
Nel primo canto della Divina Commedia. La canzone Smarrimento di Luigi Gaudio
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Il trivio e il quadrivio formano le sette arti liberali. A partire dal 500 a.C. circa, l’educazione alle arti liberali iniziò a prendere forma nell’antica Grecia.
Per cominciare, Pitagora sostenne che esisteva un’armonia matematica e geometrica nel cosmo o nell’universo (Pitagora trascorse molti anni in Egitto e potrebbe aver tratto molte delle sue idee dalla matematica, dalla cosmologia e dalla filosofia egiziane).
Pitagora sosteneva che la matematica e la bellezza del numero, del rapporto e della proporzione fossero i primi principi di tutto ciò che esiste. I suoi seguaci collegarono le quattro arti dell’astronomia, della matematica, della geometria e della musica in un’unica materia di studio chiamata Quadrivio. Si pensava in particolare allo studio del numero di purificare l’anima mettendola in armonia matematica con l’universo. Qui il microcosmo – l’anima umana – era tutt’uno con il macrocosmo – il cosmo. Platone mise le scienze matematiche al centro del suo progetto per la nuova Repubblica.
Nell’Atene del IV secolo, il governo della polis, o città-stato, rispettava l’abilità della retorica o del parlare in pubblico sopra quasi tutto. I Sofisti affermarono di essere in grado di insegnare abilità retoriche a coloro che potevano pagarle e iniziò a svilupparsi una scienza dell’oratoria. Il successo richiedeva la conoscenza della grammatica e della dialettica; grammatica per produrre eloquenza e dialettica per rendere le proprie argomentazioni abbastanza potenti da vincere i dibattiti. Con il tempo la retorica, la grammatica e la dialettica divennero il programma educativo del Trivio. Fino al Rinascimento europeo, il trivio e il quadrivio furono il fondamento dell’educazione occidentale.
Ugo di San Vittore ha detto (c. 1130), “la grammatica è la conoscenza di come parlare senza errori; la dialettica è l’argomento chiaroveggente che separa il vero dal falso; la retorica è la disciplina di persuadere ad ogni cosa adatta.’
In questi versi latini sulle sette arti liberali, la grammatica ha la priorità sulle altre, perché presentata per prima:
Gram loquitur; Dia vera docet; Rett verba colorat;
Mus canit; Ar numerato; Ge ponderato; Asti colit astra.
Traduzione:
La grammatica parla; la dialettica insegna la verità; la retorica adorna le parole;
La musica canta; conteggi aritmetici; misure di geometria; l’astronomia studia le stelle.
L’immagine a sinistra, Hortus deliciarum (Giardino delle delizie) di Herrad von Landsberg, fa parte di un manoscritto illustrato del XII secolo che mostra le sette arti liberali del Trivio e del Quadrivio circondate da Socrate e Platone e la Filosofia. Ciò mostra che le sette arti liberali erano legate da un approccio filosofico alla scoperta dei primi principi dell’universo e dell’umanità. Questo approccio filosofico è al centro del nostro programma di arti liberali moderne.
Nel Medioevo le arti liberali divennero il crogiolo della tolleranza intellettuale pagana, giudaica, cristiana e islamica nei secoli precedenti al Rinascimento europeo.
Ma nel XIV secolo lo spirito delle arti liberali era andato perduto, a causa di una sorta di rivoluzione copernicana del sapere.
Ai criteri di classificazione medievale si opposero nel Rinascimento Petrarca e altri, ed emerse una nuova forma umanistica di arti liberali che includeva l’intera gamma delle arti.
Il Trivium e il Quadrivium divennero meno centrali per le arti liberali nel corso dei seguenti cento anni, per essere sostituiti da altri modelli culturali e didattici.
Audio Lezioni, ascolta il podcast di Letteratura delle origini, duecento e trecento del prof. Gaudio
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