Emblematica la vicenda dei DS lombardi – di Anna Armone

La vicenda dei ds lombardi è una manifestazione drammatica dello stato in cui ci troviamo. Manca oramai una vera burocrazia che garantisca la legittimità delle operazioni concorsuali (la burocrazia attuale è di nomina quasi sempre politica, il famoso art. 19 del d.lgs 165/2001). Manca la visione della scuola in cui inquadrare la figura del capo d’istituto, ridotto, paradossalmente, a dirigenza “atipica” che conta sempre meno.


E allora per selezionare questo mostro atipico bisogna inventarsi una parodia del reclutamento dei dirigenti pubblici. Peccato che i commissari, spesso, sanno meno di loro. Ma l’esercito di docenti volenterosi, impegnati, fiduciosi, ha affrontato ugualmente l’arena e bene o male c’è stata una selezione che ha premiato i bravi, ma ha anche escluso tanti bravi. La sentenza del CdS non è contro la scuola, è solo una decisione su un problema di legittimità delle operazioni. Dei diritti e delle legittime aspettative avrebbe dovuto tener conto l’Amministrazione molto tempo prima, quando ha generato l’infelice idea di reclutare la classe dirigente più importante del Paese con questa parodia. La farsa delle buste trasparenti non è altro che il volto dell’odierna burocrazia.
Anna Armone

Abbiamo pubblicato qui sopra l’autorevole parere di Anna Armone, che circola da qualche ora su facebook, perché mette a fuoco alcuni nodi cruciali della triste questione del Concorso Dirigenti Lombardia.