Germania romana e romania germanica


di Alissa Peron

Contatti tra popolazioni, pacifici o di scontro.

Composizione sociale della popolazione sottomessa importante, ogni strato sociale porta con sé un tipo di lingua: parlata dei soldati ovvero lessico militare, per l’esercito romano i soldati parlavano latino ma la loro provenienza era varia e influenzava la loro lingua e la pronuncia, articolazione delle vocali differente (osco-umbro vocali chiuse e aperte, latino si perde l’opposizione ed è quella breve e lunga). Vidal ha scritto un lavoro sugli oschismi nella penisola iberica, e vi rileva che in quell’area, zone occupate dai romani per un certo periodo, vi sono elementi oschi nella pronuncia. Se non si respinge questa ipotesi si osserva che la presenza osca e poi umbra è rilevabile anche da prestiti umbri passati in latino e poi nelle lingue. Ceti dei mercanti, scuola, amministrazione e le élite tra i vincitori e gli sconfitti; le élite possono appartenere alla classe militare, funzionari statali di alto grado, classi più ricche, per i romani ceto senatorio; è importante anche il ruolo degli intellettuali, tutti i ceti sono portatori di una lingua. Il controllo esercitato da una classe su un’altra si manifesta nei diversi comportamenti sociali (appellare ovvero rivolgersi a qualcuno e salutare nei diversi modi, come anche oggi, uso del lei e del voi nell’epoca fascista, per imposizione del regime). La lingua è quindi un fatto sociale come è il prodotto dello scambio o scontro tra diverse varietà anche dialetti, gerghi, lingue associate ai gruppi sociali e il parlante deve adeguarsi ad ogni situazione. Si hanno quindi varietà diatopiche diastratiche diafasiche e si crea un diasistema con una mutua comprensione all’interno di un’area in cui sono parlate più varietà. Nasce una metalingua o lingua mista e si arriva a un altro sistema linguistico modificato ma arricchito da nuove parole i prestiti. È questa una costante della storia e rimane escluso nella prospettiva greca tutto il mondo orientale, gli storici non si concentrano mai su aree come quella iranica e ciò fa capire meglio le varietà dialettali greche che gravitano in Asia minore; anche il mondo semitico ha dato tanti prestiti al greco dai Fenici all’area affacciata sul Mediterraneo, ma bisogna arrivarci in modo deduttivo. Nel Medioevo abbiamo più elementi per capire questi meccanismi linguistici. Alcune spinte agiscono nella sincronia ma ciò non esclude la diacronia, perché un mutamento e un fatto nuovo inserito nella sincronia va a intaccare l’elemento preesistente (dominio del lessico) e deve essere adattato nel sistema e ciò si ripercuoterà nel futuro. Al centro della nostra indagine vi è il parlante, la reazione dell’individuo storico che si rapporta per comunicare ad altri individui con una certa lingua. È necessario vedere il funzionamento della lingua come sistema fatto da parlanti e la correlazione tra fatti linguistici e fatti culturali un mutamento culturale può al limite non avere corrispondenza in un mutamento linguistico, la lingua potrebbe mantenere gli elementi preesistenti, ma se c’è mutamento linguistico ci deve essere mutamento culturale. Ogni germanismo o latinismo che ha varcato i confini ha una propria storia, teoria di Gilleron sulla geografia linguistica. Questo permette di vedere il dinamismo delle lingue usate dai parlanti, che si modificano per fattori esterni alla lingua, che rimane un sistema che funziona nella sua unità e varietà. Il mutamento linguistico avviene a livello fonetico (nella preistoria divisione tra kentum e satam, sopravvivenza del kentum in area tocarica che non quadra con la teoria delle onde ma con le aree laterali, trattamento delle sonore aspirate conservate solo in sanscrito e armeno dove altrove sono ridotte o distinte tra inizio e interno parola, prima rotazione germanica; dissimilazioni, legge di Grassman, in greco agente sulle consonanti sorde aspirate, palatalizzazione di quinque in cinque, coquina cocina cucina con modifica della vocale, qui in epoca storica, dopo la comparsa della documentazione scritta); morfologico (sparizione dei casi come lo strumentale e locativo con sopravvivenze, uso delle preposizioni, sincretismo e sparizione di un numero diverso di casi nelle varie lingue, ogni sistema per arrivare alla comunicazione perfetta può comportarsi diversamente, le lingue germaniche funzionavano senza lablativo come il greco); morfo-sintattico (tipo di passato dei verbi, in alcune lingue da forma sintetica a perifrastica, trasformazioni che si possono ripercorrere nei testi e si ripercuote sulle lingue germaniche: dal preterito passano forme con ausiliare essere o avere sul modello del latino, le lingue che adottano questo ricco sistema lo selezionano a seconda delle diverse indicazioni aspettuali e temporali eventualmente presenti); ordine delle parole, lessico con cambiamenti di vario tipo: acquisizione di nuove parole, straniere quindi prestiti, neoformazioni cioè all’interno della lingua si selezionano alcuni elementi formanti e mediante la composizione si formano nuove parole; il parlante userà consapevolmente le nuove parole inserendole in un certo dominio, possono determinare la perdita di altre non più rispondenti o la coesistenza con altre, si selezionerà il registro o il dominio semantico; anche la derivazione è meccanismo usato o la formazione di calchi ovvero su un modello straniero si sovrappongono elementi della propria lingua e si fanno parole nuove; mutamento semantico, assunzione di un nuovo semantema da parte di parole che possono cambiare per motivi diversissimi, ad esempio con l’arrivo del cristianesimo che ha cambiato i significati o ne ha aggiunti al latino classico. Il cristianesimo ha formato la lingua e la cultura dell’Europa cristiana e della Germania.

I primi contatti che i Romani ebbero con i Germani furono con i Teutoni e i Cimbri all’epoca di Mario (102-101 a. C.); essi provenivano dallo Yutland attuale Danimarca, due delle più di 100 tribù germaniche, sconfitti a aix en Provence, aix caso di locativo per aquis. Queste popolazioni dunque avevano oltrepassato il limite occupato dai Germani dilagando in Gallia e arrivando alla Provenza; i Cimbri sono sconfitti ai campi Raudi in provincia di Vercelli, i Teutoni ad aquae sextiae. All’epoca di Cesare ci sarà uno scontro con gli Svevi allora Suebi, termine fatto su una radice che indica il sé éswe secondo una delle etimologie proposte, designazione di se stessi come popolo e unità distinta rispetto agli altri (uolcae). Gli Svevi sono nella zona del Reno e vengono rimandati dalla parte germanica del fiume, ma dal Reno arrivano più tardi altre popolazioni; il Reno è a lungo linea di demarcazione tra germani e popolazioni parlanti latino, o nel caso della Gallia popolazioni celtiche latinizzate.

Esempi delle numerose tribù germaniche: Burgundi, Vandali, Svevi, Ubii, Quadi e Marcomanni.

Ai tempi di Cesare gli Svevi varcano il Reno ma egli li respinge, a capo vi era Ariovisto. A sua volta Cesare passa il Reno, fiume importante nella storia dell’Europa per i rapporti tra Germania e Francia. Al tempo di Agrippa (38 a. C.) queste popolazioni vengono in contatto con i Romani e vengono usate da Augusto in funzione antigermanica, cioè contro gli altri Germani, fondazione della colonia agrippina chiamata anche ara Ubiorum: la colonia porta il nome del generale Agrippa che oggi è chiamata Koln, nella pronuncia germanica si perde la sillaba finale, cade la seconda sillaba e la i produce metafonia palatale sulla prima o. La denominazione Ara Ubiorum tiene conto della presenza degli Ubii: de bello gallico IV, 3 si legge che Ubii quorum fuit civitas ampla atque florens, paulo sunt ceteris humaniores, più civili, quamquam sunt eiusdem generis Germani: infatti sono vicini al Reno e presso di loro vanno spesso i mercanti, testimonianza storica del fatto che i mercanti portano merci risalendo dalla parte della Gallia o passando i valichi più accessibili nelle stagioni miti. Sono anche meno bellicosi perché c’è abitudine ai costumi gallici,che hanno influenzato gli Ubii, i Galli allora erano stati romanizzati. Il Danubio è dalla parte della foresta Nera e prosegue ricevendo diversi affluenti e arriva nel territorio della Rezia e anche la linea del Danubio è importante. Nella Rezia viene fondata la città di Augusta Vindelicorum, Augusta dei Vindelici altra popolazione, che diventerà Augsburg. Il nome dei Vindelici contiene all’inizio il Vind cioè forse una designazione del colore bianco che trova corrispondenza nel nome di un fiume della Liguria, il Vindupale, e se è nel nome di un fiume può essere preindoeuropeo, fiume dalle acque bianche. Altri vede in Vindelici la presenza del nome dei Venedi variante di Veneti, è quindi fondazione romana (augusta) + nome di popolo. Altro fiume importante è Albis che per metafonia diventa Elba, ricorda anche Arminio Hermann stesso procedimento almeno nei dialetti dove avviene metafonia palatale; è il condottiero che sconfigge i Romani a Teutoburgo. I Romani, avendo costituito un blocco lungo i fiumi e adottato politica di non intervento, determinano il fatto che i Germani all’interno dei confini naturali abbiano esercitato pressione sui confini perché cerano tensioni fra le popolazioni e si sentiva il bisogno di nuove terre. Tacito:si augurava che tra i Germani rimanesse, se non un amore verso i romani amor nostri, un odium sui ovvero ostilità tra loro: se il destino dell’impero si fosse volto al peggio non ci sarebbe stata possibilità di salvezza per i Romani, autore profetico. I Romani vengono a contatto con i Germani in modo pacifico nelle zone confinanti e questi ultimi imparano tecniche più avanzate per la coltivazione dei campi, la coltivazione della vite e di alberi da frutto, la conservazione del grano raccolto, la costruzione di case in pietra e ad avere abitazioni più sicure e confortevoli, adottano cibi tipici dei Romani, attrezzi della casa o di uso quotidiano dei Romani, rivoluzione culturale. Parallelamente c’è il passaggio da nomadismo ad agricoltura e pastorizia applicate in maniera sedentaria, ciò avviene a vari livelli cronologici. Sul piano militare la presenza di elementi romanizzati vede l’emergere di capi germanici, anche le truppe dell’impero hanno generali germanici di valore tra cui il vandalo Stilicone. Questi generali erano collocati nel territorio romano, impiegati nelle truppe come mercenari o no, ma se non lo erano ed erano soldati regolari erano tesi sia verso i Romani sia verso altri Germani e ciò può creare un caos ben evidenziato dalla battaglia di Adrianopoli (379 d. C.) sconfitta per i Romani e vittoria dei Goti che diventano federati. Sul fronte religioso, dopo l’editto di Costantino del 313 che aveva concesso libertà religiosa, con l’editto di Teodosio si afferma che la religione dello stato è quella che esce dal credo niceno-costantinopolitano, cattolicesimo contrapposto all’arianesimo. Il problema è la divinità della persona di Cristo non riconosciuta dagli Ariani e sancita a Nicea nel concilio del 325. Una parte dei Germani, specie i Goti, rimangono legati alla dottrina di Ario e trasmetteranno agli altri Germani diversi elementi di arianesimo; i Goti vengono cristianizzati con il messaggio ariano, traducono la Bibbia e questo testo dall’Europa orientale circola, e altre popolazioni germaniche lo accolgono. I Longobardi saranno poi stanziati in Italia, l’arianesimo arriverà a Milano e s. Ambrogio vi si opporrà fieramente. Dai Goti stanziati in Oriente arrivano con i messaggi ariani anche termini che saranno recepiti da popolazioni della Germania meridionale e dell’Austria, tra cui i Bavaresi. I Goti erano parte in Bulgaria, parte nella zona sul mar Nero (Russia meridionale), parte in zone più occidentali, riescono ad avere contatti con i bavaresi che si stavano formando e accanto ai bavaresi scendono i Longobardi che intercettano aspetti della religione di tipo ariano. Nella fase antica tra le lingue delle popolazioni vi erano maggiori convergenze e cera una mutua comprensione, avevano elaborato una sorta di lingua franca, concetto che però implica la presenza di due lingue molto diverse, qui si intende lingua usata per il commercio e la comunicazione minimale. I Germani nei loro spostamenti incontrano la lingua latina, ma verso oriente incontrano quella greca e nell’area sud-occidentale anche resti di celtico, zona della Gallia, e maggiore sarà l’elemento celtico quando si sposteranno angli e Sassoni verso l’attuale Inghilterra. Ricordiamo lepigramma vandalico, Antologia latina, Rise, testo del VI secolo dell’Africa settentrionale: inter eils goticum skapjan mazian ya drigkan, non audet quisquam dignos educere versus. Il Goticum ha portato fuori strada gli editori, sono parole della lingua vandalica. Descrive quello che  succede in una situazione di pericolo: saluto gotico, espressione cerchiamo da mangiare e da bere, nessuno ha il coraggio di fare poesia. Perché eils quando il gotico ha hails? Il dittongo germanico ai evolve in ei, equivale a salve, chi ha scritto ha mantenuto il dittongo che sentiva pronunciare ei, era di lingua latina e per lui l’aspirazione iniziale non era rilevante e non la scrive, quasi scrittura fonetica. Scapjan = procurare, cercare di avere, cfr tedesco moderno schaffen dove il nesso sc si palatalizza e una consonante sorda p diventa la doppia spirante corrispondente, seconda rotazione consonantica che lascia intatti i fenomeni soggetti alla prima rotazione, consonanti precedute da S non cambiano né nella prima né nella seconda rotazione. Il vandalico è più evoluto rispetto al gotico più conservatore perché rimasto in zona marginale. Anche mazian è quasi trascrizione fonetica, matjan radice dellingl meet e svedese maat, la parola conteneva la T seguita da i semivocalica; l’autore ha riprodotto un fenomeno fonetico in atto nel latino, vitium stava diventando vizium, tj in sibilum transit. Yah congiunzione usata ancora oggi. Drigkan bere drink trinken per seconda rotazione consonantica. Lepigramma sottolinea la drammaticità della situazione al momento dell’arrivo dei popoli germanici.

Dopo il passaggio del Reno rimase in piedi solo il ponte di Remagen, dove gli Anglo-americani riusciranno a creare una testa di ponte. Goti vuol dire anche Germani orientali, rifarsi a una divisione dei Germani con un gruppo orientale, uno settentrionale e uno occidentale. I Goti provengono dalla Scandinavia e arrivano sulle coste della Polonia, dall’isola di Gottland = terra dei Goti, base per giungere alla Polonia, un punto di approdo è stata la città di Danzica. Secondo Iordanes storico dei Goti del VI secolo la città che diventerà Danzica era la gotica scanza cioè la costa gotica, in possesso dei Goti, etimologia di Danzica con una particolare trafila fonetica; altri ha visto Gotisch Andja = limite cfr end per metafonia palatale, confine gotico; altri ha interpretato Gotisch Skandja Scandinavia gotica partendo dal punto di partenza. In ogni caso qui è presente il nome della popolazione gotica, se ciò si esclude qualcuno interpreta Gdanja ovvero città sul fiume Gdanja, più attendibile l’etimologia che vede la presenza gotica. I Goti scendono sui fiumi Oder e Vistola e vanno nella direzione nordest e Sud, e incontrano i Vandali e portano con sé una componente vandalica, poi i Rugi che confinavano con i Vandali e vengono dalla Norvegia (toponimi Rogaland e Rugia in Norvegia). I Burgundi arrivano fino alla penisola balcanica e hanno contatti con il mondo latino e greco e intorno al 350 appare l’opera di Wulfila, visigoto che traduce la Bibbia, versione che si diffonde anche tra le altre popolazioni. I Goti nella penisola balcanica vengono sconfitti dagli Unni, parte vengono sottomessi parte passano in Dacia e parte in Crimea dove sopravvive un nucleo minimo fino al Settecento. Questi Goti di Crimea esclusi dalle comunicazioni e dal mondo conservano una lingua estremamente arcaica e pura. Divisione tra Ostrogoti e Visigoti, Ostrogoti sono quelli più a Oriente, Ostro contiene la radice *aus la stessa del latino ausosa aurora, indicazione del sorgere del sole e del punto cardinale che si identifica con laurora, dittongo au seguito da s chiude in o; tro è elemento di opposizione, grado ridotto di ter. I Visigoti sono probabilmente i Goti stanziati nei villaggi, visi villaggio nello slavo, denominazione che viene dall’esterno; oppure aggettivo tutti, tutti i Goti nel senso che avrebbero raggiunto una forma di assimilazione e un assetto politico simile a una confederazione, come più tardi avremo gli Alamanni = tutti gli uomini, stanziati nella zona di Basilea. Troviamo i Visigoti in Italia, sacco del 410 guidato da Alarico = re di tutti. Alarico aveva come obiettivo di scendere in Italia e passare in Africa perché l’Italia non era in prospere condizioni; egli però muore  e gli succede Ataulfo, ulf = lupo, ata forse = nobile, Ataulfo italiano e latino Atolfo Adolfo. Ataulfo sposerà Gallaplacidia e otterrà territori in Gallia a Sud della Loira, fiume che delimita un confine, arrivando da una parte a Bordeaux dall’altra a Tolosa, altro fatto con importanti conseguenze linguistiche che parte dell’attuale Francia fosse in mano ai Visigoti. Si può dire che se troviamo lo stesso termine germanico in Italia Francia e Spagna è visigotico, criterio linguistico per la classificazione dei prestiti germanici nelle lingue romanze. La presenza dei Vandali si nota nel nome dellAndalusia detta prima Vandalusia.

I Vandali incalzati dai Visigoti arrivano in Portogallo e il Mar Mediterraneo diventa il Wentil-seo, mare vandalico, perché i Vandali sono stanziati nel Nord dell’Africa ma su tutto il mediterraneo vi erano popolazioni germaniche. I Vandali erano guidati da Gense-rico, Rich re prima parte è il nome del giavellotto o della lancia, qualcosa di acuminato, *gaisa termine diffuso in ambito germanico ma forse di origine celtica, la cosa non stupisce trattandosi di qualcosa di appuntito: i Galli lavoravano bene il ferro, la parola e l’oggetto possono essere nati in quellambito; i contatti tra Celti e Germani sono stati molti. Dittongo ai in certe aree germaniche diventa prima ei poi e, il termine Genserico non dovrebbe contenere la nasale che è stata artificialmente introdotta sul modello latino, per un ipercorrettismo, come da mensis si era arrivati a mese viene ricostruita una nasale mai esistita. Esisteva il nome Rada-gaiso condottiero gotico sconfitto da Stilicone, termine conservato nella sua espressione originariamente germanica, sign audace nel maneggiare il giavellotto. Nella storia del termine *gaisa sappiamo anche che ai si può presentare monottongato in a in altre varianti germaniche; in questo caso abbiamo ga e per legge di Werner la sibilante, in caso di spostamento di accento, si sonorizza e si rotacizza, dunque approda a gar, da qui Garibaldi o Garibaldo, stesso significato abile nel maneggiare il giavellotto, diversa posizione dei due elementi nel composto, variante anche Gariboldi; elemento presente anche nei nomi Berengario e Garisenda una delle torri di Bologna, ben penetrato nell’italiano.  Dove il dittongo è diventato e e la sibilante è soggetta a legge di Werner abbiamo Gerhard, nome tedesco passato dal francone in area gallica, franc ant Gerard (pronuncia velare) it Gherardo, Ma nel francese i nessi ka ga ke ghe si palatalizzano, franc Gerard it Gerardo.

I Burgundi vengono dal Nord e una traccia della loro presenza si vede nell’isola di born-holm, morfema es diventa er per legge di Werner plurali nordici in r; holmr sono le colline dei Burgundi, born da Burgundar per semplificazioni; l’isola politicamente appartiene alla Danimarca, geograficamente alla Svezia. Dalla Scandinavia i Burgundi scendono e si spostano lungo il Reno, passano in  Italia e si collocano nell’attuale Wesfalia sopra il Palatinato; da l’ avanzano in quella che era la Gallia dove cerano i Goti, ma si incuneano nel delfinato ovvero zona di Grenoble e parte della Svizzera. Sannazzaro dei Burgundi in Italia, Borgogna in Francia.

Gli Eruli erano retroguardia dei Goti, il loro nome forse contiene il termine Erilar = nobile perché capace di compiere imprese, anche il nome di chi conosce le rune, ingl Earl svedese Jar; ingl sign conte, jar ha subito frattura di i. Il dissidio tra Odoacre e Teodorico culmina con la morte di Odoacre. Con gli Eruli la città di Ravenna ha conservato diversi manoscritti in lingua gotica. La cristianizzazione dei Germani avviene presso i Visigoti, ma il testo di Wulfila si diffonde e informa anche le altre lingue germaniche, presenza di termini della Bibbia in altre lingue germaniche. Sovrapposizione dialettale, Bibbia tradotta da un visigoto, si diffonde oltre i confini temporali e geografici e i manoscritti, cioè ciò che oggi ci testimonia la Bibbia, è opera di un ostrogoto; l’opera era nata in Bulgaria, le testimonianze escono da ambiente italiano, Ravenna Verona area bresciana (codex Brixianus molto simile al codex argenteus manoscritto che contiene la Bibbia gotica). I codici usati per scrivere testi sacri gotici, quando l’arianesimo viene combattuto e sconfitto in Italia, diventano materiale ingombrante e inutile anche se i Longobardi in un primo tempo aderiscono all’arianesimo e continuano ad usarli. Questi testi vengono quindi raschiati e diventano palinsesti, le lettere di S. Paolo nella versione gotica sono conservate in palinsesti della biblioteca ambrosiana. Angelo Mai e il conte Castiglioni hanno lavorato su questo materiale che ora non è ben leggibile; questi palinsesti provengono da Bobbio, altro luogo importante dove i codici sono stati trasformati. Quando il cardinale Borromeo istituì l’ambrosiana mandò suoi collaboratori a Bobbio e portò a Milano tutto ciò che si poteva acquistare. Il cardinale intuisce che ci sono altre testimonianze della Bibbia gotica e incita a cercare ancora; all’epoca si avevano poche notizie sul codex Argenteus, ma per quattro secoli non è stato trovato nient’altro.

Teodorico era cresciuto a Costantinopoli, ma subì il fascino del mondo romano venendo a contatto con la latinità; tentativo di fondere elemento barbarico e romano, le leggi barbariche di Teodorico sono scritte in latino.  Ataulfo successore di Alarico compare in un passo di Orosio, Historiarum adversus Paganos libri septem, libro VII 43: parlando di Ataulfo dice che il re

oblitterato Romano nomine desiderava poter chiamare l’impero dei Goti quello che prima era stato impero dei Romani, ed esset Gotia quod Romania fuisset, desiderava che fosse gotia quello che era stato Romania. Romania era tutto il territorio conquistato da Roma, le popolazioni che parlavano la lingua latina, perciò il desiderio del re barbarico di trasformare in totalità gotica quella che era stata totalità del mondo romano. Il passo è stato variamente interpretato, forse era stato un auspicio del re che regnò poi per breve tempo, di fatto la Romania sopravvive. La documentazione scritta lasciata dalle popolazioni germaniche, se si toglie quella gotica, è inesistente; restano solo nomi e toponimi, non cera contenuto da esprimere.

Bibbia di Wulfila 350, implicazioni sulla lingua perché la distanza con la Bibbia nelle altre lingue germaniche è di quattro secoli; testo fondamentale per lo studio del gotico. Abbiamo anche qualche atto notarile, commento al Vangelo di S. Giovanni, prestiti nelle lingue romanze. Dunque cronologia alta rispetto alle altre lingue germaniche; editto di Rotari del 643 scritto in latino, leggi dei barbari in latino e alcuni manoscritti di questo testo provengono da Bobbio fondazione monastica che contiene manoscritti importanti.

I Longobardi arrivano in Italia nel 568 con Alboino, stavano sul fiume Elba nella Germania settentrionale; scendono in Pannonia e poi Italia entrando dalle Alpi Giulie. I Longobardi hanno notevole contiguità con i Goti, lo storico Paolo Diacono ci parla di altre popolazioni dietro a questo nome di Longobardi (libro II 6, 26): Gepidi presenti nel nome di alcune località in provincia di Milano sul fiume Lambro; le forme dialettali dei termini prevedevano la trascrizione e la pronuncia di suono affricato alveolare, lenizione di p intervocalica in b, spirantizzazione seguita a lenizione vedi parole sotto), Sarmati e abitanti della Pannonia nuclei minori aggregatisi durante la marcia, gruppi di Svevi, abitanti del Norico regione sotto la Pannonia vicino alla Dalmazia, gruppo di bulgari o bulgheri. Bulgari evoca le lingue slave, ma essi sono un’entità formata in seguito, nel VI secolo vi sono ancora componenti sparse prima delletnogenesi, elementi sparsi che non hanno ancora carattere definitivamente slavo. Anche per i Bavaresi e gli Alamanni si hanno processi di aggregazione per arrivare a caratteri definiti, altre etnogenesi. Toponimi: bulgari (Cr), Bulgaro Grasso (Co), Bolgheri in Toscana zona più meridionale: elemento di lingua parlata u che diventa o, E al posto di A per influsso germanico per la i successiva o più probabilmente ar intertonico diventa er. La presenza dei Longobardi in Germania è ricordata nel toponimo Bardengau, Langobarden, gau = comune distretto; Longobardia in Italia interessante per la formazione suffisso con accento alla greca; il suffisso indicante terra di nei polisillabi può avere accento in posizione diversa (vedi Italia). I Longobardi mantengono il loro diritto e la loro organizzazione, nella popolazione italiana si assiste a un calo demografico dovuto alla situazione e l’elemento longobardo e italiano vanno verso una progressiva integrazione (prestiti). Il dominio longobardo finisce con l’arrivo dei Franchi nel Nord Italia (774).

I Franchi hanno dato il nome a una ampia regione fortemente romanizzata, la Gallia, da molto tempo; suffisso di formazione ma con accento su An come in latino, la Francia è l’unica nazione neolatina che porta nome germanico. I Franchi erano stanziati lungo il corso del Reno e in seguito si impadroniscono di gran parte dell’Europa (impero di Carlomagno) e arrivano a premere sui confini dell’area slava. Dalle diocesi bavaresi e Salisburgo anch’essa di parlata bavarese, e dalla Carinzia allora Carantania si sono spinti i missionari tedeschi alla cristianizzazione di area slava, su richiesta di Bisanzio; la spinta germanica sui confini era forte. Basso francone, francone renano, francone mosellano, francone ripuario, francone meridionale orientale (renano nella zona di Strasburgo). Il nome dei Franchi oltre che in Francia è in Francoforte che indica due località Francoforte sul Meno e sullOder, il termine significa furt = guado passaggio ingl ford nordico fiordo; lat portus, trasformazione di p e t lat più conservatore, in fase preistorica p e t; sorda labiale p diventa per legge di Grimm spirante sorda f, in ingl se cera una sorda t e vediamo sonora preceduta da liquida era caso di legge di Werner, accento sull’ultima sillaba, la sorda non preceduta da accento diventava sonora, non spirante perché preceduta da liquida. In tedesco questa occlusiva per seconda rotazione consonantica da sonora d diventa sorda t; Francoforte passaggio dei Franchi, ben spiegato perché le località si trovano su fiumi. Lo sbocco ideale dei Franchi che non potevano andare a Est era passare il Reno e invadere la Gallia, ciò avviene sotto i merovingi con Clodoveo: prima parte clod di derivazione germanica, spirante iniziale rafforzata germanico hlod; se abbiamo spirante sorda mettiamo velare in fase preistorica, dal confronto col sanscrito sappiamo che è velare palatale, nelle lingue kentum velare e palatale diventano una cosa sola k, l rimane, o seguita da dentale derivata in questa fase V-VI sec da dittongo eu oppure ou, radice *kleu klou klu apofonica, gloria o splendore; germanico h per Grimm, l rimane, in alto tedesco dittongo seguito da dentale diventa o; dà anche il nome Lotario o Lotaringia, hlot per seconda rotazione. Greco kleuos kleos, antico indiano lingua satem palatale diventa sibilante sc, la liquida rotata, e diventa a, u semivocalica continua in v, formante as, scravah. In slavo Slovo o slav, sibilante per lingua satem, slovo slav a seconda dei dialetti. In latino inclutus inclitus, idea di fama. Clodoveo riduce la Gallia sotto il suo potere, restringe il dominio dei Goti, sconfigge i Burgundi e nel 496 si ha la conversione al cattolicesimo, cristianesimo nella versione pura; i papi hanno chiamato la Francia la figlia primogenita della Chiesa, detto in funzione politica per avere l’aiuto della Francia, ma era stata la prima popolazione barbarica a convertirsi al cattolicesimo. La conversione facilita la commistione tra elemento germanico romanzo e quello residuale celtico, di prima che la Gallia diventasse provincia romana; in questa fusione prevale l’elemento romanzo. Quando i Franchi arrivano in Italia parlano una lingua germanica che ha subito nelle zone in cui erano stati i Franchi una romanizzazione; i Franchi arrivati in Italia potevano provenire anche dalla Gallia, difficile stabilire se i prestiti franconi siano realmente germanici o già pennellati di latino.

 

Dopo i contatti commerciali vengono quelli di tipo culturale e religioso: il nome dellambra nelle lingue germaniche diventa quello del vetro, ingl hamp = canapa sotto tutti gli aspetti. Parola che deriva dal greco cannabis, velare in greco e spirante in inglese, qual è la cronologia di ingresso di questa parola nelle lingue germaniche? Potrebbe essere termine remoto e passato nell’inglese, a seguita da i diventa e per metafonia; ma in inglese c’è anche kenbes canapone, tela grossolana di canapa, prestito dallit canovaccio che parte da cannabis forma dialettale; stesso termine che entra in due riprese per vie diverse arricchendo il lessico della lingua di arrivo, da una parte della botanica, dall’altra dei tessuti. La presenza del mondo greco è quindi visibile a più livelli: in area greca cresceva la menta e questo termine passa nelle lingue germaniche, minte minze per seconda rotazione.

Nel I secolo a. C. con Cesare si arriva a latinizzare un’area che arriva all’Inghilterra, percorso diretto; passaggio di prestiti dall’area germanica, da quest’area partono parole germanizzate e arrivano in Inghilterra e nel Nord Europa; nell’area del francone agisce la seconda rotazione consonantica, come nell’area alamannica, termini appaiono radicalmente mutati anche se la parola latina era stata recepita; il fenomeno non è cos’ regolare come la prima rotazione, avviene più intensamente in un luogo e con minore intensità in un altro della Germania meridionale; colpisce di più alcuni tipi di consonanti. Ricorda la lezione di Jilleron che con un guizzo di originalità dice che ogni parola ha la sua storia: da considerare ogni termine separatamente per il referente, le connotazioni e i contesti d’uso. Si dice che la seconda rotazione colpisce alemanno e bavarese, Svizzera Baviera Austria, e parte del francone che confina con lalemanno; in realtà il fenomeno va visto come una deriva o energia latente nella lingua tedesca per cui si innesca ed esplode localmente anche a distanza di tempo; definizione pratica colpisce il tedesco superiore, oberdeuthzch. La seconda rotazione va anche pensata come fenomeno serpeggiante che a volte rinasce nella lingua tedesca, zone del Nord ora presentano pronunce non attese dai linguisti, alternanza di sorde e sonore, la lingua sta ancora cambiando.

Seconda rotazione consonantica: le sonore diventano sorde, sonore germaniche diventano sorde; un tempo le sonore germaniche potevano essere sonore aspirate o sorde modificate per Verner; parallelismo con la prima rotazione, dove le sonore indoeuropee diventavano sorde. Per seconda rotazione le sorde germaniche derivate da sonore indoeuropee per Grim cambiano a seconda della posizione nella parola: all’inizio di parola o dopo consonante diventano affricate, dopo vocale diventano spiranti doppie o intense. Recupera gli esempi. Ricorda che u fratturata davanti ad h si pronuncia o.  Verbum word ecc: lat labiale germanico dentale, posizione interna di dh sonora aspirata, la posizione trasforma le dentali sonore in labiali all’interno di parola, stava tra uer e u. Ingl to give, la sonora diventa sorda, tedesco meridionale dare kepan, non in tutte le aree del tedesco, la forma trionfante accettata nel tedesco ha le due sonore a dispetto delle due sorde del dialetto. Numerale dieci ingl ten sorda germanica derivata da sonora indoeuropea, gotico tehun (i con frattura); tedesco moderno affricata zen; cambia il modo ma non il luogo di articolazione, la consonante rimane dentale.

La lingua tedesca ha avuto una lunga storia all’inizio del Medioevo e dell’età moderna, ed è il risultato di fatti politici religiosi e culturali, una sorta di compromesso; oggi è lingua nettamente diversa da inglese e nordico. La seconda rotazione è avvenuta in un arco di tempo che si estende dal V al VII secolo circa, in area meridionale della Germania e settentrionale di Svizzera e Austria; i testi che abbiamo del periodo variano da un luogo all’altro, normali differenze per un fenomeno che si realizza in maniera cos’ distribuita nel tempo. La tendenza alle rotazioni è fenomeno sotterraneo che si manifesta a seconda delle occasioni; colpisce anche parole latine entrate nel germanico, campus kampf afffricata, la rotazione non ha colpito la consonante iniziale ma quella interna a parola. Campus era il campo dove si scendeva in lotta, dunque kampf battaglia. Gotico fotus, consonante sorda t mantenuta nellingl foot; t posizione intervocalica diventa spirante forte, antico alto tedesco fuoss tedesco moderno fuss. Alternativa grafica a ss scharpes s, grafema che si può usare quando la vocale precedente è lunga. Ingl verbo dormire sleep, gotico *slepan, p intervocalica ed e lunga; tedesco antico slaffan, moderno schlaffen, s iniziale si palatalizza e l’ultima vocale si indebolisce. Per queste parole si usa la definizione di antico alto tedesco, tra i tanti dialetti quelli del Nord hanno andamento vicino all’inglese, antico basso tedesco, medio e alto procedendo verso Sud. Latino planta, prestito delle lingue germaniche; p iniziale diventa affricata pf, t interna preceduta da consonante pflanza poi pflanze. Greco kardia lat cor cordis, gotico ha”irto ingl heart, si vedono le conseguenze della prima rotazione; agisce poi la seconda, herz affricata sorda. Ingl open tedesco offen geà ¶ffnet (vocale o palatalizzata nella seconda forma, dovuto al fatto che deriva da un verbo che presentava una e nella sillaba precedente ge; forma ge participio formata con prefisso). Ingl water tedesco wasser. Ingl apple tedesco apfel. Parallelismo tra prima e seconda rotazione consonantica, in entrambe le sonore diventano sorde e dopo le stesse consonanti s h f  non avviene il mutamento. Nave, ingl ship gotico skiff, k rimane perché preceduta da s e in seguito il nesso si palatalizza schiff.

 

Tipi di prestiti dalle lingue germaniche o nelle lingue germaniche: vedi libri di Roberto Gusmani Il prestito e altri lavori.

Il più delle volte si tratta di prestiti di necessità, parole prese per forza da un altro sistema linguistico perché non poteva esserci un equivalente nel proprio: cose di tutti i giorni, commerci, amministrazione, agricoltura, costruzioni, ambito militare e religioso. Possiamo chiederci quali strati della popolazione accoglievano le parole straniere; le tribù germaniche erano tante e sempre in movimento, e in certi casi tendevano ad assimilazioni tra di loro tanto che alcune sono scomparse. Si riconoscono le parole latine in veste germanica ma non è sempre chiaro il percorso, cioè da dove sono partite, chi hanno incontrato e come si sono lessicalizzate; non sappiamo sempre da quale strato del latino derivano, se sia latino scritto o parlato (nella fase più antica era quello parlato da soldati commercianti o gente comune se si era in pace, con la Chiesa latino scritto), altre fonti scritte amministrazione e scuola; ingl cheese mint sono forme della lingua parlata, cheese deriva da casiu forma semidotta, forma dotta caseus, in casiu la i ha prodotto metafonia palatale sulla a; pronunciato iu perché nelle lingue romanze gli esiti portano a questa ricostruzione. Mint da moneta che nel latino parlato è munita e cos’ arriva in area germanica, i produce metafonia su u, tedesco munze (con umlaut), dopo aver prodotto metafonia palatale i cade perché postonica, t sorda preceduta da consonante subisce seconda rotazione e diventa affricata; per cronologia relativa abbiamo metafonia palatale, caduta di i, due consonanti a contatto e seconda rotazione, altrimenti una sorda intervocalica sarebbe diventata ss. Anche in ingl avviene metafonia palatale su u munt (con umlaut), due suoni pronunciati come labiali accostati non erano facili da produrre e u turbata diventa i. Altro termine che arriva nellingl, money, stessa parola latina ma prestito dal francese; moneda lenizione, arriva al franc, cade d, moneie money, moneie vocale di passaggio i per la caduta di d e a vocale indebolita. In ingl le due parole si sono specializzate, money denaro mint zecca; lo stesso it moneta derivava dal tempio di Iuno moneta, dove si trovava la zecca.

 

Oggi inizia la primavera, it da primo vere femminilizzato, ver stessa radice di greco ear, connesso con l’inizio; ingl spring recente, termine antico lent connesso con la lunghezza della giornata e l’aumento delle ore di luce; tedesco fruhling (u con dieresi) idea del presto.

La Chiesa e la suddivisione del territorio in diocesi avrà effetto sulla lingua perché ci saranno parlate diverse a seconda del potere di un vescovo esteso in un certo territorio, geografia linguistica e distribuzione delle parole nello spazio. Importanza delle grandi strade e dei grandi fiumi come passaggi delle parole; via che segue il percorso del Rodano e va dal Mediterraneo (zona di Marsiglia fino a Lione) agli sbocchi tra Germania e Svizzera. Lungo il Reno vie della Mosa e della Mosella, via romana che conduce fino ad Amburgo.

Suddivisione delle lingue germaniche: linea di Benrath che sale poco sopra Colonia; a Nord abbiamo i dialetti basso-tedeschi e il fiammingo e nederlandese in Olanda; zona centrale con dialetti franconi, Turingia Assia Sassonia; zona meridionale con tedesco, alemanno e bavarese. Anche in Inghilterra cerano varietà dialettali, arrivano a coprire lo strato latino e celtico il dialetto anglico che sarà a Nord di Londra, il sassone nelle sue varietà di orientale dell’Essex e occidentale del Wessex molto ricco di testi, e meridionale del Sussex; arriva poi il kentico, parlato nel Kent antico Cantium Kent per metafonia palatale dovuta a i successiva. Questi dialetti sono fondamentali per la fase antica dal 750 in poi, ma i prestiti latini sono arrivati a partire da Cesare; linea ininterrotta di presenza latina, flusso notevole di prestiti latini presi quando le popolazioni erano ancora sul continente, specie nel Nord della Germania e in Danimarca (Angli, Sassoni, Iuti).

I prestiti latini non sono ugualmente distribuiti, è necessario vedere le isoglosse: alcune parole latine sono arrivate sia allanglo-sassone sia al celtico, quindi le troviamo nell’area romanza e sono sbarcate in anglo-sassone e celtico (si esclude il tedesco); altre parole latine o romanze sono presenti nellanglo-sassone e nella zona nederlandese e basso tedesca: esempio nome di unerba consumata it nepitella, forma di menta nota nel centro Italia, si tratta di diminutivo del nome nepeta, arriva nellanglo-sassone diventando nepte, cade vocale atona i, sopravvive nellingl moderno ma è termine obsoleto e si trova anche nel nederlandese. Quando Angli e Sassoni sono sbarcati in Inghilterra chiamati dai Celti del Sud contro i Celti del Nord hanno usato come basi di rifornimento le isole a Nord e hanno imbarcato elementi frisoni, popolo dell’area nederlandese come i Batavi. Il nome del pino pinus è conservato in area inglese e nederlandese, e viene rideterminato dalla parola che significava pianta tedesco baum ingl ant beamm, pinus latino esportato. Ma dire albero del pino è ridondante, forse poteva essere confuso con qualcosa di omofono, lolandese conserva il nome albero del pino pijn-boom e forse era necessario per il sistema. Altra tipologia di prestiti, parole comuni a romanzo conservate solo in anglo-sassone: latino cepa diminutivo cepulla, cepa ingl ant cipe, indebolimento finale ed e breve è pronunciato i; cepulla passa come prestito nel tedesco, pronunciato ke fino al 450 e ce dopo, laffricata palatale latina nel tedesco si trasforma nellaffricata dentale zwiebel (ts sorda), suono iniziale il più vicino possibile. Altro termine per designare lortaggio era lat unio, continuato nel franc ognion ingl onion; cepulla era il termine originario ed era presente nellingl ant, l’altro è passato prima nel francese e poi è arrivato nellingl moderno. Termini latini chetendono a sparire sono presenti in anglo-sassone, celtico, area nederlandese e basso-tedesca, sono detti relitti; castra è rimasto in it in qualche toponimo (castrocaro e Castro in provincia di Bergamo e nel Salento); è presente nella zona inglese, forma anglo-sassone Ceaster, forma caster che denuncia la presenza vichinga in Inghilterra, da Ceaster passa a Caster nel IX secolo quando arrivano dalla Scandinavia i predoni vichinghi; più tardi si avrà la parola latina con la grafia francese, Medioevo avanzato. Dunque: forma locale chester con grafia adeguata del tutto (Winchester), caster per influenza vichinga (Lancaster) e la più recente cester dal francese (Gloucester). La stessa parola latina è prima modificata in bocca anglosassone, poi dai Vichinghi che introducono la pronuncia velare e infine la grafia francese si pronuncerà sester.

Alcune parole latine presenti solo in italiano e non nelle altre lingue romanze si trovano nellanglo-sassone e nel celtico: lat fibula it fibbia, ant ingl forma che conserva il lat parlato fifele. Se i prestiti sono presenti anche in gotico e non solo in area occidentale significa che sono molto antichi e i Goti potrebbero averli presi quando ancora erano stanziati nel Nord tra Polonia e Germania e lungo la Vistola e lOder; le cose e dunque le parole sono arrivate a quelle aree perché in una zona poi slavizzata sono stati rinvenuti manufatti romani. Se il termine latino si presenta nell’altra lingua con cos’ forte alterazione, la pronuncia era già evoluta da velare ad affricata. Un ragionamento simile si può fare per i prestiti dalle lingue germaniche in italiano.

Le lingue non sono tutte attestate allo stesso livello cronologico, il gotico a cui ci rifacciamo va dai primi secoli fino al 350 come documentazione scritta, ma Ostrogoti e Visigoti vagano per Italia Francia e Spagna e anche dopo continua limmissione di prestiti gotici in area romanza e di parole latine in gotico. La documentazione scritta di ingl e tedesco si può far partire dal 750, scarto notevole nel tempo; si possono vedere le parole in un testo o il percorso che i testi hanno fatto per arrivare a quei documenti; i poeti anglosassoni continuavano a scrivere in latino, non basta individuare un prestito ma bisogna ricostruire la vicenda che l’ha prodotto. In area anglosassone si sono prodotti glossari, latino anglosassone o latino antico tedesco; abbiamo in essi una massa di parole che vanno oltre il tradizionale dizionario di latino, parole di uso comune non più capite sono state glossate nella lingua del posto. Prestiti germanici e latini è etichetta di comodo che nasconde questa  varietà di filoni interpretativi di una realtà più complessa.

 

 

Ambiti principali in cui c’è stato apporto straniero, latino o greco, nelle lingue germaniche:

1)      agricoltura: nelle popolazioni mediterranee era per certi versi più avanzata anche perché favorita dal clima, cerano prodotti e tecniche prese in prestito; le popolazioni indoeuropee giunte sul Mediterraneo, progenitori di latini e Greci, arrivati in queste zone calde, hanno acquisito la terminologia relativa alle cose buone che trovavano nel luogo (maga = fragola, vino o vite). Termine passato da latino a tedesco è il prodotto per eccellenza, il frutto: tedesco frucht, suono c diventato una spirante e t inalterata perché preceduta da spirante, ingl fruit derivato più tardi dal francese; planta in latino è germoglio (pianta è arbor) o pianta del piede, passa in tedesco entrando come planta poi anglosassone plante e quando è avvenuta la seconda rotazione consonantica la parola è stata trattata come tutte le parole germaniche; ant ingl plante connesso con pianta dei piedi, verbo plantare = battere la pianta dei piedi.

Prunus o prunum, prugno e prugna, tedesco parola entrata prima della rotazione pfruma, vocale latina u lunga diventa pfraume pflaume per dissimil’azione di r; il tedesco prende la nasale come labiale. Nell’inglese antico si ha plume, fase moderna plum; tra r ed l non è dissimil’azione ma sostituzione spontanea, piuttosto frequente lo scambio fra le consonanti.

-          Vino e vite: vinum e forma parlata vinus, tedesco der wein diventa di genere maschile il che rivela che la forma che circolava era il maschile nominativo; ingl wine, vin ad esempio nello svedese è di genere neutro, arriverà anche nel finlandese viina = grappa, bevanda alcolica forte. Vino novello, vinum mustum = fresco, si perde il determinato e rimane il determinante, it mosto, tedesco most, ingl must ora pronunciato mast da non confondere con il verbo. Questo vino novello va anche a formare la parola mostarda, il cibo fatto con la senape sciolta nel vino; passa nel francese mustard, inglese e tedesco mostert.

-          Mala persica, frutto di origine orientale it pesca; in tedesco entra presto e subisce rotazione di p iniziale, pf, e breve diventa i, rs rimane intatto,  c diventa spirante, pfirsich; nello svedese si ha persika come in latino, ingl arriva ma ora è presente nella forma influenzata dal francese peche pronuncia pece ingl peach.

-          Ciliegia: lat ceresia cerasa cerasia varietà dialettali, piemontese sciresa r rimane, in it alternanza l r e sia diventa gia; passa quando la prima consonante era velare, ant alto tedesco kirsa caduta di tutte le vocali atone, s si palatalizza kirsche, a finale si indebolisce; ingl ant ciris varietà più vicina al latino, cherry è per influsso del francese cerise: forma latina cheresia poi ceresia, cerisia cerise cherry, lingl ha pensato che s finale del franc fosse marca di plurale mentre faceva parte della parola, il parlante poco colto forse per ipercorrettismo ha creato una forma che ha perso una parte.

-          Menta: greco minte, lat minta, ingl mint, tedesco minze.

-          Tedesco pilz = fungo, dalla forma boletus it boleto porcino fungo pregiato, determinante rispetto a fungus; boletus si perde e t diventa affricata, poi vari cambiamenti fonetici, si perde e tonica perché la parola entra nel tedesco quando si stava ritraendo laccento; i funghi crescono ovunque quindi doveva esserci termine indigeno, ma è andato perduto soppiantato da boletus.

-          Il termine pepe parte dall’area orientale, antico indiano, greco e latino piper, nellant ingl rimane piper e moderno pepper con geminazione; tedesco seconda rotazione, pfeffar pfeffer; unito con menta peppermint = menta piperita.

-          Caulis, pronuncia monottongata tedesco kohl ingl cole; il cavolo poteva essere conservato a lungo ed era un cibo utile (basta ho fame).

-          Oleum: prestito dal greco elaiuon, e + l velare diventa o, ai monottonga, u in lat cade; appare presto in gotico alew, è passato in inglese e tedesco, prima che per cucinare era stato la sostanza usata nelle funzioni religiose, ha a che fare con la cristianizzazione, ingl oil dal francese e ha soppiantato langlosassone ele, franc uil; tedesco ol (con umlaut pronuncia turbata), interferenza tra vita normale e problemi del culto. Olio e vite per dare frutto richiedono latitudini temperate.

 

-          2) Ambito domestico, in italiano forte influsso straniero. Le popolazioni del Mediterraneo latina e greca hanno acquisito nomi di recipienti da popolazioni antiche o semitiche, subito acquisiti i termini delle cose utili; si verifica lo stesso fenomeno per le lingue germaniche dal latino.

 

Scutella: recipiente ampio, ant alto tedesco sk resta perché non viene toccato, t intervocalica diventa spirante forte, letto come ss, scuzzila; in seguito sk si palatalizza sch, u subisce metafonia palatale scritta con umlaut, ss non solo pronunciato ma scritto, indica oggi linsalatiera Schüssel. Ingl scuttle = cesto, recipiente di vario materiale; non c’è palatalizzazione forse per influsso vichingo, rimane sk invece di sh. Altro esempio di questa palatalizzazione: catinus catinulus catillus.

Catilllus gotico catils con s di nominativo, paleoslavo kotilu con ier molle e ier duro due vocali ultrabrevi; passaggio da a breve ad o breve indice di antichità del termine, anteriore al passaggio nello slavo da o breve ad a. Continuerà il termine a diffondersi nell’area tedesca, dapprima kessil dove a subisce metafonia palatale e la sorda intervocalica diventa spirante doppia (scritta sia scempia sia doppia); tedesco moderno kessel. Il termine quindi è arrivato presto in area tedesca ed è stato ricevuto dagli anglo-sassoni, si trova nell’antico inglese con le trasformazioni tipiche di questa lingua germanica, cietel e ceatel; dovrebbe essere cettle ma è kettle, cadono in disuso le forme locali e prevale la forma con pronuncia nordica introdotta dai Vichinghi danesi quando si sono stabiliti in Inghilterra.

Nome della cucina: lat coquina poi cocina,a base della nozione del cuocere; allotropo popa o popina con le due labiali perché era il termine di origine osca. Coquina era cos’ pronunciato prima del passaggio alla palatale. Vocale dove nella sillaba seguente c’è i, caso di metafonia palatale; la o latina assume nel parlato la pronuncia u, u verrà influenzata da i e nel tedesco si arriva a kuche (con umlaut). L’ultima parte si indebolisce e resta solo e; se la parola fosse entrata dopo il 450 quando coquina era passato a cucina avremmo unaffricata, come è nellit cucina, sarebbe stata unaffricata dentale; nelle lingue germaniche è passato l’antico coquina. In inglese il suono metafonizzato era prima u turbata poi delabializzato e diventa kitchen con grafia che riflette la pronuncia palatale. Addetto alla cucina è il lat volgare cocus, koch tedesco cook inglese. Non solo passano gli attrezzi ma anche il nome della stanza e di chi se ne occupa.

Altro attrezzo usato in cucina: greco patàne = pentola, latino patina, indebolimento di a in i, nel latino parlato diventa panna; tedesco pfanne, inglese pan la parola perde l’ultima sillaba.

Lat tabula, tedesco tapfel poi tafel inglese table.

Speculum: ha e lunga prima della sincope, caduta pacifica di vocale postonica, tedesco antico spiagal; la e lunga dei prestiti latini è resa nel tedesco antico come e e dittonga in ia, tedesco moderno spiegel.

Scrinium: i lunga, vocale lunga dittonga, scrini schrein.

Calicem: arriva ancora quando era pronunciato velare, a diventa e per metafonia palatale, kelch; se fosse stato preso palatale avremmo avuto z alla fine. Inglese ha perso se ha avuto il prestito diretto dal latino a favore di quello venuto dal francese, chalice; in franc la ce finale è pronunciata s, inglese riproduce nella grafia la pronuncia.

Cuppa: ingl cup.

Mortarium: elemento aium latino, arriverà ad er; stesso suffisso in molinarius, qui è nomen agentis, mulinariu metafonia palatale poi i cade, nesso ln secondario, seconda metafonia palatale a diventa e e caduta di parte finale mulner (con umlaut) poi muller per assimilazione; ungherese Molnar e sarà presente in area inglese dove muller con u palatalizzata, tra labiale e liquida, diventa miller cognome come il nostro Molinari.

Perla: tedesco perle ingl pearl vengono dal lat pirula, qualcosa di rotondo, lett piccola pera, e questo passa nel germanico (la vera e propria perla in lat era margarita, cfr margaritas ad porcos).

 

 

3)      Settore delle costruzioni

Murum: u lunga, tedesco mura, moderno mauer e è vocale di passaggio. Il termine in lat maschile in tedesco diventa femminile per contatto con la parola germanica che significava parete, di genere femminile diwandt. Parete trasferisce a muro = elemento divisorio il suo genere. Diwandt moderno wand era propriamente lintrecciata, costruzione fatta di legno o di vimini, tecnica diversa dal muro romano con sovrapposizione e l’elemento per compattare.

Fenestra: in lat era forse di origine etrusca, passa poi nel tedesco fenster ed arriva nel nordico fnster dove sopravvive tuttora e rivela la sua origine meridionale. Nell’inglese c’è il termine di origine germanica window, deve la sua prima parte a wind = vento, la seconda è occhio da auga, l’elemento che permetteva il passaggio del vento cioè dell’aria nelle costruzioni fatte di legno. Era un’apertura a forma di occhio, mentre la fenestra è quadrata o rettangolare.

Tegula: e lunga, tedesco tsiagal oggi tziegel; inglese tigele da cui fase finale tile.

Calcem: altro elemento apprezzato nel mondo germanico e vengono abbandonati i materiali più deperibili; in inglese con passaggio semantico la parola indicherà il gesso chalc, tedesco calk, la velare è spia del fatto che la parola è arrivata prima del 450 quando la pronuncia era calche >(la velare finale).

Locali creati dal contatto con la civiltà latina: spicarium cioè luogo dove si riponevano le spighe, tedesco speicher, il sostantivo indica il luogo dove stava il raccolto prima che fosse trattato, e il verbo corradicale che significa conservare il raccolto è sparen ed è oggi anche termine informatico che indica salvare.

Solarium: per assimilazione soller.

Stanza per gli ospiti hospitalem, spital con aferesi della prima sillaba forse per falsa suddivisione delle parole, o forse rimaneva unito ad un dimostrativo precedente nel parlato.

Vallum: inglese wall prima weall.

Strata: a lunga, tedesco antico strazza e moderno strasse; si può scrivere con sharpes s perché preceduta da vocale lunga. Ingl strat e poi street; forma con vocale breve in Stretford, si abbrevia in composizione.

Il rame in latino era materiale prezioso, cuprum ingl copper tedesco kupfer.

Picem: è stato preso con pronuncia affricata, pich.

Vicus: ingl vick, porto Fort.

 

4) Vestiario

Balteus: termine etrusco, pronuncia baltiu, inglese metafonia palatale belt.

Porpora, u con frattura nel gotico paurpaura, ingl purple tedesco purpur.

Pulvinus: ingl pillow.

 

5) Ambito commerciale

Caupo:e cauponari: gotico verbo caupon, dal gotico passa nello slavo cupiti, cammino di ma nello slavo è attestato più tardi; tedesco caufen.

Cheap, locuzione a buon mercato: si perde parte della locuzione e rimane mercato che assume il significato che assumeva l’intera locuzione dunque economico; presente anche nel nome di Copenhagen.

Moneta già osservato; pundo da pundus libbra, ingl pound tedesco pfund.

Census, interesse, arrivata dopo il 450 affricata iniziale tzins, anche affitto, pigione, tributo.

Uncia: ingl incs.

Brevem: sign lettera, brief

 

 

6) Ambito amministrativo

ricorda Caesar kaisar zar. Telonium dal greco teloneion dogana, tedesco zoll assimilazione ln, ingl tull. Termine che passa facilmente perché i doganieri sono nelle zone di confine.

Mota: tedesco maut, termine di origine latina mutarius cambiavalute, parola trasmessa da funzionari forse di origine umbra mota muta u lunga dà au, vedi Mauthausen o Mathausen antica stazione romana.

Carcer: variante del parlato carcar come nel greco, gotico karkara, antico alto tedesco karkari, moderno kerker.

Advocatus: tedesco vogt nordico fogde.

 

7) Ambito militare

 

Pilum: i lunga, tedesco pfeil, ingl ant pil oggi è un grosso palo a punta. I germani hanno preso poche parole dal latino o dal greco, avranno invece dato grande apporto a questo dominio del lessico in latino e nelle lingue romanze perché i germani diventano preponderanti di numero nell’esercito e aumentano gli oggetti che usavano.

 

8)      Ambito degli animali

Pavo: tedesco pfau, v era prima u. In inglese au diventa ea, peacock.

Coniglio: piccolo cunicolo.

 

Nella sintassi, probabilmente dal latino parlato e in fase romanza, le lingue germaniche prendono a prestito le forme del perfetto perifrastico, e forse il punto di incontro è nel latino scritto dei Merovingi o carolingi dove sono riflessi aspetti del latino parlato. Anche il futuro è derivato da forme perifrastiche come nel caso del futuro romanzo, spiegato anche con la concorrenza degli ausiliari habeo e sum ????. Futuri come shall e will nelle lingue germaniche, convergenza strutturale anche per l’impiego del dimostrativo, lat ille illa lo la, anche nel mondo germanico il dimostrativo diventa articolo, lo erano the e das. Anche la formazione del passivo perifrastico indica una convergenza tra queste lingue. Le lingue vengono influenzate nella loro forma sia parlata sia scritta e il latino ha influenzato la prosa delle lingue dell’Europa.

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I toponimi

Colonia, Coln, è colonia agrippina; si è perso il determinante ed è rimasto il determinato.

Auxburg Augusta Vindelicorum.

Mastricht accento tonico su i, al confine tra Germania e Olanda, punto di passaggio sulla Mosa, traghetto della Mosa.

Utrecht (pronuncia turbata, accento sull’ultima), ultra Renum traiectum, punto di passaggio al di là del Reno.

Punto di confluenza, confluentia o confluentes, indica la confluenza tra Reno e Mosella; dove la Mosella si getta nel Reno è Coblent in bocca tedesca, it Coblenza. Determinato da natura geomorfologica.

Cassel: da castellum.

Vicus: Wick, spesso termine abbinato a nomi di animali (Gatwick), si tratta in origine di fattorie, cos’ come cowwick fattoria delle mucche, Beewick, semplificazione di tutti i nomi degli animali.

Ibridi: Lincoln è per metà celtico, lin = stagno palude in celtico; coln è colonia, colonia sullo stagno, elemento più antico celtico accostato a quello latino.

In Inghilterra ci sono toponimi in fort- o -fort, -mont -mount.

Una località si può battezzare oltre che per motivi storici anche per suggestioni o ricordo, si può dare nome antico a un luogo appena identificato per ciò che suggerisce. Si devono controllare i documenti dove appare, documenti epigrafici notarili catasti diplomi, sia antichi sia medievali, prima di affermare quale origine ha un toponimo.

Dietro la presenza romana c’è spesso un punto di partenza greco. Il cuminum erba per dare sapore ai cibi, tedesco kumel, dissimil’azione di una nasale; ingl parola mediata dal francese.

Saccus: ingl sack, si passa dall’idea di sacco a quella di sacca, borsa.

Kamara, lat camara o chamara, forma ipercorretta; era il soffitto a volta, per estensione da soffitto della stanza diventa la stanza; camera passa nel germanico cammer e in ingl tramite il francese quando la parola era pronunciata con affricata palatale sorda chambre, chamber.

 Indica alloggio o appartamento, in francese la pronuncia diventerà fricativa. Locclusiva b è epentetica per spezzare il nesso mr difficile da pronunciare.

Alcune parole venivano dall’area semitica per la specificità degli oggetti che da l’ arrivavano.

 

Con la cristianizzazione dell’area germanica si diffonde presso questi popoli la scrittura; la predicazione infatti necessita di un testo dappoggio e i goti nel IV secolo hanno avuto Wulfila che ha creato anche l’alfabeto adatto alla lingua, facendo abbandonare ai goti la grafia runica, sistema che evocava la magia ed era inadatto ad essere scritto su pergamena. Una volta accertata la religione il libro diventa l’elemento a cui rifarsi, la cristianizzazione ha significato un punto di svolta nella storia di questi popoli; letteralizzazione delle popolazioni germaniche, non si tratta di inculturazione o passaggio da analfabetismo ad alfabetismo. Questo fenomeno avviene per gradi e in maniera diversa in epoche diverse in tutta l’area germanica. La traduzione di Wulfila ha trasmesso anche coordinate mentali ai popoli germanici, la Bibbia data al 350 circa ma la cristianizzazione dei Franchi avviene più tardi nel 496 con Clodoveo, siamo in zona occidentale. L’Inghilterra è cristianizzata verso il 597, zona del Kent, la prima diocesi è quella di Canterbury, bury è antico dativo con valore di stato in luogo, termine germanico Burg con desinenza di dativo. Verso la fine del VII sec si ha la conversione dei Longobardi, si va componendo il mosaico; segue la conversione dei Sassoni che erano rimasti sul continente prima di Carlo magno e dal continente, specialmente dalla regione di Amburgo e Brema, partono i missionari verso il Nord Europa. Oggi esso è in gran parte protestante da dopo Lutero, ma è stato cristianizzato tra IX X XI secolo; il paganesimo ha resistenza maggiore che nelle altre aree. Non sempre il Vangelo è portato da persone che parlano la stessa lingua della popolazione convertita; per i Goti Wulfila era stato uno di loro ed aveva creato un clero consapevole che condivideva la stessa lingua, ma presso gli anglo-sassoni i monaci irlandesi portano il Vangelo. Le parole possono derivare dal greco, dal latino o hanno una patina celtica se vengono dalla Gallia latinizzata o sono portate da monaci irlandesi in circolazione sul continente.

Chiesa come edificio o istituzione: church e Kirche moderni continuano il greco kuriakè, aggettivo femminile, casa del kurios = il Signore. Nella Bibbia gotica non si mantiene kurios (kirie eleison) ma è tradotto con il termine germanico froya che significa signore, colui che occupa il posto principale, il primo nella gerarchia politico-sociale. L’aggettivo kuriakè passa in area germanica ma non kurios; u era già palatale in greco, rimane tale e si perde la seconda sillaba, i palatalizza ulteriormente u che nel germanico perde il suo carattere palatino. Il termine arriva nel Nord dove è conservato, mentre in area latina si continua il greco ekklesia, luogo di raccolta. In francese si ha vocale protetica, eglise.

Per lo stesso concetto si utilizza anche la parola che indica ledificio, da domus duomo dom di solito è la chiesa cattedrale.

Significativo è anche il nome dell’angelo, greco aggelos = messaggero, in greco presentava la nasale gutturale resa con la ripetizione della gutturale. In gotico passa questo termine diventando aggilus scritto con lo stesso espediente grafico usato dai Greci. Wulfila, modellando la scrittura gotica sul greco, usa questo espediente. Il termine poi passa nel latino angelus, da qui arriva allit angelo e al franc ange mentre il tedesco engel mostra la metafonia palatale ed è quindi probabile una mediazione gotica cioè della lingua in cui era presente la i. Linglese angel riflette invece nella pronuncia e nella a iniziale la mediazione del francese.

Quanto ai gradi delle persone di chiesa, esisteva in greco il papàs = persona assegnata al servizio divino, forse è termine che ha attinenza con il linguaggio infantile. Lo troviamo nel gotico papa e tedesco antico faffo, esito della consonante iniziale p, sia dal greco sia dal gotico, in affricata pfaffo. All’interno di parola tra due vocali si ha la spirante forte. Lingl pope deriva da questo termine che a un certo punto nel latino finisce per indicare oltre al religioso il vescovo e il vescovo di Roma con il grado più alto, in ingl con allungamento della vocale e a lunga diventa o.

Il greco presbyteros = persona più anziana e il religioso sta alla base del ted priester e dellingl priest, it prete varianti dialettali prevete prerete.

Greco abbàs dallaramaico abba padre, era la figura di rilievo dell’abbazia. Lat abas abatis acc abatem, ted abt spariscono tutte le altre vocali per il forte accento sulla prima sillaba; ingl con le mediazioni del franc avrà abbot. Labate dimora nellll’abbazia, in ingl prestito dal franc, abbey continua il franc abbeye che continuava abatia. Greco episcopos, aferesi ingl bishop.

Monaci vivono in monasterium, stessa sillaba di moneta, la pronuncia nel latino parlato era circa munisterium e la successione u i determina metafonia palatale, dapprima u fortemente palatalizzata tedesco munster con umlaut; ingl percorso identico, ma la u che si trova dopo labiale e vicino a nasale perde la caratteristica labiale e diventa minster.

Altro luogo di vita religiosa e ritiro è il claustrum pronunciato clostrum il dittongo latino era già monottongato da tempo; ted klostar poi kloster, perdita di desinenza latina e scioglimento del nesso di tre consonanti mediante l’inserimento di vocale di alleggerimento. Closter significa luogo rinchiuso come il nostro chiostro. Il monasterium con l’andare del tempo può diventare anche la chiesa importante.

Celebrazione della messa: in latino terminava con ite missa est, si è concluso il momento della mensa eucaristica e quindi la mensa è finita dunque mandata. Missa viene poi inteso come prima la mensa eucaristica, messa continua mensa, come in ted messe e ingl mass. Il termine passa a significare anche festa religiosa con una fiera attorno alla chiesa. Fiera è kermesse con lo stesso termine, dal basso tedesco kerk-messe fiera della chiesa, messe in tedesco è fiera, kermesse è fiera intorno alla chiesa, kerk forma olandese di kirche.

Predica come omelia e raccomandazione passa nelle lingue germaniche come il verbo predicare; altare, altar latino passa in ingl e ted. Crux crucis ted kruzi, la parola latina è stata presa dopo il 450 quando la pronuncia di c era palatale, ted moderno kreuz . Lingl ha preso dalla mediazione franc cross. Praepositus prevosto, sacerdote preposto a una parrocchia, passa in ingl e ted; cristianesimo Christentum, lastratto parte da cristiano christen e compare in ingl e ted il suffisso tum tipico degli astratti, indica la condizione di cristiano, anche christendom.

Da questi prestiti vediamo che l’aspetto grafico e fonetico possono dare un criterio per classificare i prestiti dal punto di vista cronologico e geografico. Fonetica: metafonia palatale, nel ted applicazione o non di seconda rotazione, fonte scritta o orale, di dove escono i documenti.

I calchi implicano conoscenza approfondita della lingua di partenza e di arrivo. In genere quando il parlante opera un calco opera analisi dei singoli componenti del termine. Non si tratta di ricezione passiva ma di operazione attiva. I calchi possono essere lessicali quando i componenti del lessico sono trasformati in un’altra lingua; semantici quando il semantema viene adottato e adattato a qualcosa che già esisteva. Quando entrano queste parole che siano prestiti o calchi si riforma il sistema della lingua, aggiunta implica dominio che è libero o si è liberato.

Il Vangelo, euaggelion = buona novella) che gotico e lat hanno preso come prestito mentre in italiano si è quasi persa la vocale iniziale, in ingl appare God-spell, dove o è lunga e in seguito la parola diventa good. Gospel quindi non è parola di Dio ma parola buona. Con l’andare del tempo d cade ed o si abbrevia, ecco perché gospel che però indica buona novella.

Festa di tutti i santi, nel franc si è operata traduzione toussaint, lingue germaniche agg che significa tutto all’hallows Ted aller heiligen.

Dio onnipotente: ted allmihtig ingl almighty, idea del verbo potere magen may, stesso nel tedesco con a metafonizzata, forme antiche All-mà ¤chtig macht. Nel gotico onnipotente ricorre una volta sola con allwaldan con un verbo diverso, le altre lingue hanno sviluppato la nozione di onnipotente indipendentemente dal gotico e più tardi.

I termini come resurrezione ascensione ecc. sono stati coniati nelle lingue germaniche dal latino usando il sistema del calco, e cos’ anche nei testi filosofici. IN lingue come lolandese o lo svedese che non hanno subito influsso francese i termini scientifici sono fatti come in greco e latino; insieme alle parole è passata una forma mentis dal mondo classico più delle lingue neolatine.

I giorni della settimana sono calchi dal latino e greco che hanno preso in parte dal mondo semitico. Dies dominica giorno del signore in it e franc ma anche solis dies, ingl Sunday ted sonntag.

Luned’ l’unae dies Monday Montag.

Marted’ dies Martis del Marte thincsus cioè protettore del thing cioè assemblea degli uomini liberi che potevano portare le armi, si riuniva periodicamente e prendeva decisioni riguardo a tutta la comunità; parallelo con lat causa it cosa, in entrambi i casi il termine viene dal linguaggio giuridico cosa thing, era il momento thing delle cose essenziali e si banalizza poi il significato; Marte presiedeva questa assemblea, ecco perché tincsus con c sorda davanti a s sorda, da qui Tuesday e Dienstag.

Mercoled’ Mercurii dies sostituzione di Mercurio con Odino in ambito germanico, egli è dio inventore delle rune e sapiente e invasato, giorno di Odino nordico Onsdag ingl Wednesday, in tedesco scompare la denominazione legata al nome della divinità ed è sostituita dall’espressione che indica che è a metà della settimana Mittwoch. Questa idea parte dal lat che l’aveva presa dal greco, media hebdomada.

Giovedì giorno del dio del tuono, Donnerstag, in certi composti come qui compare ancora l’antico genitivo, Thor dio del tuono Thursday equivalente del Giove latino e con o lunga.

Venerd’ giorno della divinità femminile Freya dea dell’amore come Venere, Friday.

Sabato ingl Saturday Saturni dies ma ted Samstag e la prima parte è adattamento di Sabbaton Sambaton, lo Shabbà degli Ebrei, sabbato storpiato in sambaton. Nel nord della Germania esisteva anche Sunnunabend, la sera che precede la domenica come giorno del sole.

Esempi di calco semantico: termine che indicava il delitto, sin, da termine giuridico indicante delitto compiuto diventa termine religioso con valore morale, peccato. Il nome della Pasqua Easter ted Ostern è un calco, interpretazione errata alla base. Si parte da austro nome di divinità pagana che indica la primavera che ha anche in sé idea di Oriente, risorgere del sole, alba, primavera come risorgere della natura. Nella zona di alemanno e francone renano hanno male inteso l’espressione in albis, festa dei catecumeni che vestivano in albis vestibus, come nell’alba nel mattino, albae Pascales; hanno quindi preso il nome dell’Oriente come alba e non come bianco, fraintendimento dellalbis latino. Nel Nord Europa la festa si chiama invece Posc da Pasca. La pronuncia della a è molto chiusa, paosc.

Pagus: villaggio, opposizione allurbs; abitante del pagus è paganus formazione latina come da Roma romanus, in origine è campagnolo ma quando arriva la cristianizzazione che dapprima si diffonde nei centri più grandi come le città, il pagus diventa la zona non ancora raggiunta dalla nuova religione. Quindi il paganus non è più solo chi vive lontano dalla città ma il pagano opposto ai cristiani che abitano i più grandi centri. Nelle lingue germaniche avviene lo stesso processo, in gotico cera il termine aithi, agg corrispondente aithno abitante dellaithi poi pagano. 

Ingl antico Haeì‘en e prima haethen, parola che indica landa o brughiera non organizzata come la città, poi pagan pagano. Il modello latino ha fatto trasferire questo semantema ai termini indigeni germanici, non sono tutti termini corradicali di pagus ma hanno lo stesso significato e subiscono la stessa evoluzione.

L’idea del battezzare è una novità del cristianesimo, battezzare per immersione; gotico daupjan fatto sullagg profondo, daupjan = immergere, tedesco taufen, diups parte da un dittongo eu indoeuropeo, daupjan è verbo causativo che significa far andare nel profondo, daupjan deriva da ou, grado normale eu agg grado forte ou verbo perché causativo; stessa alternanza sfruttata in tedesco, taufen da ou tief da eu. Anche l’inglese aveva questa opposizione verbo aggettivo ma il verbo è caduto in disuso e si usa il derivato di baptizo to baptise.

Parola germanica woka faggio ma anche materiale su cui scrivere e lettera dell’alfabeto; nel gotico su questa base si è creato lagg bocareis che sfrutta elemento di origine latina -arius (grafia bocareis pronuncia bocaris); era colui che si occupava della lettera, come in greco cera gramma e grammateus maestro e in seguito grammatico, si parte dall’idea dell’insegnamento della scrittura. Il bocareis si occupa di insegnare a scrivere e leggere ma in seguito, nella traduzione del vangelo, indicherà la categoria degli scribi.

Verbi che indicano credere in Dio: tedesco glauben g è quello che rimane del preverbio, ingl believe; entrambe -lieve e -lauben hanno idea di avere molto caro, amare e col nuovo credo assumono il significato di credo in Dio. Dall’idea pagana dell’amore si passa allo specifico dell’amore cristiano per il dio unico.

I termini inglese god tedesco gott e nordico gud per indicare il dio partono dallhutam di genere neutro, ma a partire dal cristianesimo il dio è maschile perché personale. Gli altri termini che in area germanica indicavano divinità vengono abbandonati nella traduzione della Bibbia e designano solo le divinità pagane.

Latino gratia grazia bellezza, con il cristianesimo diventa dono di Dio all’uomo.  Anche in tedesco la gnade aveva valore profano ed è diventata la grazia come dono di Dio. Nell’antico ingl si vede che la grazia era un dono perché il lat gratia è spesso tradotto come geafa = dono, parte dal verbo to give.

Il ricorso a latino e greco per i termini cristiani si vede in vari casi: spirito santo, pneuma, nelle lingue germaniche parole diverse ma il sintagma si compone dellagg santo e del nome che significa spirito (ancora oggi holy spirit); si ripete lo schema di articolo, agg Santo e sostantivo. I monasteri di diffusione del cristianesimo furono San Gallo, Fulda, Frisinga, Reichenau e in Inghilterra Iona, York ecc.

Le lingue germaniche continuano nel tempo a modellarsi su latino e greco e ciò avverrà segnatamente nell’umanesimo per la formazione di nuovi termini; tante parole latine entrano non solo in forma di calchi ma di nuovo come prestiti. Tedesco discipline episte experiment disputazion declinazion ecc. Oltre ai prestiti ci sono le formazioni locali, ausnahme = eccezione,  aus lat ex, nahme idea di prendere lat capio, excipio. Moltissime parole sono rimaste nell’uso fino ad oggi e si sono dunque stabilizzate nel tessuto della lingua. Gli studiosi parlano di forestierismi come parole straniere o esotismi o barbarismi percepiti in modo diverso dai parlanti: franc Emprunt calque
ingl Borrowing loanword, ted Lehnwort fremdwort. Essi svolgono un’attività sulle parole arrivate da fuori, meno evidente nel prestito e più importante nel calco.  Dapprima queste parole risultano estranee, poi il parlante le accetta e le inserisce in categorie morfologiche: riceveranno un genere, una marca di numero, una classe verbale La nozione di barbarismo cioè parola che devia dal sistema affonda le radici nel tempo, perché nasce con l’idea del barbaros del mondo greco, chi parlava balbettando (ba ba) non era grecofono. A Roma il barbaro era opposto alla latinitas. Poi i grammatici elaborano l’idea del barbarismo e in Quintiliano esso è una contraddizione alla grammatica, cioè la scientia recte loquendi, contravvenire a questa regola significava commettere un vitium. Anche donato parla di pars vitiosa della lingua, quella occupata dai barbarismi; si può corrompere la propria lingua pronunciando male dei suoni o introducendo elementi che non centrano nella parola o sostituire un suono, ma se il parlante usa una parola straniera fa una barbarolexis. Tutti i grammatici medievali riprendono questi concetti usando gli stessi esempi. Si tratta di grammatici di zona non solo italiana ma anche di Gallia Spagna e Inghilterra. Isidoro di Siviglia nelle sue etimologie dice che il barbarismo trae origine dalle genti barbariche finché non hanno la competenza del latino. Esse infatti ignorano l’orationis integritatem, simile all’idea dei greci della purezza del greco rispetto alle altre lingue. Per far acclimatare alcune parole straniere vi sono i commerci, la scuola, la Chiesa, ma esistono all’inizio le figure degli interpreti. Tra questi vi era chi aveva steso glossari, specie antico-inglesi e antico-tedeschi, liste di parole utili a colmare il distacco tra le due lingue. Alcuni sono dedicati a un settore (nomi botanici o di animali), altri fatti su testi (glosse antico-alto-tedesche ad Orazio).

Lingue come inglese e tedesco costruiscono il lessico scientifico e specifico sul latino e sul greco.

 

 

Manuali di conversazione: viene ripreso un tipo di testo a domanda e risposta che già nel mondo greco era stato sperimentato, per cui se la domanda è posta correttamente ne consegue che la risposta contiene elementi utili per apprendere la lingua. Dialoghi parigini (denominazione tedesca), hanno questo nome perché il manoscritto che li contiene è conservato nella biblioteca di Parigi, non ha riscontro dal punto di vista linguistico,  codice 7641. Non è chiaro chi sia l’autore, si è pensato a Lupo di Ferrières ma non è certo. A sinistra c’è il testo in tedesco antico, probabilmente una varietà di bavarese, e a destra la traduzione in latino con coloritura dell’VIII-IX secolo a cui si può far risalire il testo. Dalle caratteristiche delle due lingue possiamo intuire che chi ha scritto era di madrelingua romanza e stava imparando la lingua tedesca (lingua bersaglio è il bavarese). Si può capire dal modo con cui la lingua è scritta, cioè non correttamente perché risente dei tipici tic ed errori che fanno quelli che hanno come competenza la lingua romanza e sentono la lingua tedesca. Le frasi sono brevi ed elementari, ma nella loro brevità permettono di cogliere o far cogliere le parole o i fenomeni che si vogliono apprendere o far apprendere.(esempi stessa frase alla persona singolare poi plurale, frase positiva e poi negativa).

Prima frase: Guane cumet ger, brothro? Id est unde venis frater?
(id est = cioè), trad da dove vieni. Prima parola traduce il da dove, grafia irregolare, quella corretta è wanan e non guane; ciò è avvenuto perché il parlante romanzo ha ripetuto quello che è avvenuto per parole entrate nel latino in tempo antico, es germanico werra italiano guerra, wadum guado. In genere le parole germaniche inizianti per u semivocalica sono state riprodotte nelle lingue romanze con il suono gu labiovelare sonora, elemento labiale rafforzato da elemento velare. La sillaba finale di wanan è stata indebolita in e, fatto tipico di area francese. Rende idea di relativo, da quale luogo, da una radice che in latino dà quod e nel germanico con legge di Grim darà spirante sorda hwat  come germanico comune; in ingl con metatesi si ha what, tedesco waz was. Questelemento indoeuropeo interrogativo che cosa sta alla base degli altri derivati, come da quale luogo o in quel luogo where; in tutte le lingue l’elemento r indicherà il luogo e n il tempo.

Kumet corrisponde a uenis; verbo germanico gotico quiman, antico tedesco queman, in epoca anglo-normanna i caratteri erano indistinguibili ed u è stata chiusa in cima e in fondo e si è creata una falsa o, la pronuncia non è quella di o ma  di u, ingl come pronuncia cam.(non si leggeva u vicino a m). Radice indoeuropea *gwem lat venio gr baino e le due lingue hanno modificato la nasale labiale in nasale dentale a causa della i semivocalica seguente.

Brothro: frater (ultima parola): vedi esempi della legge di Grim, radice in a lunga che nel germanico evolve in o a differenza di latino e greco.

 

Seconda frase:

Eh cum mer min herren hus.
Id est Venio de domo senioris mei. trad io vengo dalla casa del mio signore.

Qui il soggetto è espresso, in latino la frase regge anche senza. Il verbo è ancora venire. La casa è complemento oggetto preceduto dal complemento di specificazione mentre in latino l’ordine è già quello romanzo, complemento oggetto e dopo complemento di specificazione; nelle lingue germaniche il genitivo sta sempre davanti. Continuazione di ego nel gotico ik, ingl ic (con pronuncia palatale), tedesco varie grafie, ich moderna ma pronuncia fricativa già nella fase antica. La vocale i è continuazione corretta ma nel runico, nella fase epigrafica e più lontana delle lingue germaniche, poteva esserci anche ek perché dipendeva dall’accentuazione: se l’accento cadeva sul pronome si aveva la forma forte, se sul verbo si aveva la forma debole. Nel germanico per Grim la sonora indoeuropea è regolarmente diventata sorda e nel tedesco subisce la seconda rotazione consonantica e diventa spirante. Il latino ego è continuato nelle lingue romanze e subisce il dileguo della sonora intervocalica, eo; in italiano le e in iato evolve in i, io. Nel francese stessa trafila, ma dopo il dileguo l’articolazione di eo e poi di io si rafforza diventando jo je (affricata) e je (fricativa), il pronome soggetto è sempre espresso ma l’accento cade sul verbo quindi il pronome si indebolisce e da jio si arriva a je, dopo l’evoluzione in affricata evolve in sibilante palatale sonora. L’antico indiano era aham, latino e greco hanno la velare semplice; gli studiosi mettono h tra parentesi, latino greco e germanico sembrano derivare da una sonora semplice, l’aspirazione dell’antico indiano può derivare solo da una sonora aspirata indoeuropea e la consonante è poi palatale; questa ricostruzione darebbe ragione delle forme di tutte le lingue.

Casa: germanico huss forma antica perché la troviamo nel gotico, huss ha u lunga che come tale si dittonga ingl house haus tedesco. La radice a cui si fa risalire, se è corretta, indica la casa come copertura, riparo, qualcosa che avvolge; questi sostantivi hanno prodotto anche verbi corrispondenti, ingl to house e tedesco hausen = offrire alloggio. Da un altro grado apofonico di questa radice si ha anche Hose, il termine che significa pantaloni, ciò che avvolge le gambe. Il latino usa ancora domus termine antico che cambierà significato nelle lingue romanze; per indicare l’abitazione verrà impiegato il termine casa che significava casupola, capanna povera. Radice di domus *dem dom con idea di costruire oltre che del padrone, persona responsabile della casa. Nelle lingue germaniche accanto a house c’è il termine più intimo home.

Paradigma del verbo gotico sekwan alternanza apofonica ben visibile nel gotico cioè nella fase più antica. Lingue germaniche moderne, ingl sibilante rimane, e rimane, spirante h si perde elemento labiale del hv, seoan trittongo che semplifica diventando seen suono palatale turbato con caratteristiche sia della parte posteriore sia anteriore; poi prevale timbro e, vocale lunga scritta dopo il 1350 con doppia e, to see. Tedesco non ha problema di alterazione della vocale breve, seen leggi s sonora, sean poi seen, si perde l’elemento velare. Nelle voci del preterito ingl saw ancora con vocale a, dal part pass tedesco geseen o comunque ????. Quanto al significato della radice, può essere che da seguire si potrebbe avere idea di seguire con gli occhi e quindi vedere, ipotesi per spiegare ingl e tedesco e nordico attuali. Corrispondente latino video da radice *weid woid wid. Nel tedesco la posizione dell”agg mio è già fissa davanti al nome, in latino è dopo.
Matutinus: matut dea mater matuta nel pantheon del Lazio antico, poteva avere la prerogativa di divinità dell’aurora, della giornata che inizia. Maschile derivato di termine arcaico poco attestato matus = buon tempo cioè del presto, di buon’ora, inizio del giorno. Matus è anche alla base di maturus = che ha raggiunto il massimo dello sviluppo. Sul Ma c’è anche manis =significato di partenza buono abbinato al tempo forma mane = il mattino. De mane locuzione da cui deriva il nostro domani, cos’ come nel francese; il presto del mattino passa a indicare il presto del giorno successivo, stessa idea del tedesco morgen = domani che in origine era mattino presto. Su mane anche spagnolo manana = domani. Da manis buono immanis contrario del buono, it immane non buono in quanto terribile; i Manes sono gli deipositivi. Immane contiene l’idea espressa dal maturo, crudele è qualcosa che non matura quindi che non diventa dolce, se è frutto rimane acido e cattivo altrimenti crudele.
Ottava frase: espressione tedesca più lunga del latino, lat non tedesco trad certamente no. Forma corretta triuwo, in ingl dittongo eu sempre iu no in gotico, nelle altre lingue cambia a seconda di quanto segue; tedesco moderno treu fedele certo sicuro Significato: in indoeuropeo c’era una sonora d, poi r *dreu *dru greco sfrutta grado ridotto drus druos = quercia, albero immagine della forza e stabilità. In greco pianta, in germanico aggettivo con idea di certezza e fedeltà; esiste anche nell’onomastica, Ulof Trugvason nome di eroe nordico, trug sempre abbinato alle assicurazzioni.
Nain scritto come pronunciato: negazione, non latino deriva da ne onom neppure uno forma finale non. Ne è la base delle negazioni di quasi tutte le lingue conosciute.
Frase nona: trad dove è il tuo signore? Ancora posizione differente del possessivo; interrogativo ancora scritto con gu dal nostro autore. Tuo forma corretta din, l’autore soggetto all’incertezza della lingua e alle varietà dialettali scrive con la sorda; forma din fatta sul pronome du di seconda persona. Lat tu agg tuus, esisteva un pronome tu con u lunga. Lingue germaniche, al posto dell’occlusiva c’era la spirante sorda th, ingl thou perché u lunga è scritta ou, oggi è solo nelle preghiere; estensione successiva di you seconda persona plur anche alla sing. Tedesco du, la spirante sorda germanica nel 750 diventa d, e gli aggettivi sono fatti sul pronome.
Frase decima: trad non so risposta alla domanda della frase 9, espressione ad altissima frequenza. Verbo forma corretta weiss autore gueiss coerenza nell’errore. Tedesco moderno ???, gotico wittan = sapere, per aver visto; verbo preterito-presenti, stessa tipologia del latino novi, corrispondenze di questi verbi anche in sanscrito. U semivocalica iniziale, radice *uid grado ridotto; lat video dallo stesso grado, con i breve it vedo da vedjo veggio e per analogia vedo come vedi vede. Sanscrito w si conserva trascritto v, vidmas = noi sappiamo; greco con digamma vidmen poi idmen caduta di digamma noi sappiamo. Grado normale weid: gotico wait. Da weid participio greco eidòs = vedere sapere; da oi gotico wait latino vidi con i lunga perché il dittongo oi rimane condizionato dalla presenza della w davanti, in altri casi diventa u. Sempre da oi greco oida sanscrito veda. Idea di vedere che sfocia in sapere in weid o wid + tos, derivato con aggiunta di suffisso aggettivale; latino uidtos poi visum, lingue germaniche si formano le parole saggio e saggezza, ingl wise wisdom. é una radice antichissima condivisa da tutte le lingue. Nella nostra frase latina abbiamo nescio; verbo base scio, concorrenza tra radice weid specializzata nel vedere e quella della conoscenza in latino scire radice di origine controversa: secondo alcuni parte dal concetto concreto del tagliare, recidere quindi separare, decidere quindi sapere, come da cernere al certo o al decreto, partenza da operazioni materiali come passare al setaccio. Scio è verbo produttivo, scienza scibile sciente onnisciente; da scienter it ridetermina l’avverbio scientemente, conscientia coscienza conscio. Ma l’idea di scire si esprime in it con sapere, lat sàpere apparteneva alla terza coniugazione, sapio sapere ma è poi passato alla seconda, oggi l’accento è sulla desinenza. I verbi in -io avevano omofoni nei verbi della seconda dove la e iniato diventava i moneo monio; il parlante di fronte all’-io della terza e uno della seconda derivato da eo si confondeva, quindi ha ricostituito un sapére. Da sapio abbiamo poi come forma dotta sapiente. Il francese ha lenito l’intervocalica lenizione iberogalloromanza sabér poi spirantizza ed e lunga dittonga, savoir, ricorda la pronuncia ua dei tempi della rivoluzione francese, era quella delle classi popolari. Latino sapere = aver sapore, ambito concreto che passa all’astratto.
Undicesima frase: verbo vedere compl ogg min herran il mio signore, poi avverbio di tempo ??. Significato oggi cioè in questo giorno, elemento deittico nella prima sillaba, hi. Latino: hodie ha h iniziale non etimologica, lo vediamo dalla comparazione che spiega la storia della parola. Sanscrito adia, stessi elementi del latino,a corrispondono ad o ed e, la i è semivocalica, dittongo ascendente dove la semivocale si conserva anche graficamente. Il latino probabilmente l’ha inserita per una falsa etimologia, che la riconnette a un hoc die; avverbio odie invece non è segmentabile o-die Gotico oggi imdaga dativo, in questo giorno, dativo di tempo, non c’era ablativo. Falisco costruzione simile foiede questo giorno.
Dodicesima frase: ambito diverso, id est mitte sellam, trad metti la sella (al mio cavallo). Tedesco gi sattilo min ros ?. Gi oggi ge idea perfettiva o collettiva, qui perfettiva, compi l’azione di mettere la sella. Alla base di sella radice *sed = io sono seduto, che ha dato una pletora di derivati nei vari gradi sod sd sod con o breve o lunga come la e.  Vocale breve: sedla per assimilazione sella; verbo sedeo it siedo dove e breve dittonga, forma analogica come vedo e non c’è sieggio. Greco hezo da sedjo, s lascia spirito aspro, dj dà affricata, anche hezomai. Lingue germaniche ben conservato nel gotico sitan, e breve diventa i e sonora diventa sorda, appartiene alla quinta classe dei verbi forti; preterito sing sat plur setum sitans.
Radice *sed con tutte le 86 variazioni apofoniche: Per il gotico nel preterito plur e lunga si conserva e lunga, è l’unica lingua germanica che conserva e lunga primaria. Ingl moderno inf to sit, se deriva dal grado e breve come l’inf gotico è anomalo, nel resto del germanico e breve rimane e; ma qui il verbo non si compone aggiungendo la desinenza di infinito ma anche un formante in j, la consonante sonora per Grim diventa sorda come in gotico ma la j nella sillaba seguente ha influenzato la e della sillaba precedente chiudendola in i, attirandola verso l’alto. La i aveva prodotto un raddoppiamento, sittan poi sit. Quindi sitjan sittan sit. Sit dunque deriva da sed in vocale breve come sedeo latino. Preterito sat, le voci del plurale hanno influito sul sing. Tedesco moderno sitzen, e breve è stata influenzata da i della sillaba successiva, deriva dallo stesso sitjan; fase di raddoppiamento e seconda rotazione consonantica, la seconda t preceduta da t consonante è diventata affricata; preterito zass, contaminazione tra preterito plur e sing, sing a breve plur a lunga, la vocale è a lunga perché viene dal plur. Part gesessen???, non c’è stata la j, se come sed indoeuropeo grado normale in e breve, per Grim diventa set e per seconda rotazione consonantica diventa sibilante forte. Ingl verbo to set = porre a sedere, è il causativo corrispondente a to sit. Il causativo era caratterizzato dal timbro o della radice che è al grado forte come è tipico di questi verbi anche in latino (memini ricordo moneo faccio ricordare). Suffisso jan anch’esso caratteristico del causativo, germanico sibilante, o breve diventa a, sonora che diventa sorda per Grim, satjan, forma testimoniata anche in gotico. In ingl j influenza la a, metafonia palatale, setttan per geminazione dovuta ad j e perdita della sillaba finale set. L’apofonia permette quindi arricchimento del lessico e concettuale della lingua.
Sattilo traduce il mitte sellam latino, tedesco sattel, ingl sattle; il rapporto tra le due forme è corretto perché se esisteva in germanico una forma con la sonora il tedesco risponde con la sorda per seconda rotazione. Si è supposto che queste due parole relative al sellare siano un prestito da altra lingua anche se molto antico; se fosse vero avremmo il problema del cavalcare e dei cavalli, come usarli in guerra e addomesticarli, dunque quando sono stati montati o impiegati per una certa attività. Sella è strumento che permette di sedersi, in latino significava anche sedia sedile,e ricordiamo che ogni carica aveva le sue sellae. Sella gestatoria = portantina, arrivata senza soluzione di continuità alla sedia gestatoria del Papa. It sedia, normale esito di liquida preceduta da consonante ma da questo nesso dj si ha seggia e il diminutivo seggiola. Greco attestata forma hellà, riportata da Esichio lessicografo attico del V sec d. C. w la Porro! Esichio spiega hellà come cattedra ossia sedia, anche cathedra ha la radice sed. La radice è produttiva in tutte le lingue e in tutti i gradi apofonici, da sod latino sodiom (con j) solium con la liquida in luogo della dentale per influsso dialettale dei vicini, fenomeno di sabinismo un tempo ma ora fenomeno dialettale in genere. Altra alternanza possibile tra r e d, meridies ha r non etimologica perché fatto su medius dies dovrebbe essere *medidies ma r deriva dalla parlata umbra; cos’ arcesso invece di adcesso. Ancora sostituzione l d dacruma lacrima dingua lingua. Anche  nel sanscrito la radice è attestata in tutte le forme, si trova sempre sad breve o lunga a seconda del punto di partenza. A lunga in sanscrito può anche venire da o breve, se le vocali finiscono tutte in a infatti l’apofonia teoricamente sembra annullata; il sanscrito mantiene viva la distinzione apofonica in un caso, quando o breve viene continuata da a lunga cambiando la quantità come segno distintivo dell’alternanza apofonica, caso della legge di Brugman. Greco gignomai presente raddoppiato con grado zero; aor con grado normale gen; perffetto con grado forte gon. Il sanscrito nel perfetto risponde con a lunga, marca del preterito e per questo si conserva cambiando la quantità. Grado zero della radice sed sod sd, latino ni dentro + sd nisdus ma la sorda s a contatto con d si sonorizza nizdus e infine cade la sibilante e i si allunga nidus it nido i proveniente da i lunga. Questa formazione con ni sedere dentro si trova anche nell’armeno nstim dove n è quel che rimane del preverbio, radice sd diventa st per una rotazione da sonora a sorda, vocale tematica i e desinenza m, stessa idea di nidus stare seduto dentro; cos’ nel tedesco nest, sonora diventa sorda vedi nestlè che ha come logo un nido. Nel paradigma di sedeo sedi ha e lunga per apofonia quantitativa del preterito e sessum viene da sed con la vocale breve.
Nella nostra frase l’acc dipendente da sattilo è il cavallo ross, il puledro. Tedesco ross ingl horse con metatesi di r ed o. Qui le forme non sembrano continuare la stessa radice di equos (velare palatale) e hippos; la radice aveva una velare palatale con u semivocalica.

Corrispondente di home gotico haims, in entrambi sorda aspirata iniziale quindi doveva esserci unocclusiva sorda, esito di legge di Grim; ai in origine oi, in ingl a lunga poi o perché seguita da nasale, e giunta grafica finale. In composizione, come ultima sillaba, il termine si abbrevia come ad esempio nei nomi di città (Nottingaha), significa insediamento o villaggio di, haims significa villaggio. Con questo valore di insediamento vi è anche il termine tedesco haimat, prima parte stesso elemento, ed è la patria. Boiheim diventa Boemia, patria dei Boi tribù celtica. Home oggi si può usare quasi in forma avverbiale, go home; struttura simile a quella del latino, parole che perdono la preposizione ed hanno valore di moto a luogo. Radice *koim grado forte, grado normale *keim greco keimai giacere, da koim causativo metto a giacere koimao, da qui luogo dove si dorme koimiterion il nostro cimitero. Il corrispondente latino domus testimoniato in sanscrito greco slavo antico e attuale (ier duro), armeno, casa nel senso della costruzione. Dal grado nromale *dem gotico timrian costruire, ingl con inserzione di b eufonica parola che significa costruire rivestendo di legno; verbo attestato anche nel tedesco, affricata iniziale di parola per seconda rotazione e assimilazione gotico mr tedesco rr ???. Inglese timber legname da costruzione, Timberland ecc.

Genitivo: del mio signore nel tedesco, del signore mio in latino. Sostantivo her ???, come il nostro senior signore era un comparativo, base suffisso di comparativo o desinenza di nominativo, il suffisso di comparativo non era tonico; esso era un is heriso accento su e, s sorda non è preceduta da accento e per Werner si sonorizza e rotacizza heriro sparisce i herr. Is che dà nozione del più è lo stesso di magis, grado zero di *ies ios; si parte da her e si arriva a herr attraverso Werner perdita di i e due r. Questo termine significa più vecchio, quindi nobile augusto maestoso, la persona anziana diventa degna di ammirazione; alla fine di questo percorso arriva a significare signore feudale o nostro Signore Gesù Cristo. Passa a questi significati per un influsso del latino in particolare di quella cristiano, cambiamento circa nel VI secolo. Base her: si trova anche nellingl hor = dai capelli grigi, vecchio, ma termine poco usato; Radice iniziante per sorda occlusiva poi dittongo eir oir *keir koir; l’inglese testimonia il primo livello semantico di vecchio. Nel testo latino abbiamo la parola senior comparativa, ior è ios diventato tale per rotacismo, la o è lunga in senioris mentre è breve in senior perché in fine di parola; sen è la base che dà il significato, stessa di senatus formazione che indica insieme di, collettivo, altro esempio su eques equitis equitatus. Su sen con quest’idea di anziano nel gotico cera sinist: sibilante rimane, e breve latina in gotico passa ad i, n rimane, ist elemento di superlativo, greco istos, lingue germaniche better best, ciò che rimane di ist. Sinisti è il più vecchio, processi cognitivi identici in lingue diverse: Amiano Maarcellino V 7-14 sinistus sacerdos apud Burgundios maximus. Traduzione: presso i Burgundi il sacerdote di più alto grado si chiama sinisto. Il più vecchio è il sacerdote, nel greco c’è idea analoga presbuteros. Armeno him = vecchio opposto a nuovo; in questa lingua s iniziale scompare lasciando lieve aspirazione, e breve seguita da nasale chiude in i. Nel greco abbiamo henos isoglossa greco-armena, anche qui sibilante sparisce lasciando aspirazione; al femminile hene è l’ultimo giorno del periodo del ciclo lunare di 28 giorni, l’una che finisce e poi comincia, l’una vecchia e nuova. Antico indiano sanah, stessa formazione. In sanscrito ah deriva da os e cos’ il greco, anche il latino aveva una terminazione simile *senos ma è stato condizionato dall’opposto iuvenis ed è diventato senis seni senem declinato secondo il modello di terza declinazione come iuvenis, polarizzazione dei due opposti. Il nom è senex termine diverso, fenomeno del suppletivismo, tema differente da quello del genitivo. Stesso fenomeno attestato in iecur iecinoris. Da senex si spiega il nome proprio Seneca con la velare, e senectus la vecchiaia con la stessa velare. L’antico indiano ha sanaca, accento sull’ultima a sanacah; in area indoeuropea esistevano i due tipi *senos e senec da cui questi derivati, a questo termine copre tutta l’area indoeuropea per indicare la vecchiaia, in certe lingue si oppone a nuovo e in altre a giovane.

Possessivo: tutti sono fatti sul pronome personale corrispondente, per la prima persona è sul me, è su forme flesse e non sul nominativo. Me meus latino, stesso procedimento nelle lingue germaniche. Ingl moderno my, esiste anche l’espressione a friend of mine; mine si è abbreviato in mi con i lunga perché risultato di contrazione, poi scritta y.

 

Terza frase: id est da quale terra natia vieni?

Si intravede nelle forme tedesche l’uso del pronome di seconda persona singolare e plurale, oggi ingl you per entrambi forma di cortesia perché si parla a una persona usando il plurale e cos’ si sovrappongono le due forme. Da quale lat de qua, tedesco gueliche, ancora grafia gu iniziale al posto di w caratteristica spiegata con i prestiti trattati in questo modo werra guerra. Labiovelare kwalis, kw è vicino ad l e nel germanico kwal, poi welch ??? per metafonia palatale. Nellingl metatesi wh which, sparisce l; lo stesso elemento interrogativo o relativo del lat quod è presente in tutte le lingue con varie combinazioni.

Terra: lande, sostantivo molto diffuso e impiegato in più lingue con varie sfumature semantiche: terra regione campagna stato. Il punto di partenza è dubbio, per qualcuno è *lend lond radice apofonica; il termine si trova nel celtico land e germanico land. Dal celtico deriva lit landa, terra desolata e remota; franc land da cui si ha come prestito dell’inglese il termine obsoleto ???? = radura. Land in ingl sopravvive e il verbo tu land in origine è giungere in porto, poi atterrare; tedesco landen, stesso procedimento, approdare atterrare. Su questo termine in ingl e tedesco è sato fatto il sostantivo che significa paesaggio, ingl landskape; ma esso è fatto su land ma la seconda parte non continua il corradicale del tedesco schaft ma è prestito dallolandese, lingl normalmente avrebbe avuto un suffisso come ship esatto corrispondente di schaft. Lolandese è lingua germanica che condivide fenomeni e lessico col tedesco, è a sé ma ha dato termini che rispecchiano situazioni economiche e politiche precise diffusi poi nelle altre lingue; alcuni sono partiti nel momento di massimo splendore dei paesi Bassi, e si distinguono per la fonetica, yact battello da caccia poi imbarcazione di grande lussom, ma in tedesco corrisponde alla parola cacciatore. Il latino per lande mette patria, aggettivo che è ciò che rimane dell’espressione terra patria con sparizione del determinato. Lett è terra del padre ovvero paterna, che appartiene al padre. Da questa espressione latina capiamo che nel diritto è il padre che ha il possesso, forse anche nellipotizzabile diritto indoeuropeo; vi era anche la patria potestas che è rimasta fino ad oggi. L’aggettivof patria è diventato sostantivato e su di esso è stato fatto il verbo repatriare = ritornare alla propria patria, it rimpatriare. È stato fatto anche librido patriota dal greco patriotes, suffisso fatto sul greco otes. Agg patrius, presente anche in vedico con lo stesso suffisso finale pitrias, formazione testimoniata ai due estremi dell’area indoeuropea dunque quasi sicuramente antichissima. Non c’è matrius corrispondente per la madre né fratrius per il fratello. Ciò significa che la figura del padre era unica e molto peculiare, lat pater definisce il paterfamilias e il padre biologico; il sanscrito distingue invece pitar paterfamilias e janitar genitore. Espressione Deus pater poi Iuppiter, Giove padre della luce. Patres latini antenati, genealogia, elemento biologico ma spesso falsa, valore sociale perché tutti devono convenire di essere discendenti di quei patres. Gotico atta tata papà, carica affettiva, presenti anche nello slavo; gotico fadar testimoniato una sola volta con il significato di capo del clan.

 

Quarta frase: id est in Francia fui.

Il verbo essere in entrambe le lingue ricorre a diversi temi tra presente e perfetto. Ek pronome di prima persona. Tedesco fui guass invece di wass, stessa grafia di u semivocalica delle frasi precedenti. Stessa forma dellingl was, plurale were. Gotico: inf wisan, preterito singolare was, preterito plurale wesum, participio passato *wisans. Dal tema dell’infinito deriva il presente, dalle forme del preterito lott passato, poi il participio completa lo schema. Cambia la vocale tra le voci, i a e lunga i; esempio di verbo forte della quinta classe, i verbi forti per Grim avevano alternanze vocaliche cioè apofonia. Nella fase indoeuropea si saranno succedute nel paradigma una e breve per linf, o breve per il preterito sing, grado normale e forte; e lunga nel preterito plur, e breve nel participio. Apofonia qualitativa per le prima due voci, quantitativa per la terza e ritorno al grado normale nella quarta. Di questo verbo sopravvivono la forma dellingl was e il plur were dove ha avuto luogo la legge di Werner, alternanza grammaticale: assente nel gotico perché la legge di Werner è arrivata attenuata, ma dove è stata forte l’accento cadeva sulla desinenza e la sibilante diventava wesum sonora poi werun rotacizzata; per questo nel sing s nel plur r.

Essere verbo forte della quinta classe, wisan was wesum wisan (ma il verbo è intransitivo, esistere). Il verbo ha alternanza apofonica di vocale seguita da consonante non liquida o nasale, altrimenti sarebbe di terza o quarta classe.

Il gotico non riceve sempre la legge di Werner, è più rigorosa in altre lingue germaniche. Nelle altre lingue l’accento nel preterito plurale e part pass cadeva sulla sillaba desinenziale, dopo la consonante della radice. S non preceduta da accento si sonorizzava e rotacizzava. Linglese conserva l’alternanza was were, nel tedesco la forma del plurale per analogia si è estesa al singolare.

Latino sum es da radice *es s, preterito fui da una radice presente anche in greco,fuo o physis natura, essere per natura. Entrambi hanno una labiale iniziale, e prima cera labiale aspirata,sonora, il greco la trasforma in sorda. Lo capiamo dal sanscrito che conserva le sonore aspirate, part bhutas; fui fuo bhutas radice *bho. Nonb è però radice senza scwa spiegabili in tutte le derivazioni con i gradi apofonici; serie anit e set e duecentocinquantotto. La nostra radice appartiene allapofonia di serie set, entra in gioco quel suono schwa it laringale ecc. ecc., la serie sait con schwa si chiama set. Part bhutas, pres bhavati, se in sanscrito c’è a e cera la laringale, che davanti alla vocale tematica cade, mentre davanti a consonante si è fuso e ha dato vocale lunga.  Inantico persiano questa radice ha dato la parola bumi = terra, mondo.

Verbo latino vertor germanico tedesco werden gotico wairtan, essere in movimento, volgersi. In italiano il part pass stato deriva da un’altra radice ancora.

Frankia: preceduto da elemento dimostrativo che funge da articolo; nome della popolazione dei Franchi, unica denominazione geografica romanza che porta un nome germanico. Franc è l’indicazione dell’uomo libero, i non liberi sono gli sclavi da cui il nome degli slavi; derivato latino sclavones, schiavoni, lido degli Schiavoni nella zona di Venezia e Jesolo; da una parte libertà, dall’altra popolazione sottomessa.

Quinta frase: id est quid fecisti ibi? Termine wass, in aat era con la sonora; anche qui il nostro autore scrive guas, forse sentiva la a leggermente turbata.

Ibi, dar, avverbio di luogo. Oggi è presente anche la forma da senza r, derivato darin; contiene elemento deittico *tod greco to, lat istud, it cod-esto.  Germanico prima consonante diventa spirante sorda, e la sonora diventa sorda, gotico thata ingl that. In inglese a in un monosillabo si è palatalizzata in e aperta, è stata scritta thet ma poi è tortnata a that mantenendo la pronuncia palatalizzata. R è elemento che indica luogo, n tempo; thar than, ingl there the; dapprima ????? poi grafia con the. Nel tedesco la thorn nel 750 diventa occlusiva d, ecco dar.

Verbo, seconda persona singolare o plurale come forma di cortesia, che si è uniformata in inglese con you. Ricordare la seconda rotazione consonantica della zona tedesca meridionale dove non tutti i dialetti sono stati toccati nelle consonanti allo stesso modo; il parlante romanzo scrive daden, doveva essere più probabilmente con le due sorde, ma è varietà dialettale. Tedesco tun ??? ingl to do, ingl subisce solo la prima rotazione. All’inizio sonora semplice, per Grim sonora aspirata;(per Grim al contrario). Con dh iniziale di parola lat f, facio feci. Greco sorda aspirata tithemi. Gotico ga-de-t = fatto, ingl done. La vocale è una e lunga, elemento schwa serie set. Questo suono al grado normale può presentarsi come vocale lunga, cosa che non si trova nella serie anit dove al grado normale stanno solo vocali brevi; al grado ridotto vocale breve, facio, tithemen. In tutti i casi il significato è quello di fare come collocare, porre; greo thema thesis. Il perfetto feci non è il più tipico, la velare fa più parte di un sistema cappatico che di quello latino. Il presente facio deriva dal grado riditto, costituito dalla semplice vocale che è il risultato del semplice schwa. Prendiamo la vocale e, serie set: grado normale e lunga, grado riditto schwa, dittongo eu u ei i; la vocale lunga al grado normale è data da vocale + schwa, dittongo grado normale vocale + semivocale; cos’ nel riditto vocali semplice schwa, dittingo solo semivocale. La riduzione in entrambi i casi è quella della vocale. In latino dh ad inizio parola dà solo f, ma se è in composizione: sacer-dos, interno di parola la sonora aspirata diventa occlusiva. Con.-do ab-do stessa radice all’interno di parola. Se dh all’interno di parola diventa f c’è stato influsso osco. In inglese questa radice ha dato il sostantivo dom (o lunga) doms = giudizio, qualcosa che viene posto e non è modificabile. Però questo sostantivo è stato usato molto nel significato di condizione, modo di essere ed è entrato in composizione con aggettivi ed altre parole; in seconda posizione cioè atona si abbrevia ed è poi servito a formare diversi astratti freedom wisdom. Quest’idea del porre se è stata unita ai verbi ed ha formato locuzioni per indicare il passato (ingl love loved) dà origine al preterito, aver posto la condizione di amare. Questa radice dunque secondo alcuni, in igl ridotta alla d, è andata a formare i verbi deboli delle lingue germaniche. Latino seconda persona fec-is-ti, is può essere elemento che indica il preterito, marca temporale, greco elipes; ti sarebbe elemento che può essere confrontato con il tha che compare in alcuni perfetti greci (??????????????).

Ibi: italiano ivi. Deriva da un elemento dimostrativo che si ritrova in is id eia poi ea. In aggiunta elemento avverbiale dhi, confronto con greco tothi autothi. In latino la forma attesa era ***idi, ibi è stato influenzato da ubi, dove b è etimologica anche se deriva anch’essa da un dh tipico degli avverbi di luogo: infatti in ubi c’è la u davanti vocale labiale, e la dentale preceduta da u r dà b, uerbum ingl word.

 

Sesta frase: id est disnavi me ibi, ho mangiato qui.

L’autore scrive la consonante finale di parola con qualcosa che assomigliava, tsz, preterito prima persona singolare di verbo forte della prima classe. In preverbio identico alla preposizione e indica l’interno, si trova in tutte le lingue. Prima classe alternanza che prevede inf al grado normale con vocale e, qui è dittongo quindi ei; preterito sing grado forte con vocale o qui oi; preterito plur grado ridotto qui vocale semplice i; part pass grado ridotto qui i. Radice *bheid bhoid bhid. Gotico inf beitan (leggi bitan) dittongo indoeuropeo ei diventa i lunga ma sul modello greco è scritto ei; preterito sing bait, preterito plur bitum, part pass bitans. Il significato originario è fendere spaccare mordere, latino findere verbo con infisso in nasale. Ingl bite, ant ingl bitam???? Con i lunga derivata dal dittongo. Tedesco seconda rotazione sulla t sonora germanica, beissen. Da questa radice e nozione del mordere si ha questo verbo forte ma anche dal grado ridotto un sostantivo: ingl a little bit un piccolo morso un pochino, tedesco bissen boccone. Su questo sostantivo in tedesco è stato fatto un diminutivo, bischen? = un pochino. Da questa stessa radice con raddoppiamento in ingl è derivato anche bitter = qualcosa di acuto e amaro, bitter campari. Nel tedesco della Svizzera lo spuntino è il inbis. In area romanza si ha il verbo disnavi con presenza anomala del pronome; perfetto che richiama le nostre forme dialettali, deriva da un verbo composto da dis che indica il contrario + ieiunare, il contrario del digiuno. Sequenza eu latina nelle lingue romanza evolve verso i quindi disiunare, l’accento va su a e le parti precedenti si perdono arrivando a disnare. Il verbo è alla base dellant franc disner, da cui it desinare con inserimento di una vocale epentetica tra s ed n e normale evoluzione di i in e. Franc moderno diner, prestito in ingl dinner. Accanto alla forma ieunare nel latino parlato o popolare cera ieiun-are ieiunus,. Nel passaggio dal lat allit la i semivocalica diventa affricata palatale, *gegiunare che si dissimila in digiunare; il franc ???? colazione viene da questa forma con il prefisso de, non digiunare. Il concetto di rompere il digiuno sta alla base del breakfast, break = rompere, fast termine germanico per digiuno. Fast significa anche ben tenuto, fisso, attacccato e assume significato di astenersi dal cibo in epoca cristiana quando si diffonde l’idea della continentia o observantia; continentia è il sapersi moderare, observantia è sepersi conservare e limitare.

Settima frase: id est vidisti seniorem meum ad matutinam?(che razza di latino!). Traduzione hai visto il mio signore stamattina presto o alla recita delle ore del mattutino (boh?????). Non sappiamo se ci si trovi in contesto monastico o laico, seniorem era il signore feudale e il Signore Dio. Nell’altra lingua si ha di nuovo un verbo forte: prima sillaba ke che l’autore scrive que, incertezza a riprodurre i suoni della lingua straniera, oggi ke è ge preverbio che si trova con valore perfettivo o di collettivo. Radice ben attestata nel lat sequor, greco hepomai, idea di base è seguire; ant indiano saketai, condizioni per applicazione di legge di Collins-Smidt,Saussure sachate: velare + e in lingua satem per palatalizzazione aria diventa ch, e poi diventa a e dittongo ai diventa e, corrisponde ad hepetai. Gotico saikwan, digramma ai indica vocale di timbro e perché davanti ad h, frattura gotica; per Grim labiovelare sorda diventa spirante labiovelare sorda. Verbo forte con e breve seguita da consonante né liquida né nasale, quinta classe;

Paradigma del verbo gotico sekwan alternanza apofonica ben visibile nel gotico cioè nella fase più antica. Lingue germaniche moderne, ingl sibilante rimane, e rimane, spirante h si perde elemento labiale del hv, seoan trittongo che semplifica diventando seen suono palatale turbato con caratteristiche sia della parte posteriore sia anteriore; poi prevale timbro e, vocale lunga scritta dopo il 1350 con doppia e, to see. Tedesco non ha problema di alterazione della vocale breve, seen leggi s sonora, sean poi seen, si perde l’elemento velare. Nelle voci del preterito ingl saw ancora con vocale a, dal part pass tedesco geseen o comunque ????. Quanto al significato della radice, può essere che da seguire si potrebbe  avere idea di seguire con gli occhi e quindi vedere, ipotesi per spiegare ingl e tedesco e nordico attuali. Corrispondente latino video da radice *weid woid wid. Nel tedesco la posizione dell”agg mio è già fissa davanti al nome, in latino è dopo.

Matutinus: matut dea mater matuta nel pantheon del Lazio antico, poteva avere la prerogativa di divinità dell’aurora, della giornata che inizia. Maschile derivato di termine arcaico poco attestato matus = buon tempo cioè del presto, di buon’ora, inizio del giorno. Matus è anche alla base di maturus = che ha raggiunto il massimo dello sviluppo. Sul Ma c’è anche manis =significato di partenza buono abbinato al tempo forma mane = il mattino. De mane locuzione da cui deriva il nostro domani, cos’ come nel francese; il presto del mattino passa a indicare il presto del giorno successivo, stessa idea del tedesco morgen = domani che in origine era mattino presto. Su mane anche spagnolo manana = domani. Da manis buono immanis contrario del buono, it immane non buono in quanto terribile; i Manes sono gli deipositivi. Immane contiene l’idea espressa dal maturo, crudele è qualcosa che non matura quindi che non diventa dolce, se è frutto rimane acido e cattivo altrimenti crudele.

Ottava frase: espressione tedesca più lunga del latino, lat non tedesco trad certamente no. Forma corretta triuwo, in ingl dittongo eu sempre iu no in gotico, nelle altre lingue cambia a seconda di quanto segue; tedesco moderno treu fedele certo sicuro Significato: in indoeuropeo c’era una sonora d, poi r *dreu *dru greco sfrutta grado ridotto drus druos = quercia, albero immagine della forza e stabilità. In greco pianta, in germanico aggettivo con idea di certezza e fedeltà; esiste anche nell’onomastica, Ulof Trugvason nome di eroe nordico, trug sempre abbinato alle assicurazzioni.

Nain scritto come pronunciato: negazione, non latino deriva da ne onom neppure uno forma finale non. Ne è la base delle negazioni di quasi tutte le lingue conosciute.

Frase nona: trad dove è il tuo signore? Ancora posizione differente del possessivo; interrogativo ancora scritto con gu dal nostro autore. Tuo forma corretta din, l’autore soggetto all’incertezza della lingua e alle varietà dialettali scrive con la sorda; forma din fatta sul pronome du di seconda persona. Lat tu agg tuus, esisteva un pronome tu con u lunga. Lingue germaniche, al posto dell’occlusiva c’era la spirante sorda th, ingl thou perché u lunga è scritta ou, oggi è solo nelle preghiere; estensione successiva di you seconda persona plur anche alla sing. Tedesco du, la spirante sorda germanica nel 750 diventa d, e gli aggettivi sono fatti sul pronome.

Frase decima: trad non so risposta alla domanda della frase 9, espressione ad altissima frequenza. Verbo forma corretta weiss autore gueiss coerenza nell’errore. Tedesco moderno ???, gotico wittan = sapere, per aver visto; verbo preterito-presenti, stessa tipologia del latino novi, corrispondenze di questi verbi anche in sanscrito. U semivocalica iniziale, radice *uid grado ridotto; lat video dallo stesso grado, con i breve it vedo da vedjo veggio e per analogia vedo come vedi vede. Sanscrito w si conserva trascritto v, vidmas = noi sappiamo; greco con digamma vidmen poi idmen caduta di digamma noi sappiamo. Grado normale weid: gotico wait. Da weid participio greco eidòs = vedere sapere; da oi gotico wait latino vidi con i lunga perché il dittongo oi rimane condizionato dalla presenza della w davanti, in altri casi diventa u. Sempre da oi greco oida sanscrito veda. Idea di vedere che sfocia in sapere in weid o wid + tos, derivato con aggiunta di suffisso aggettivale; latino uidtos poi visum, lingue germaniche si formano le parole saggio e saggezza, ingl wise wisdom. é una radice antichissima condivisa da tutte le lingue. Nella nostra frase latina abbiamo nescio; verbo base scio, concorrenza tra radice weid specializzata nel vedere e quella della conoscenza in latino scire radice di origine controversa: secondo alcuni parte dal concetto concreto del tagliare, recidere quindi separare, decidere quindi sapere, come da cernere al certo o al decreto, partenza da operazioni materiali come passare al setaccio. Scio è verbo produttivo, scienza scibile sciente onnisciente; da scienter it ridetermina l’avverbio scientemente, conscientia coscienza conscio. Ma l’idea di scire si esprime in it con sapere, lat sàpere apparteneva alla terza coniugazione, sapio sapere ma è poi passato alla seconda, oggi l’accento è sulla desinenza. I verbi in -io avevano omofoni nei verbi della seconda dove la e iniato diventava i moneo monio; il parlante di fronte all’-io della terza e uno della seconda derivato da eo si confondeva, quindi ha ricostituito un sapére. Da sapio abbiamo poi come forma dotta sapiente. Il francese ha lenito l’intervocalica lenizione iberogalloromanza sabér poi spirantizza ed e lunga dittonga, savoir, ricorda la pronuncia ua dei tempi della rivoluzione francese, era quella delle classi popolari. Latino sapere = aver sapore, ambito concreto che passa all’astratto.

Undicesima frase: verbo vedere compl ogg min herran il mio signore, poi avverbio di tempo ??. Significato oggi cioè in questo giorno, elemento deittico nella prima sillaba, hi. Latino: hodie ha h iniziale non etimologica, lo vediamo dalla comparazione che spiega la storia della parola. Sanscrito adia, stessi elementi del latino,a corrispondono ad o ed e, la i è semivocalica, dittongo ascendente dove la semivocale si conserva anche graficamente. Il latino probabilmente l’ha inserita per una falsa etimologia, che la riconnette a un hoc die; avverbio odie invece non è segmentabile o-die Gotico oggi imdaga dativo, in questo giorno, dativo di tempo, non c’era ablativo. Falisco costruzione simile foiede questo giorno.

Dodicesima frase: ambito diverso, id est mitte sellam, trad metti la sella (al mio cavallo). Tedesco gi sattilo min ros ?. Gi oggi ge idea perfettiva o collettiva, qui perfettiva, compi l’azione di mettere la sella. Alla base di sella radice *sed = io sono seduto, che ha dato una pletora di derivati nei vari gradi sod sd sod con o breve o lunga come la e.  Vocale breve: sedla per assimilazione sella; verbo sedeo it siedo dove e breve dittonga, forma analogica come vedo e non c’è sieggio. Greco hezo da sedjo, s lascia spirito aspro, dj dà affricata, anche hezomai. Lingue germaniche ben conservato nel gotico sitan, e breve diventa i e sonora diventa sorda, appartiene alla quinta classe dei verbi forti; preterito sing sat plur setum sitans.

Radice *sed con tutte le 86 variazioni apofoniche: Per il gotico nel preterito plur e lunga si conserva e lunga, è l’unica lingua germanica che conserva e lunga primaria. Ingl moderno inf to sit, se deriva dal grado e breve come l’inf gotico è anomalo, nel resto del germanico e breve rimane e; ma qui il verbo non si compone aggiungendo la desinenza di infinito ma anche un formante in j, la consonante sonora per Grim diventa sorda come in gotico ma la j nella sillaba seguente ha influenzato la e della sillaba precedente chiudendola in i, attirandola verso l’alto. La i aveva prodotto un raddoppiamento, sittan poi sit. Quindi sitjan sittan sit. Sit dunque deriva da sed in vocale breve come sedeo latino. Preterito sat, le voci del plurale hanno influito sul sing. Tedesco moderno sitzen, e breve è stata influenzata da i della sillaba successiva, deriva dallo stesso sitjan; fase di raddoppiamento e seconda rotazione consonantica, la seconda t preceduta da t consonante è diventata affricata; preterito zass, contaminazione tra preterito plur e sing, sing a breve plur a lunga, la vocale è a lunga perché viene dal plur. Part gesessen???, non c’è stata la j, se come sed indoeuropeo grado normale in e breve, per Grim diventa set e per seconda rotazione consonantica diventa sibilante forte. Ingl verbo to set = porre a sedere, è il causativo corrispondente a to sit. Il causativo era caratterizzato dal timbro o della radice che è al grado forte come è tipico di questi verbi anche in latino (memini ricordo moneo faccio ricordare). Suffisso jan anch’esso caratteristico del causativo, germanico sibilante, o breve diventa a, sonora che diventa sorda per Grim, satjan, forma testimoniata anche in gotico. In ingl j influenza la a, metafonia palatale, setttan per geminazione dovuta ad j e perdita della sillaba finale set. L’apofonia permette quindi arricchimento del lessico e concettuale della lingua.

Sattilo traduce il mitte sellam latino, tedesco sattel, ingl sattle; il rapporto tra le due forme è corretto perché se esisteva in germanico una forma con la sonora il tedesco risponde con la sorda per seconda rotazione. Si è supposto che queste due parole relative al sellare siano un prestito da altra lingua anche se molto antico; se fosse vero avremmo il problema del cavalcare e dei cavalli, come usarli in guerra e addomesticarli, dunque quando sono stati montati o impiegati per una certa attività. Sella è strumento che permette di sedersi, in latino significava anche sedia sedile,e ricordiamo che ogni carica aveva le sue sellae. Sella gestatoria = portantina, arrivata senza soluzione di continuità alla sedia gestatoria del Papa. It sedia, normale esito di liquida preceduta da consonante ma da questo nesso dj si ha seggia e il diminutivo seggiola. Greco attestata forma hellà, riportata da Esichio lessicografo attico del V sec d. C. w la Porro! Esichio spiega hellà come cattedra ossia sedia, anche cathedra ha la radice sed. La radice è produttiva in tutte le lingue e in tutti i gradi apofonici, da sod latino sodiom (con j) solium con la liquida in luogo della dentale per influsso dialettale dei vicini, fenomeno di sabinismo un tempo ma ora fenomeno dialettale in genere. Altra alternanza possibile tra r e d, meridies ha r non etimologica perché fatto su medius dies dovrebbe essere *medidies ma r deriva dalla parlata umbra; cos’ arcesso invece di adcesso. Ancora sostituzione l d dacruma lacrima dingua lingua. Anche  nel sanscrito la radice è attestata in tutte le forme, si trova sempre sad breve o lunga a seconda del punto di partenza. A lunga in sanscrito può anche venire da o breve, se le vocali finiscono tutte in a infatti l’apofonia teoricamente sembra annullata; il sanscrito mantiene viva la distinzione apofonica in un caso, quando o breve viene continuata da a lunga cambiando la quantità come segno distintivo dell’alternanza apofonica, caso della legge di Brugman. Greco gignomai presente raddoppiato con grado zero; aor con grado normale gen; perffetto con grado forte gon. Il sanscrito nel perfetto risponde con a lunga, marca del preterito e per questo si conserva cambiando la quantità. Grado zero della radice sed sod sd, latino ni dentro + sd nisdus ma la sorda s a contatto con d si sonorizza nizdus e infine cade la sibilante e i si allunga nidus it nido i proveniente da i lunga. Questa formazione con ni sedere dentro si trova anche nell’armeno nstim dove n è quel che rimane del preverbio, radice sd diventa st per una rotazione da sonora a sorda, vocale tematica i e desinenza m, stessa idea di nidus stare seduto dentro; cos’ nel tedesco nest, sonora diventa sorda vedi nestlè che ha come logo un nido. Nel paradigma di sedeo sedi ha e lunga per apofonia quantitativa del preterito e sessum viene da sed con la vocale breve.

Nella nostra frase l’acc dipendente da sattilo è il cavallo ross, il puledro. Tedesco ross ingl horse con metatesi di r ed o. Qui le forme non sembrano continuare la stessa radice di equos (velare palatale) e hippos; la radice aveva una velare palatale con u semivocalica.