Esercizio n.1a

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didattica del riassunto

Leggi il testo seguente di 180 parole e poi svolgi l’esercizio in fondo alla pagina

Il cervo e il leone

 

Un cervo giunse presso una fonte; mentre beveva, scorse la propria immagine nell’acqua e si rallegrò, vedendo che le sue corna erano così grandi e ramificate. Gli dispiacquero invece le gambe che trovava troppo deboli ed esili. Stava ancora facendo queste riflessioni quando comparve un leone che cominciò a inseguirlo, ma il cervo nella fuga lo precedeva di un buon tratto. E, finché davanti a lui si estendeva la pianura priva di piante, riusciva a correre più del leone, ma quando poi cominciò una zona selvosa il cervo, a causa delle corna, rimase impigliato fra i rami e, non potendo più correre, fu ghermito dal leone. Mentre veniva ucciso esclamò: “Sono stato proprio uno sciocco a non avere fiducia in ciò che costituiva la mia salvezza fidandomi invece di ciò che è stato la mia rovina”.

 

Spesso ci capita nella vita, quando ci troviamo nei pericoli, che diventino nostri salvatori coloro, fra gli amici, che avevano suscitato in noi dei sospetti e si rivelino, invece, traditori quelli che avevano guadagnato la nostra fiducia.

 

(Esopo, Favole, a cura di F. Maspero, Bompiani.)

Esercizio1a: riassumi il testo, in modo da crearne uno lungo circa la metà (90 parole), poi salva il lavoro con il nome riassunto1a.doc:

Svolgimento

Un cervo assetato giunge presso una fonte; rispecchiandosi nell’acqua si compiace delle le sue corna ampie e ramificate, ma si dispiace per le sue gambe piccole ed esili. In quel momento giunge un leone. Il cervo, fuggendo attraverso una pianura priva di piante, è più veloce del felino, ma quando entra in una zona boscosa si trova nei guai: le sue corna si impigliano tra i rami e il leone lo sbrana.
Spesso nel pericolo coloro che avevano suscitato sospetti diventano la nostra salvezza, viceversa quelli su cui credevamo di poter contare finiscono per tradirci.

DOLCI Francesco

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