Descrizione basata sui sensi

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di tatto, olfatto e gusto

Compito di italiano

Traccia

Descrivi basandoti prevalentemente sui sensi di tatto, olfatto e gusto, il tuo “viaggio” dalla porta della cucina fino all’assaggio dell’agognato tiramisù di zia Luisa.

Svolgimento

Questa sera mi sono proprio abbuffato al cenone di Natale insieme alla mia famiglia. Per fortuna è rimasta ancora una grossa fetta di tiramisù di zia Luisa. Durante la messa di mezzanotte continuava a balenarmi per la mente e ora che sono al calduccio, sotto il mio soffice e morbido piumone, mi rodo il fegato al pensiero di quella leccornia. Non resisto più al desiderio di mangiarne un pezzo. Basta, ho deciso, devo averlo! Abbandono a malincuore quella fantastica sensazione di calore e di tranquillità che provavo accovacciato nel mio letto, scosto le coperte con un debole fruscio simile a un sussurro. I miei piedi toccano con un sussulto il pavimento duro e gelato, ma l’idea di quella squisitezza vale anche questo sacrificio. Pian piano tastando con le mani nel buio per non svegliare nessuno accendendo le luci, penso mentalmente al percorso da fare per raggiungere la cucina. Sono arrivato in salotto: infatti con la mano tocco il telo increspato che ricopre il divano caldo e morbido, su cui sono solito sdraiarmi a vedere la tivù. Manca poco: già mi pregusto l’idea di affondare la bocca nel soffice  e cremoso tiramisù, quando il sogno è bruscamente interrotto dal dolore del mio stinco che batte contro lo spigolo duro di una sedia abbandonata in mezzo al salotto. Dopo aver trattenuto il fiato per non urlare dal dolore, mi faccio coraggio: ormai sono a metà strada, non posso abbandonare ora! Devo solo attraversare l’anticamera. Con la mano sento il legno liscio dell’arco e del mobiletto, avverto l’odore dell’incenso che la mamma usa per profumare la casa. Bene! Vuol dire che ora sono davanti all’arco che porta in cucina. Brancolo un po’ nel buio: ho le mani tese avanti, sto arrancando verso l’agognata cucina. Ormai dovrei sentire il mobile … ecco! Il ripiano in marmo vicino ai fornelli è freddo come il ghiaccio e un brivido mi sale su per la schiena, ma vengo rinfrancato dalla sensazione che ormai la meta è vicina. Il frigorifero è finalmente a portata di mano. Aprendo l’anta un’ondata di gelo mi investe: la luce all’interno dell’elettrodomestico si accende e mi abbaglia. Finalmente posso vedere. Le mani frugano con ansia e trovano il sospirato dolce. Ormai sono un pezzo di ghiaccio dal freddo, ma ce l’ho fatta! Il profumo di cioccolato mi solletica il naso, mentre addento la morbida panna cremosa che si scioglie in bocca. La lieve polvere di cioccolato si deposita in parte sulle labbra e sul naso, e allora la lecco con la lingua. Gusto lentamente quella dolcezza infinita. È stata dura, ma ne è valsa proprio la pena.

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