ENEIDE – libro IV – analisi

OSSERVAZIONI
          Tragedia di Didone è comunque inserita in un poema epico (non è un testo teatrale)
       » svolta di inserire la tragedia in un testo epico è attuata dal greco Apollonio Rodio
       » in età ellenistica scrive un testo epico più aperto agli altri stili e soprattutto al pathos ma esagera
       » solo Virgilio però è capace di accogliere sollecitazione extra genere e di controllarle
          Enea rimane unico grande protagonista, incarnazioni di valori cos’ fondamentali da superare tutto
       » per alcuni critici Enea appare freddo, rigido, incapace davanti ai sentimenti umani
       » Enea è invece amante fino in fondo del destino, del suo compimento, della felicità completa per
          cui mette il sentimento a servizio della ragione e non il contrario
          Enea » afferma che la vita è un cammino e perseguirlo ti porta al destino, cioè al tuo compimento
               » questa consapevolezza viene maturata attraverso il dolore e la delusione davanti al fallimento
                  dei progetti umani davanti a quelli divini (nelle tappe pensava sempre di essere arrivato)
               » le circostanze si rivelano un ostacolo perché il suo destino non viene da un suo progetto
               ÃƒÆ’‚» la scelta di seguire la meta si rinnova ad ogni passo, non è una decisione definitiva, ma un
                  cammino, ad ogni tappa decide sempre di fidarsi della volontà divina e rinunciare a sé
          Didone » concezione del destino diversa da quella di Enea
                   » come una donna moderna, ha una duplice dimensione: personale (donna) e politica (regina)
                   » è responsabile di sé e del suo popolo, Enea risponde ad entrambe le dimensioni (lo ama
                      come donna, è in grado di proteggere tutta Cartagine dai paesi confinanti a lei nemici)
                   » la partenza di Enea la distrugge sia come donna che come regina
                   » non accetta le conseguenze del destino (modello della letteratura tragica)
                   » come Francesca (V canto, Dante) si strugge tra sentimento e ragione, per poi cedere al 1°
                   » viene descritta la sua ferita del cuore, che ha il carattere di un’ustione