Filastrocche per imparare in allegria

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Filastrocche per le doppie

LE DOPPIE

Le gemelle sono sorelle
che hanno la stessa faccia,
gli stessi occhi,
gli stessi capelli,
la stessa bocca e la stessa altezza.

AL POZZO

Vicino al pozzo c’è una pazza
Che lava una pezza.
Arriva un pazzo con una pizza
e le offre un pezzo.
La pazza rifiuta,
il pazzo si infuria
e butta la pazza,
la pezza e la pizza
nel pozzo.

Vendesi doppie

Al supermercato delle doppie
Le letterine si vendono a coppie;
le puoi leggere sulle etichette
di barattoli e scatolette.
Non trovi mele, ma caramelle,
non ci son salami, ma mortadelle.
Il prosciutto non è crudo, ma cotto;
il pane? C’è solo il pan biscotto.
Se fra le doppie non ti sei smarrito
Ti auguriamo buon appetito.
Continua a girare tra gli scaffali,
farai pranzetti davvero speciali.

Filastrocca per gli articoli determinativi

GIOVANNINO PERDIGIORNO

Ha perso___tram di mezzogiorno,
ha perso___ voce, ___appetito,
ha perso ___voglia di alzare un dito,
ha perso___turno, ha perso___quota,
ha perso___testa (ma era vuota),
ha perso___staffe, ha perso___ombrello,
ha perso___chiave del cervello,
ha perso___foglia, ha perso___via,
tutto ha perduto, fuorchè___allegria.

Filastrocca della “QU”

Ecco qui quattro fratelli
tutti belli, questi e quelli.
Li ritrovo tali e quali
nei quaderni e nei quintali,
nei quattrini e nei querceti,
in quaranta bimbi inquieti,
presso l’ aquila che ruota
quando scende a bassa quota,
nella quaglia e nel questore.
NON li trovo, invece, in cuore
nella scuola oppur nel cuoco
che cucina accanto al fuoco.

Filastrocche “GL”

C’era una volta un grosso coniglio
che aveva una moglie e un piccolo figlio.
Quando vedeva un verde germoglio
Il figlio coniglio gridava: “Lo voglio”.

Al coniglio manca un dente,
alla maglia manca un bottone,
Guglielmo ha smarrito il maglione.
Ugo cerca le sue conchiglie
E Fabrizio le sue biglie.
La mamma lava la tovaglia,
mentre Sara il compito sbaglia.
Tra gli scogli
c’è una triglia
che bisbiglia con la figlia.
Indicandole una biglia
che risplende in fondo al mare,
dice:”Non farti notare,
corri a prendere la biglia
o la piglia
un’altra triglia”.

Filastrocca “GN”

La scuola dei ragni
È su un vecchio castagno.
Lo gnomo maestro fa spesso l’ appello:
“Agnese” “Presente!”
“Ignazio” “Non c’è!”
Su, ragni e ragnette,
in fila per tre.

Filastrocche sull’H

La signorina H
E’ una lettera un po’ speciale
E al mondo non c’è uguale.
E’ discreta e silenziosa
E lavora senza posa.
Se sta davanti è muta
Ma, come, sempre aiuta.
Io HO due amici
Tu HAI tre mici
Maria HA due bambolotti.
Essi Hanno tre orsacchiotti.
Se alla fine la fai stare,
le vocali sa allungare…ah! eh! ih! oh! uh!
Una fame da streghe
Ho visto due streghe fare merenda:
che fame tremenda!
Venti chili di spaghetti lunghi lunghi,
tre sacchi di acciughe con i funghi,
tre oche piene di ghiande
e una porchetta con le unghie.
E senza cucchiaio, coltello e forchetta
Mangiavano in gran fretta.

Filastrocche “apostrofo”

L’ INCANTESIMO DELL’ APOSTROFO

Mi chiamo Apostrofo e sono un mago.
se vedo due vocali vicine
ci penso io, poverine!
Faccio sparire la prima vocale
con un colpo di bacchetta
e la scrittura diventa perfetta.
Se vuoi ti insegno come fare,
tocca a te imparare!

Un cappello un poco strano
è l’ accento italiano,
lui trasforma le parole
e fa dir quello che vuole!
Pero Però
Faro Farò
Remo Remò
Filo Filò…………….

Filastrocche “ACCENTO”

Nicolò sull’ aereo salì
Per un bel viaggio partì
E quando l’ aereo decollò
Che gran divertimento provò!
Ben presto si addormentò
E di essere sulle nuvole sognò.
VA STA FA
VO STO FO
io mai accenterò.
Metterò su egli DÀ
l’accento che ci va.
Niente accento
su QUA QUI,
doppio invece su LÀ LÌ.
Per se stesso
accento il SÉ.
Se mi escludi accento il NÉ,
se mi accetti accento il SÌ
e sorrido tutto il DÌ.
Senza niente lascio il SU,
ha il berretto il signor GIÙ.
Per finire sopra il NO
Mai l’accento metterò!!!
SUL NUMERO TRE L’ACCENTO NON C’È
SUI COMPOSTI DI TRE, L’ACCENTO C’È!!!

SCRIVEREMO PERCIÒ: trentatré, centrotré , novantatré ….

Filastrocche “sce / sci”

Questa è la storia di uno sceriffo
Con i pantaloni a strisce,
che non si mise la sciarpa in ascensore
e si buscò un raffreddore,
che bevve una bottiglia di sciroppo
e guarì in quattro e quattr’otto.

Questa è la storia di una scimmia
che dallo scivolo si buttava,
nella piscina nuotava,
si stendeva sull’ asciugamano
e, a sera, ormai distrutta,
si mangiava la pastasciutta.

Questa è la storia di una biscia
con la pelle liscia liscia,
che nuotava nel ruscello
con un pesce e suo fratello,
che mangiava i moscerini
e il prosciutto nei panini
Lo sceriffo Pam pam
sempre in giro se ne va
con la sciarpa a strisce
da’ la caccia alle bisce.

Non usa la rivoltella
ha una scopa sotto l’ascella
quando scende da cavallo
cammina come un gallo.

Lo sceriffo Pam Pam
sempre in giro se ne va
se vede un moscerino
trema come un bambino.

Lo sceriffo Pam Pam
quando va in piscina
scendendo in acqua
si fa una risatina.

D’inverno molto spesso
sulla neve va a sciare
scendendo in discesa
si mette a cantare.

Gli indiani cu-cu (parole capricciose)

Conosci la tribù
Degli indiani cu-cu?
C’è l’indiano cuore
Che raccoglie le more.
C’è l’indiano cuoco
Che accende il fuoco.
C’è cuoio, un indiano
Che fa lo stregone.
C’è scuola, l’indiana
Che fila e tesse la lana.
Conosci la tribù
Degli indiani cu-cu?
Se li scrivi con la q
Ride tutta la tribù.

Paola Viale

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Paola Viale

Paola Viale

Insegnante di scuola primaria in Liguria

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