Flessibilità

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tema svolto

Traccia:

Rifletti sul concetto di flessibilità nel mondo del lavoro

Svolgimento:

La flessibilità ormai è una realtà consolidata nel mondo del lavoro. I giovani di oggi sanno che non avranno più un posto sicuro per tutta la loro vita lavorativa, ma saranno costretti spesso a cambiare e dovranno essere in grado di farlo. C’è da precisare, però, come emerge da un’indagine dell’EURES (Ente Universitario per le Ricerche Economiche e Sociali) che i giovani, se pure sono disposti a lavorare senza contratto o con contratti a tempo indeterminato, comprendenti mobilità e lavoro festivo, chiedono comunque di salvaguardare le garanzie sindacali relative ad assistenza sanitaria e pensione. L’EURES ha condotto un’indagine su alcuni studenti universitari, molti dei quali hanno già avuto un contatto con il mondo del lavoro, almeno sotto forma di stage o collaborazione occasionale (senza contratto).

Molto diffuso è il lavoro interinale, cioè un’attività limitata ad un breve periodo, per il tramite un’agenzia di lavoro temporaneo. Anche qui piovono le critiche, ed effettivamente chi critica non ha tutti i torti, visto che le agenzie si arricchiscono e i giovani sono spesso sfruttati. Del resto solo pochi possono godere di un contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato. Vale la pena quindi, talvolta, di rischiare piuttosto che rimanere ad aspettare una manna dal cielo che non può arrivare. Ovviamente, quindi, la maggior parte dei giovani, pur di trovare un buon lavoro, è disposta anche a rivedere le proprie aspirazioni e a migrare in un’altra regione. La cosa di cui si preoccupano i giovani non è in fondo quella di fare un lavoro diverso rispetto al percorso scolastico intrapreso, ma la mancanza di certezze. L’importante, insomma, è che la flessibilità non corrisponda a precarietà. I giovani pensano che la instabilità lavorativa sia un fattore che condiziona negativamente tutte le più importanti scelte di vita. Insomma la precarietà spinge il giovane a rimanere nella famiglia di origine, senza costruirsene una propria. Inoltre, i giovani notano che la flessibilità ha ridimensionato i benefici dei lavoratori senza produrre l’aumento tanto atteso di opportunità di lavoro. Eppure questa situazione contribuisce a creare esperienze professionali sempre più ricche e variegate. Infine, in questo processo di cambiamento, gli enti locali e l’Unione europea, con le varie forme di cooperazione e incentivazione, sembrano essersi inseriti in modo attivo, mentre il governo, pur essendoci stati negli ultimi anni importanti provvedimenti legislativi, riscuote meno fiducia. Ancora una volta sono le realtà locali che offrono maggiori possibilità di intervento nello specifico. È il caso dei Centri Di Solidarietà, o delle ACLI, realtà gestite da volontari, che facilitano l’incontro fra offerta e domanda di lavoro. Forse occorre tutti vedere al futuro e a queste nuove forme di inserimento nel mondo del lavoro in modo meno pregiudiziale, poiché credo che ci sia da parte di tutti, a prescindere dal proprio ruolo nel modo del lavoro, l’interesse a far ripartire l’economia.

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