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5 Maggio 2026
✨ Il Salmo 65(66) con il ritornello “Grandi sono le opere del Signore” è un inno di lode che invita l’assemblea a riconoscere la presenza di Dio nella storia, nelle prove e nella vita quotidiana. È un salmo che unisce memoria, gratitudine e testimonianza personale.
Riflessione sul Salmo responsoriale 65 (66)
Il Salmo 65(66) è uno dei grandi inni di ringraziamento della Scrittura. È un testo che nasce dalla preghiera del popolo, ma che si fa anche voce del singolo credente. Le fonti bibliche mostrano che il salmo unisce due sezioni: un inno comunitario (vv. 1–12) e una preghiera personale di ringraziamento (vv. 13–20) . Questa struttura lo rende particolarmente adatto alla liturgia: l’assemblea proclama le opere di Dio, e il credente risponde con la sua testimonianza.
1. “Acclamate Dio, voi tutti della terra” – La lode che nasce dalla meraviglia
Il salmo si apre con un invito universale: tutta la terra è chiamata a lodare Dio. Non è un comando imposto dall’alto, ma la constatazione che la grandezza di Dio è così evidente da suscitare spontaneamente stupore. Le “opere terribili” di cui parla il testo non sono minacce, ma eventi che rivelano la potenza salvifica di Dio: l’Esodo, il passaggio del mare, la liberazione del popolo .
Dire “Grandi sono le opere del Signore” significa riconoscere che la storia non è un susseguirsi di eventi casuali, ma un cammino accompagnato.
2. “Venite e vedete le opere di Dio” – La memoria che salva
Il salmo invita a vedere, non solo a ricordare. La memoria biblica non è nostalgia: è un atto che rende presente ciò che Dio ha fatto. Il popolo rilegge la propria storia:
- il mare che si apre,
- il fiume attraversato,
- la liberazione dalle oppressioni.
Questi eventi diventano chiave di lettura del presente: se Dio ha salvato allora, può salvare anche oggi.
3. “È lui che ci mantiene fra i viventi” – La vita come dono
Al centro del salmo c’è un’affermazione semplice e radicale: la vita è custodita da Dio. Non siamo vivi per caso, né per merito nostro. Il salmista riconosce che Dio “non ha lasciato vacillare i nostri piedi” anche quando il cammino è stato duro .
Questa consapevolezza genera gratitudine: la lode nasce dal sentirsi sostenuti.
4. “Tu ci hai messi alla prova… poi ci hai fatto uscire verso l’abbondanza” – Le prove come purificazione
Il salmo non nasconde la fatica: parla di agguati, oppressioni, fuoco e acqua. Eppure, queste immagini non sono disperazione: sono purificazione, come l’argento che viene raffinato nel fuoco .
La fede biblica non elimina le prove, ma le trasforma: ciò che sembrava distruggere diventa occasione di crescita.
5. “Venite, ascoltate… narrerò quanto per me ha fatto” – La testimonianza che evangelizza
Nella seconda parte del salmo, la voce cambia: non parla più il popolo, ma il singolo credente. È la dinamica della liturgia: l’assemblea proclama, il fedele risponde. La testimonianza personale diventa annuncio: Dio ascolta, Dio interviene, Dio non abbandona.
Il salmo si chiude con una certezza: “Dio ha ascoltato… non mi ha negato la sua misericordia.” È la sintesi perfetta della fede biblica.
Conclusione
Il ritornello “Grandi sono le opere del Signore” non è un semplice commento poetico: è la chiave interpretativa dell’intero salmo. Le opere di Dio sono grandi perché:
- liberano,
- custodiscono,
- purificano,
- rinnovano,
- ascoltano il grido dell’uomo.
Pregare questo salmo significa imparare a leggere la propria vita con occhi nuovi: non come una sequenza di eventi casuali, ma come una storia abitata da Dio.
💬 Spartito e Testo





