Fallimento Zapatero

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4 febbraio 2010: le borse europee crollano.

Causa: la crisi economica in alcuni paesi, guarda caso, della fascia meridionale, Grecia, Portogallo, Spagna, esclusa, chissà come mai, l’Italia.

Cosa ci deve far capire questa lezione?

Che la politica fatta di demagogia, per esempio, da Zapatero, non risolve i problemi, anzi li acuisce.

Adesso gli spagnoli dovranno versare lacrime e dolori per ritornare al livello dei tempi del buon governo di Aznar.

I nostrani incontentabili, che si lamentano dei tagli alla spesa pubblica, compresa la scuola, cerchino di capire che se in Italia ci fosse stata una politica dissennata ora ci troveremmo esattamente nella stessa situazione della Spagna.

Sfiducia nello stato, calo della produzione, riduzione del PIL e degli investimenti, inflazione e deficit pubblico alle stelle: queste sono le conseguenze della politica socialista e “progressista” di Zapatero.

Ma, mi chiedo, da che parte è il progresso, e da che parte è, invece, il regresso?

Alla fine, vale la pena di dire: la conduzione politica del paese italiano in questa situazione di crisi è stata buona.

Per fortuna gli italiani sono stati più accorti.

Luigi Gaudio

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