Esercizi spirituali predicati da don Savino – la Carità

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Esercizi spirituali predicati da don Savino – 3. La carità

La Fede è l’incontro con una Presenza eccezionale.
La Speranza è la certezza del futuro che questa Presenza mi dà.
La Carità è la scoperta del cuore di questa Presenza riconosciuta dalla Fede e sostenuta dalla Speranza.
Carità vuol dire guardare e seguire, si capisce, si scopre gratis, cioè per puro amore senza nessuna aggiunta. Più guardiamo e seguiamo Cristo e più scopriamo. E’ una scoperta e non un dovere che Cristo si dona a me in maniera commovente.  Dio si dà a noi, a me completamente: ci dà l’essere. Dio muore per me: ti ho amato di un amore eterno, avendo pietà del tuo niente.
Dio si è commosso per il nostro tradimento, per la nostra povera umanità che si dimentica del creatore, che insulta e pretende di poter farne a meno di Lui.
“Mi sono commosso perché tu mi odi”, come un padre che se fosse odiato dal figlio piange di commozione perché vorrebbe che il figlio non odiasse più, ma amasse cioè fosse felice.
“Se Dio ci ha amato tanto, anche noi dobbiamo amarci gli uni e gli altri”. Ecco cos’è la morale, la Carità cristiana. È imitare Gesù e seguire il Padre: “Siate misericordiosi com’è misericordioso il Padre vostro che è nei cieli”.
E’ una commozione in atto verso il bisogno dell’uomo: bisogno di felicità, di essere, di destino, di Dio di cui tutti gli altri bisogni sono segno.
Questa misericordia ha nella storia un nome: Gesù Cristo.
Allora cosa vuol dire che dobbiamo amarci gli uni e gli altri? Se la Carità è dono di sé carico di commozione, così deve essere per noi.
Come è possibile buttarsi nel fuoco per un altro e non avere la Carità? Per questo, perché la Carità è imitazione di Cristo e quindi della Chiesa.
C’è un segnale che ci fa accorgere se siamo in cammino nella carità: e questo tipo di vita diverso non vuol dire essere impeccabili. Uno può sbagliare mille volte, ma di ciò che sbaglia, di ciò che dimentica, porta dolore.
Questo dolore per aver sbagliato è una ferita che tiene svegli, ci costringe a chiedere e soprattutto ci predispone al perdono che è il vertice della Carità. Tant’è vero che per noi è impossibile. Ma nulla è impossibile a Dio.
Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede – la speranza – la carita’
Ma di tutte più grande e la Carità. Soprattutto siamo al mondo perché siamo stati amati, e viviamo per amare dello stesso amore con cui Dio ci ha amati e questo amore non finirà mai perché il nostro destino è di ricongiungerci col Dio che è AMORE.

La Madonna mi ottenga la grazia di amare come l’ha amato lei suo figlio Gesù e cioè tutti voi e ciascuno di voi.
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