Favorire climi di apprendimento


di Luigi Gaudio

Qual è la funzione del dirigente scolastico in una scuola che è spesso soggetta alle valutazioni dell’INVALSI?

E poi, queste valutazioni vanno sempre viste come una strana e verticistica astratta intrusione, che non tiene conto dei metodi e dei percorsi scolastici degli alunni?

Questi specialisti degli INVALSI sono dei sadici che si divertono ad abbassare le medie degli alunni, oppure queste prove sono una occasione per mettere in discussione un modo di fare scuola troppo “routinario”, cioe’ troppo ripetitivo nei suoi schemi, spesso lontani dalla applicazione, lontani dalla acquisizione di competenze?

Ricordiamoci, infatti, che fare scuola sempre nello stesso modo, non solo non è produttivo rispetto allo sviluppo intellettivo degli allievi, ma potrebbe essere perfino dannoso e controproducente.

Di fronte a questo scenario, qual è il ruolo del dirigente scolastico?

Una volta il preside passava per le aule, controllando il silenzio, controllava i registri e i compiti corretti dagli insegnanti.

Oggi, il dirigente, occupato in modo sempre più ossessivo da incombenze amministrative e burocratiche (organici, supplenze, ecc…), no fa più queste cose.

Forse fa male a non farle più.

Forse, però, è diventata un’ altra la modalità con la quale un dirigente può favorire l’apprendimento.

Arriviamo quindi al tema del nostro contributo: come un dirigente può favorire un clima di apprendimento?

Attenzione! Questo non vuol dire rincorrere l’ultima novità o parola d’ordine pedagogica, dal momento che  l’esperienza di questi ultimi decenni ci ha dimostrato che spesso le ricette innovative, invece di migliorare la qualità, la diminuiscono.

Favorire un clima di apprendimento vuol dire invece concentrare l’attenzione sull’essenziale, sul compito principale per cui è nata e continua ad esserci una scuola.