“Forse che sì forse che no” e il futurismo dannunziano

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“Forse che sì forse che no” e il futurismo dannunziano

  • FINALE DEL ROMANZO: Un po’ di sano spoiler qui sotto per arrivare al cuore di “Forse che sì forse che no” di Gabriele D’Annunzio:
  • Il tanto rimaneggiato Superuomo dannunziano trova infine la sua gloria e compimento vittorioso nell’ultimo romanzo del Vate. Eppure ad attendere Paolo, su quelle spiagge deserte e silenziose, in cui termina l’esperienza del volo di Paolo, non ci sono il trionfo, l’esaltazione o la gloria. Vi è un mesto, solitario silenzio, una trionfo interiore e contemplativo, a chiudere il romanzo – l’unica parte che d’Annunzio ritoccò del libro nella sua revisione del 1927:
  • «Non clamore, non tuono di trionfo; non moltitudine pallida di facce, irta di mani. Silenzio selvaggio, erma gloria; e il mattino ancor fresco; e il respiro del mare fanciullo che le braccia piegate della terra blandivano; e la parola della segreta nutrice che sa la vita e la morte, e ciò che deve nascere e ciò che non può morire, e il tempo di tutto».
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