Doping

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tema svolto

Traccia:

Commenta questo brano tratto dal sito skitime.it: “Il problema doping nello sport è purtroppo diffuso, serio e preoccupante ! E’ praticato non solo nello sport di alto livello ma spesso anche in quello amatoriale. E’ considerato DOPING l’uso di sostanze o di procedimenti destinati ad aumentare artificialmente il rendimento. II doping contravviene all’etica sia dello sport che della scienza medica. II doping consiste: 1) nella somministrazione di sostanze appartenenti alle classi proibite di agenti farmacologici e/o 2) nell’utilizzo di vari metodi proibiti.”

Svolgimento:

Da un po’ di tempo le manifestazioni sportive sono macchiate da un male grave quanto diffuso che sembra offuscare il fascino dello sport moderno: il doping.

Il presidente della Repubblica Ciampi, parlando agli atleti, ha affermato che: “lo sport è agonismo e non antagonismo. È un confronto leale, non scontro”. Purtroppo, però, l’ideologia del successo a tutti i costi, le esigenze di sponsor e tifosi, e la stessa ambizione degli sportivi, li portano a ricorrere ad aiuti chimici. L’ansia da prestazione è tale che la persona scompare dietro quella macchina da gol o da record. L’insuccesso agonistico provoca frustrazione, mentre il successo provoca una gratificazione talmente eccessiva, che non si sa se è più o meno salutare per l’equilibrio psicologico della persona. Il modello di prestazione è tale che alcuni si sentono costretti a forzare la propria natura genetica pur di raggiungere certi scopi. La nostra società materialistica è tutta basata sull’immagine esteriore, pertanto l’apparire conta più dell’essere, e molti sono disposti a tutto pur di riuscire almeno nel campo della prestazione fisica. Ecco quindi che i ciclisti si procurano l’EPO o i culturisti si riempiono di steroidi anabolizzanti. Entrambi, però, non si rendono forse conto che l’utilizzo di queste sostanze, magari anni dopo la loro stagione agonistica, potrebbe portarli alla morte. Per non parlare, poi, dell’effetto devastante che hanno i cocktail micidiali di sostanze dopanti: la vulnerabilità ai traumi, lo sviluppo abnorme e patologico di alcuni organi, l’aumentata possibilità di ammalarsi di tumore. Presso i calciatori, per esempio, è molto più frequente rispetto al resto della popolazione la possibilità di ammalarsi del Morbo di Gehrig, una gravissima e letale forma di paralisi progressiva. Per non parlare, poi, di chi, di fatto, determina questa situazione. Dietro lo sport, infatti, si agitano grandi interessi economici e di potere. La vittoria è spesso l’unico risultato accettato da sponsor e dirigenti e viene interiorizzato come valore assoluto anche da allenatori e atleti. Non avrei voluto dirlo, ma anche i genitori fanno la loro parte, pretendendo dai loro figli, sin dai primi anni della scuola elementare, prestazioni sportive vittoriose e poco rispettose degli avversari. La solidarietà, la lealtà, la salute, lo stare insieme, la creatività, la collaborazione, l’intelligenza, la fantasia, il lavoro duro e metodico, l’abilità, la competenza, l’allenamento, lo sviluppo armonioso del corpo, tutto passa in second’ordine. Conta solo il risultato, e non importa con quali mezzi lo si raggiunga. Sembra un’analisi che non lascia scampo, eppure i rimedi ci sono. Anzitutto, i controlli devono essere più frequenti, scoraggiando così gli atleti ad assumere sostanze che potrebbero allontanarli per sempre dalle gare e consegnarli al pubblico scherno. Poi occorre recuperare i valori dello sport, che, come abbiamo visto prima, sono oggi subordinati al monoteismo del “risultato”. Forse ciascuno deve ricordare il motivo per cui, per la prima volta, si è accostato allo sport da bambino: divertirsi e dare sfogo alla voglia del corpo di muoversi, ma senza dimenticare la mente che lo guida!

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