TITOLO II

MISURAZIONE, VALUTAZIONE
E TRASPARENZA DELLA PERFORMANCE

CAPO I

Disposizioni generali

 

       

                               Art. 2.

 

                         Oggetto e finalita’

 

  1.  Le  disposizioni  contenute nel presente Titolo disciplinano il

sistema  di  valutazione  delle  strutture  e  dei  dipendenti  delle

amministrazioni  pubbliche  il cui rapporto di lavoro e’ disciplinato

dall’articolo  2,  comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.

165,  al fine di assicurare elevati standard qualitativi ed economici

del   servizio  tramite  la  valorizzazione  dei  risultati  e  della

performance organizzativa e individuale.

 

       

                               Art. 3.

 

                          Principi generali

 

 

  1.  La misurazione e la valutazione della performance sono volte al

miglioramento    della    qualita’    dei   servizi   offerti   dalle

amministrazioni  pubbliche,  nonche’  alla  crescita delle competenze

professionali, attraverso la valorizzazione del merito e l’erogazione

dei  premi  per  i  risultati  perseguiti  dai singoli e dalle unita’

organizzative  in un quadro di pari opportunita’ di diritti e doveri,

trasparenza  dei  risultati  delle  amministrazioni pubbliche e delle

risorse impiegate per il loro perseguimento.

  2. Ogni amministrazione pubblica e’ tenuta a misurare ed a valutare

la performance con riferimento all’amministrazione nel suo complesso,

alle  unita’  organizzative  o  aree  di  responsabilita’  in  cui si

articola  e  ai  singoli  dipendenti, secondo modalita’ conformi alle

direttive impartite dalla Commissione di cui all’articolo 13.

  3.  Le  amministrazioni pubbliche adottano modalita’ e strumenti di

comunicazione   che   garantiscono   la   massima  trasparenza  delle

informazioni  concernenti  le  misurazioni  e  le  valutazioni  della

performance.

  4.  Le amministrazioni pubbliche adottano metodi e strumenti idonei

a  misurare,  valutare e premiare la performance individuale e quella

organizzativa,    secondo    criteri    strettamente    connessi   al

soddisfacimento  dell’interesse  del destinatario dei servizi e degli

interventi.

  5. Il rispetto delle disposizioni del presente Titolo e’ condizione

necessaria  per  l’erogazione  di  premi  legati  al  merito  ed alla

performance.

  6.  Fermo quanto previsto dall’articolo 13, dall’applicazione delle

disposizioni del presente Titolo non devono derivare nuovi o maggiori

oneri   per  la  finanza  pubblica.  Le  amministrazioni  interessate

utilizzano  a  tale  fine le risorse umane, finanziarie e strumentali

disponibili a legislazione vigente.

 

       

     

           
CAPO II

Il ciclo di gestione della performance
         

 

       

                               Art. 4.

                 Ciclo di gestione della performance

 

  1.   Ai   fini   dell’attuazione   dei  principi  generali  di  cui

all’articolo  3,  le amministrazioni pubbliche sviluppano, in maniera

coerente  con  i  contenuti  e  con  il  ciclo  della  programmazione

finanziaria e del bilancio, il ciclo di gestione della performance.

  2.  Il  ciclo  di  gestione  della  performance  si  articola nelle

seguenti fasi:

   a)  definizione  e  assegnazione  degli obiettivi che si intendono

raggiungere,   dei  valori  attesi  di  risultato  e  dei  rispettivi

indicatori;

   b) collegamento tra gli obiettivi e l’allocazione delle risorse;

   c)  monitoraggio  in corso di esercizio e attivazione di eventuali

interventi correttivi;

   d)  misurazione  e  valutazione della performance, organizzativa e

individuale;

   e)   utilizzo   dei   sistemi   premianti,   secondo   criteri  di

valorizzazione del merito;

   f)   rendicontazione   dei  risultati  agli  organi  di  indirizzo

politico-amministrativo, ai vertici delle amministrazioni, nonche’ ai

competenti  organi  esterni,  ai  cittadini, ai soggetti interessati,

agli utenti e ai destinatari dei servizi.

 

       

                               Art. 5.

 

                       Obiettivi e indicatori

 

  1.  Gli  obiettivi  sono  programmati su base triennale e definiti,

prima dell’inizio del rispettivo esercizio, dagli organi di indirizzo

politico-amministrativo, sentiti i vertici dell’amministrazione che a

loro  volta  consultano  i  dirigenti  o  i responsabili delle unita’

organizzative.  Gli obiettivi sono definiti in coerenza con quelli di

bilancio  indicati  nei  documenti  programmatici di cui alla legge 5

agosto   1978,   n.  468,  e  successive  modificazioni,  e  il  loro

conseguimento costituisce condizione per l’erogazione degli incentivi

previsti dalla contrattazione integrativa.

  2. Gli obiettivi sono:

   a) rilevanti e pertinenti rispetto ai bisogni della collettivita’,

alla   missione  istituzionale,  alle  priorita’  politiche  ed  alle

strategie dell’amministrazione;

   b) specifici e misurabili in termini concreti e chiari;

   c)  tali  da  determinare  un  significativo  miglioramento  della

qualita’ dei servizi erogati e degli interventi;

   d)   riferibili   ad  un  arco  temporale  determinato,  di  norma

corrispondente ad un anno;

   e)  commisurati  ai  valori  di  riferimento derivanti da standard

definiti   a   livello   nazionale   e   internazionale,  nonche’  da

comparazioni con amministrazioni omologhe;

   f)    confrontabili    con   le   tendenze   della   produttivita’

dell’amministrazione   con  riferimento,  ove  possibile,  almeno  al

triennio precedente;

   g)   correlati  alla  quantita’  e  alla  qualita’  delle  risorse

disponibili.

 

       

                               Art. 6.

 

                   Monitoraggio della performance

 

  1. Gli organi di indirizzo politico amministrativo, con il supporto

dei dirigenti, verificano l’andamento delle performance rispetto agli

obiettivi  di  cui all’articolo 5 durante il periodo di riferimento e

propongono,   ove  necessario,  interventi  correttivi  in  corso  di

esercizio.

  2.  Ai  fini  di  cui  al comma 1, gli organi di indirizzo politico

amministrativo si avvalgono delle risultanze dei sistemi di controllo

di gestione presenti nell’amministrazione.

 

        

      

                               Art. 7.

 

       Sistema di misurazione e valutazione della performance

 

  1. Le amministrazioni pubbliche valutano annualmente la performance

organizzativa  e  individuale.  A  tale  fine  adottano  con apposito

provvedimento   il   Sistema   di  misurazione  e  valutazione  della

performance.

  2.  La  funzione  di misurazione e valutazione delle performance e’

svolta:

   a)  dagli  Organismi indipendenti di valutazione della performance

di  cui  all’articolo  14,  cui  compete la misurazione e valutazione

della  performance  di  ciascuna  struttura  amministrativa  nel  suo

complesso,  nonche’  la proposta di valutazione annuale dei dirigenti

di vertice ai sensi del comma 4, lettera e), del medesimo articolo;

   b)  dalla  Commissione di cui all’articolo 13 ai sensi del comma 6

del medesimo articolo;

   c)  dai  dirigenti  di  ciascuna  amministrazione,  secondo quanto

previsto  agli articoli 16 e 17, comma 1, lettera e-bis), del decreto

legislativo  30 marzo 2001, n. 165, come modificati dagli articoli 38

e 39 del presente decreto.

  3.  Il  Sistema  di misurazione e valutazione della performance, di

cui  al  comma  1,  individua,  secondo  le  direttive adottate dalla

Commissione  di  cui  all’articolo  13,  secondo quanto stabilito dal

comma 2 del medesimo articolo:

   a) le fasi, i tempi, le modalita’, i soggetti e le responsabilita’

del  processo  di  misurazione  e  valutazione  della performance, in

conformita’ alle disposizioni del presente decreto;

   b)  le  procedure  di  conciliazione relative all’applicazione del

sistema di misurazione e valutazione della performance;

   c)  le  modalita’  di  raccordo e di integrazione con i sistemi di

controllo esistenti;

   d)  le  modalita’  di  raccordo  e integrazione con i documenti di

programmazione finanziaria e di bilancio.

 

                               Art. 8.

 

 Ambiti di misurazione e valutazione della performance organizzativa

 

  1.  Il  Sistema  di  misurazione  e  valutazione  della performance

organizzativa concerne:

   a)  l’attuazione  delle  politiche  attivate  sulla  soddisfazione

finale dei bisogni della collettivita’;

   b)  l’attuazione  di  piani  e  programmi,  ovvero  la misurazione

dell’effettivo  grado  di attuazione dei medesimi, nel rispetto delle

fasi  e dei tempi previsti, degli standard qualitativi e quantitativi

definiti, del livello previsto di assorbimento delle risorse;

   c) la rilevazione del grado di soddisfazione dei destinatari delle

attivita’ e dei servizi anche attraverso modalita’ interattive;

   d)    la    modernizzazione   e   il   miglioramento   qualitativo

dell’organizzazione  e  delle competenze professionali e la capacita’

di attuazione di piani e programmi;

   e)  lo  sviluppo  qualitativo e quantitativo delle relazioni con i

cittadini,  i  soggetti  interessati,  gli utenti e i destinatari dei

servizi,  anche  attraverso  lo sviluppo di forme di partecipazione e

collaborazione;

   f)   l’efficienza  nell’impiego  delle  risorse,  con  particolare

riferimento  al  contenimento  ed  alla  riduzione dei costi, nonche’

all’ottimizzazione dei tempi dei procedimenti amministrativi;

   g)  la  qualita’  e  la  quantita’ delle prestazioni e dei servizi

erogati;

   h)  il  raggiungimento  degli  obiettivi  di promozione delle pari

opportunita’.

 

       

                               Art. 9.

 

  Ambiti di misurazione e valutazione della performance individuale

 

  1.  La  misurazione  e la valutazione della performance individuale

dei   dirigenti   e   del   personale   responsabile  di  una  unita’

organizzativa   in   posizione  di  autonomia  e  responsabilita’  e’

collegata:

   a)    agli   indicatori   di   performance   relativi   all’ambito

organizzativo di diretta responsabilita’;

   b) al raggiungimento di specifici obiettivi individuali;

   c)  alla  qualita’  del  contributo  assicurato  alla  performance

generale della struttura, alle competenze professionali e manageriali

dimostrate;

   d)   alla  capacita’  di  valutazione  dei  propri  collaboratori,

dimostrata tramite una significativa differenziazione dei giudizi.

  2.  La  misurazione  e  la  valutazione  svolte dai dirigenti sulla

performance  individuale del personale sono effettuate sulla base del

sistema di cui all’articolo 7 e collegate:

   a)   al   raggiungimento   di  specifici  obiettivi  di  gruppo  o

individuali;

   b)  alla  qualita’  del  contributo  assicurato  alla  performance

dell’unita’ organizzativa di appartenenza, alle competenze dimostrate

ed ai comportamenti professionali e organizzativi.

   3.   Nella   valutazione   di  performance  individuale  non  sono

considerati  i  periodi  di  congedo  di  maternita’, di paternita’ e

parentale.

 

       

                              Art. 10.

 

        Piano della performance e Relazione sulla performance

 

  1.   Al   fine  di  assicurare  la  qualita’,  comprensibilita’  ed

attendibilita’  dei  documenti di rappresentazione della performance,

le  amministrazioni pubbliche, secondo quanto stabilito dall’articolo

15, comma 2, lettera d), redigono annualmente:

   a)  entro  il  31  gennaio,  un documento programmatico triennale,

denominato  Piano  della  performance  da  adottare in coerenza con i

contenuti  e il ciclo della programmazione finanziaria e di bilancio,

che individua gli indirizzi e gli obiettivi strategici ed operativi e

definisce, con riferimento agli obiettivi finali ed intermedi ed alle

risorse,  gli  indicatori  per  la misurazione e la valutazione della

performance  dell’amministrazione, nonche’ gli obiettivi assegnati al

personale dirigenziale ed i relativi indicatori;

   b)  un  documento,  da  adottare  entro  il 30 giugno, denominato:

«Relazione  sulla  performance»  che  evidenzia,  a  consuntivo,  con

riferimento   all’anno   precedente,   i  risultati  organizzativi  e

individuali  raggiunti  rispetto  ai singoli obiettivi programmati ed

alle  risorse,  con  rilevazione  degli  eventuali  scostamenti, e il

bilancio di genere realizzato.

  2.  I  documenti  di  cui  alle  lettere  a)  e b) del comma 1 sono

immediatamente trasmessi alla Commissione di cui all’articolo 13 e al

Ministero dell’economia e delle finanze.

  3. Eventuali variazioni durante l’esercizio degli obiettivi e degli

indicatori   della