Entrate e uscite della scuola

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Entrate della scuola

Le entrate della scuola presentano anzitutto il modello A, in cui è riportato l’ avanzo di amministrazione presunto, non vincolato e vincolato. Se mi è stata assegnata una somma per un progetto che non è stata utilizzata in un anno (residuo attivo) deve essere utilizzata esattamente per lo stesso scopo, e quindi è vincolato, se invece mi è stata assegnata una somma senza una destinazione particolare si tratta di avanzo non vincolato

Nella scheda delle entrate della scuola ci sono anche:

i finanziamenti dello stato, ordinari o perequativi, non vincolati e vincolati (ad esempio i fondi per le funzioni strumentali sono vincolati)

i finanziamenti della regione, i finanziamenti degli Enti locali (es. Comune per le scuole elementari e medie, Provincia per le scuole superiori) e di altre istituzioni, ad esempio attraverso accordi, convenzioni, ecc…

Poi ci sono i contributi di privati, ad esempio i contributi delle famiglie per i laboratori, oppure donazioni di fondazioni.

Poi i finanziamenti europei, come i fondi europei (Fondo Sociale Europeo)

Infine gli interessi bancari o postali.

Uscite della scuola

Le prime spese da prevedere nella scuola sono le attività, come il funzionamento amministrativo generale, il funzionamento didattico, le spese di personale (solo accessorie, anche se ormai paga direttamente il Tesoro anche quelle), le spese d’investimento e la manutenzione ordinaria degli edifici, anche se la manutenzione straordinaria è peculiare degli Enti Locali.

Altre spese vengono dai progetti, per i quali vi è una scheda didattica da compilare ad opera del docente referente, ed una scheda amministrativa, compilata a cura del DSGA.

Da finanziare ci sono poi le gestioni economiche (es. pranzi o cene negli Istituti Alberghieri).

Poi vi è il fondo di riserva, circa il 5 per cento, che serve per gli storni.

Infine c’è il Modello, o aggregato  Z, riguardante la disponibilità finanziaria da programmare (vedi la circolare Filisetti che invita i dirigenti a spostare prudentemente in questo aggregato tutte le somme, relative per esempio a residui attivi, che non si possono programmare con certezza di entrata.

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