I ATTO

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“OMNIS DETERMINATIO EST NEGATIO ?” (Spinoza)

                                                                  Il Pensatore di Rodin

  

( Si apre il sipario. Un bidello in divisa riordina un tavolo allestito per una conferenza. E’ visibilmente trafelato, ansioso. Sopraggiunge un dirigente del personale ATA della scuola )

 

Raffaele              – Michè, mi raccomando! Sta tutto a posto?

 

Michele                –  Tutto a posto Raffaè, nun te ne n’caricà! (Occupando il centro del palco, davanti al pubblico) Ma vui verite oggi che m’aveva capità! Cà già a vacante jamme buone carichi! Non basta il registro per le firme da sistemare, il campanello da suonare, la porta da aprire, le mamme chè mò portano il panino al figlio pe nun ò fà sciupà, mò le portano ò mantesino pecchè à maestra Emilia se mette a alluccà…. Stamattina ci volevano pure i giudici!

 

Raffaele               – Eh… caro Michele… ste maestre nun tenne proprio a che pensà! Dove dovevano portare gli alunni in gita quest’anno? ALLA CORTE COSTITUZIONALE! E mò bene ce stà! I giudici hanno pensato di ricambiarci la visita e vogliono venire qua per mettere sotto processo la nostra scuola! Ma tu ci pensi? Quelli l’hanno fatto apposta “ Accussì à prossima vota ve m’parate! Mò ve facimme vere nui, comme ve cumbinamm!”

 

Michele                -E a me che me ponno rice? Guarda stammatina comme me so preparato bello!

 

Raffaele               -Che ti possono dire? E che ne saccio Michè! Certo… n’cuoglie a te se putesse parlà da mò fino a dimane! Ma tu fa nà cosa, approfitta della situazione, fagli capire che guadagni poco e con una famiglia da mantenere…, un piccolo aumento ti farebbe proprio comodo. Magari, se volessero, potrebbero trasferirti anche a Roma!

 

Michele                -Raffaè, ma tu veramente fai? Allora io ci provo. Questi, sò piezzi gruossi. Una loro parola e  la mia vita potrebbe cambiare da così a così! (fa il gesto di rovesciare il palmo della mano). Speriamo bene!

 

(Su una musica per un ingresso trionfale, cominciano a comparire sulla scena cinque

giudici della Corte costituzionale).

 

Raffaele               -Michè, sò arrivati! Vado a chiamare di corsa il Preside e la Capotosto! Mi raccomando! Fai tu gli onori di casa!

 

Michele                -Va bene Raffaè, ma fà subito! Cà à situazione, pe me,  è complicata assai!

 

(Sopraggiungono i giudici sulla scena, che a semicerchio si dispongono intorno al

bidello e prendono a scrutarlo dalla testa ai piedi)

 

1° Giudice           – Buon uomo, dove possono porsi le istituzioni?

 

Michele                – Comme?

 

2° Giudice           – Converrete che avremmo anche diritto ad una consona scranna!

 

Michele                – Si si, e comme no!… ( rivolto al pubblico) Madonna mia, ma chi li capisce a chisti!

 

3° Giudice           – Immagino che abbiate provveduto ad un tal semplice uffizio!

 

Michele                – Ma certamente!! … ( sempre rivolto al pubblico) Raffaele aveva ritt’ che faceva ampressa! Raffaè, Raffaè… (in tono lamentoso)

 

4° Giudice           – (Un po’ spazientito) Ordunque, ci vuole indicare il nostro ricovero?

 

Michele                – Ma pecchè, ve sentite malamente? Aggia chiama ò spitale?

 

(Si guardano tutti, poi rivolti al 5° Giudice in coro)

 

Tutti i 4 giudici   – Risolvi tu questa incresciosa questione!

 

5° Giudice (napoletano) – (rivolgendosi in tono perentorio a Michele) Statemi bene a sentire: “Arò ciamma assettà???”

 

Michele                – Ah, questo volevate sapere? Sissignore, ai vostri ordini! Venite da questa parte!

 

(Il bidello li conduce verso il tavolo, prende i cavalieri con i nomi di ciascuno incisi

sopra e non sapendoli leggere, sussurra al pubblico)

 

Michele                –Mò vene ù bello! E comme se legge cà! ( i nomi scritti sono troppo difficili da decifrare, rivolgendosi al giudice napoletano) Scusate, signor giudice, ma ho dimenticato gli occhiali a casa. Come si legge qua?

 

5° Giudice           – Gli occhiali a casa eh! Date qua! (Gli toglie bruscamente dalle mani i cavalieri e comincia a elencare i nomi dei suoi colleghi)

 

– Illustrissimo Giudice, difensore del diritto internazionalista e pacifista, dott. Luca Zevoli;

– Illustrissimo Giudice, difensore del diritto della famiglia, dott. Giuseppe Di Fusco;

– Illustrissimo Giudice, difensore del diritto del lavoro, dott. Antonio Maria Semprebuono;

– Illustrissimo Giudice, difensore dei diritti inviolabili della persona, di uguaglianza formale e sostanziale, dott. Gianfranco Varone;

–         Illustrissimo Giudice, difensore del diritto alla libera manifestazione del pensiero, dott. Luca Miraglia…                     

(si guarda un po’ intorno) Dove sta? Ah, sò io! Chisto m’hà rimbambito! Mi posso sedere.

 

1° Giudice           Ah, eccoci qua finalmente…anche se …noi siamo avvezzi a ben altri PODI DOTTORALI!

 

Michele                    Quando UCCIDONO i maiali? No, mò nun è tiemp! Ata venì a Natale: salciccia, capocollo, ventresca: tutta roba fresca fresca!

 

2° Giudice           Ma cosa avete capito? E’ che noi siamo abituati al piedistallo!

 

Michele                V’aspettavano ‘o tarallo? Ma chesta è na scola…nun ve pozzo accuntentà manche stavolta, cà nun è cosa! … chesta è roba d’a Zuzzosa! (nota fornaia di Mondragone)

 

3° Giudice           ‘A Zuzzosa? Ma qui si parla di basamenti, di una nobile pedagna…

 

Michele                AOOO!!! Chist nun è nù ristorante, ca nun se magna!

 

 

4° Giudice           Qui non si ha contezza della nostra nobile statura! Adesso ve lo dico in musica, magari mi capirete meglio!

 

Un Giudice di Fabrizio de Andrè

“Fu nelle notti insonni vegliate al lume del rancore
che preparai gli esami, diventai procuratore,
per imboccare la strada che dalle panche di una cattedrale
porta alla sacrestia quindi alla cattedra di un tribunale:
giudice finalmente, arbitro in terra del bene e del male.

 

Vi è più chiaro adesso il concetto? Noi, dello Stato, rappresentiamo la Magistratura!

 

Michele                Ho capito, ho capito… ‘a pizza c’a verdura! Ca ‘ a

chiamammo “calascione”. Comme ‘a fà a maestra Emilia non c’è

paragone! E poi, stà bene al Signor Giudice! ‘I che bella

canzone che m’ha cantato! L’altare, a sacrestia…Ma senza soldi nun se cantano messe…! E a me p’a verità, m’attocca solo na messa letta!

 

5° Giudice           Colleghi, finiamola qua. Chiediamo a questo pover’uomo…

 

Michele                Mò ate ritt’ proprio buono!!! Cu chilli quatt sordi che me danno!

Ma se vossia volesse… (fa un gesto ruffiano con la mano, o gli tocca la spalla con il gomito), capiscime a me…

 

5° Giudice           …dicevo… Andate a chiamare il Dirigente scolastico e la sua

Vicaria. Fateli venire immediatamente e dite loro che dobbiamo discutere su un fatto gravissimo, di cui dovranno rispondere davanti a noi: in questa scuola si fa FILOSOFIA…. FILOSOFIA!!!

 

(tutti i giudici in coro) FI…LO…SO…FIA!!!!

 

1° Giudice           Le fonti che hanno riportato questo illecito per gli ordinamenti scolastici vigenti sono attendibilissime (quasi lo sussurra).

 

2° Giudice           Siamo ricorsi persino alle intercettazioni telefoniche!

 

3° Giudice           La più colpevole di tutti è un’insegnante in particolare, ma neanche le sue colleghe scherzano! Per non parlare dei loro genitori e degli stessi bambini!

 

(tutti i giudici in coro) I_ B_A_M_B_I_N_I_!!! L_A_ F_I_L_O_S_O_F_I_A, seh, seh!

 

4° Giudice           Valuteremo attentamente la posizione di tutti e alla fine sentenzieremo!

 

5° Giudice           Dite al preside che i giudici della CORTE gli mandano a dire “OMNIS DETERMINATIO EST NEGATIO”. Vi è chiaro? Fatemi sentire, ripetete quello che vi ho detto!

 

Michele                Signor Giudice, ma che so scemo? Mò vi faccio vedere come ho capito bello: “COMME PAGAZIO, COSI’ PITTAZIO!” E a me… (fa il gesto con la mano per dire ”Niente”)

 

(Tutti i giudici si portano le mani alla testa, sconsolati. Michele va a chiamare il

Preside e la sua vicaria.)

 

(Entrano un gruppo di 5 bambini con un’insegnante, che con block notes in mano

declamano aforismi e massime di filosofi commentandoli fra di loro e spiegandone il

senso al pubblico.)

 

Maestra               Vediamo, ragazzi, quali sono le massime filosofiche che più vi

hanno colpito del progetto che si è svolto quest’anno

 

1° Alunno/a        A me è piaciuta quella tratta dal “Piccolo principe” che dice

                              “L’essenziale è invisibile agli occhi”!

 

Maestra               Ah, bene, e cosa significa?

 

 2° Alunno/a       Che spesso lo sguardo ci inganna, la verità non è sempre quella

che ci appare, ma è più nascosta, forse fra le pieghe dell’anima.

 

Maestra               E poi?

 

3° Alunno/a        A me è piaciuta la massima di Averroè che dice “Il pensiero ha le

                              ali, nessuno può arrestarne il volo”!

 

Maestra               Molto interessante… cosa avete da dirmi in proposito?

 

4° Alunno/a        Averroè era un filosofo perseguitato per le sue idee.

 

5° Alunno/a        Volevano addirittura ucciderlo e bruciare i suoi libri!

 

6° Alunno/a        Ma non sarebbe servito a nulla! Tutto si può distruggere di una

                               persona ma non il suo pensiero, che resta nella memoria di tutti

                               anche oltre la vita.

 

Maestra               Ottimo, ragazzi! 10 e lode per questa LEZIONE DI PENSIERO!

 

 

(L’insegnante e i bambini escono di scena)

 

1° Giudice           Cosa vi avevamo detto noi?

 

2° Giudice           Vedete? Questa è la prova fanno…

 

(tutti i giudici in coro)  F_I_L_O_S_O_F_I_A!

 

(Arrivano intanto il Preside e la sua vicaria, il bidello sta dietro di loro. Entrano in

modo austero.)

 

Dirigente             E’ il caso di dire, SIGNORI della CORTE, benvenuti nella nostra scuola!

 

Vicaria                Ci sentiamo davvero onorati della vostra illustre presenza nel nostro istituto. Avete avuto un pensiero gentilissimo a ricambiarci la visita che vi abbiamo fatto il 22 febbraio scorso; è stata per noi un’occasione indimenticabile!

 

3° Giudice           Gentilissimo Preside SANTO… (descrive un cerchio intorno alla testa, come a disegnare un’aureola) …NASTASO; gentilissima prof.ssa CAPO…(si batte una mano in testa)… TOSTO (picchia un pugno sul tavolo)

 

Michele                Gentilissimo MI…(gesto con la mano in aria) CHELE!

 

4° Giudice           Stia zitto Lei!

 

Michele                Mi stavo solo salutando…e che miseria!

 

(Il preside e la vicaria lo guardano sdegnati)

 

5° Giudice           Dicevamo…la nostra visita non è un affare di cortesia, siamo stati

mossi da ben altro!

 

Michele                Mossi?!? ‘A MOSSA!

 

(Musica della celebre canzone Lilì Kangì accompagnata dalla celebre “mossa” che Michele  inizia a fare, seguito poi dai giudici, dal dirigente, dalla sua vice).

 

1° Giudice           Ma cosa ci fate fare? Vi prego, un po’ di contegno!

 

Michele                Aspettate, mo mò segno!

 

2° Giudice           Bando alle ciance! Signor Preside, signora Copotosto, noi

siamo qui per mettervi sotto accusa per un atto compiuto in questa

scuola che costituisce una grave infrazione ai regolamenti

scolastici vigenti.

 

3° Giudice           Per la vostra deposizione, giurate di “dire tutta la

verità, solo la verità, nient’altro che la

verità”  

 

(Il preside e la vicaria si guardano straniti)

 

Insieme                Lo giuriamo!

 

4° Giudice           E’ vero che questa è una scuola elementare?

 

Insieme                E’ vero!

 

5° Giudice           E’ vero o non è vero che questa scuola non è un Liceo o

l’università?

 

Capotosto           Bhè, mi sembra ovvio!

 

Preside                Si… in effetti…

 

1° Giudice           E adesso, ascoltatami bene… E’ vero o non è vero che in

questa scuola si insegna FILOSOFIA AI BAMBINI?

 

Insieme                VERISSIMO!

 

2° Giudice           ALLORA LO CONFESSATE! Tutte le prove raccolte contro

di voi, sono ampiamente confermate dalla vostra medesima

testimonianza!

 

3° Giudice           D’altra parte era chiaro, già dalla visita alla Corte

Costituzionale, che questi non era dei semplici scolaretti!

 

4° Giudice           Troppa maturità, troppo spirito critico, troppa capacità di

pensare, pensare, pensare…

 

5° Giudice           Fare domande, mettere in discussione, ragionare…

ragionare…ragionare

 

Preside                 Bhè, vedete, io sono un matematico e in quanto tale subisco il fascino della filosofia. Tanti matematici sono stati degli illustri pensatori: Galilei, Einstein, Popper.

Quando sono arrivato a Mondragone, con quanta gioia ho appreso di questa esperienza coraggiosa! Fra me e me ho pensato…. (inizia a cantare)

 

Un Ottico di Fabrizio de Andrè

“Non più preside ma allenatore di menti,

per improvvisare occhi contenti.

Perché le pupille abituate a copiare

Inventino i mondi sui quali guardare.

Seguite con me questo occhi sognare

Fuggire dall’orbita…

E non voler ritornare!” 

 

Michele                Thè, thè… e cà me pare ‘o Festival e’ Sanremo!

 

1° Giudice           Esimio Dirigente, Esimio dirigente! Sia ben chiaro, Lei è

colpevole senza ombra di dubbio! Le concederemo però delle

attenuanti, visto che è in questa scuola solo da quest’anno!

 

2° Giudice           Ma Lei, Signora Capotosto, che sta facendo la vicaria in questa

scuola da… UH,UH… (accompagna il mugolio con un gesto della

mano, per dire “da una vita”) perché non si è mai opposta a questo progetto?

 

Capotosto           Signor Giudice, oltre a collaborare con il Dirigente…

 

Preside                Si, ma cà CUMAND’ IO! (e sbatte la mano sul tavolo)

 

Capotosto           Si, dicevo…io mi occupo della Dispersione scolastica. Lei saprà

che chi svolge questo lavoro è vicino ai bambini e alle famiglie

che avvertono qualche forma di disagio. Il progetto “Imparare a

Pensare” mi ha aiutato a far capire loro che tutti a questo mondo

siamo diversi gli uni dagli altri. La maggior parte dei bambini non

ha voglia di studiare e di venire a scuola, sa… ogni bambino in

fondo, in fondo al cuore E’ UNO SCUGNIZZO ma la scuola può

cambiare la RUMBA!

 

(Entra un gruppo di bambini che canta e balla la “Rumba d’è scugnizzi”.

Dopo che i bambini sono usciti, Michele riprende i loro passi e canticchia qualche strofa della canzone, coinvolto dall’atmosfera allegra).

 

 

3° Giudice           Ma come fate a sopportare questo individuo? In Italia, quando

qualcuno dà fastidio, lo si promuove, gli si dà un incarico più

importante e lo si allontana!

 

Preside e Capotosto     Ma pecchè nun v’ò pigliate vui?

 

 

Michele                E io qua volevo arrivare? Me preparo la valigia?

                 

4° Giudice           Ma quale valigia? Ordunque, Signor Preside, la vostra posizione ci

è chiarissima, in nome del diritto internazionalista e pacifista cercheremo di trovare delle attenuanti anche per la signora Capotosto. Ma fate presentare al nostro cospetto   la maestra che ha avuto l’idea bislacca di portare il progetto di filosofia con i bambini in questa scuola.

 

Preside e Capotosto     SISSIGNORE!

 

(Mentre arriva la maestra, Michele  comincia a provare malinconia all’idea di dover

lasciare il suo lavoro).

 

Michele                Signor Giudice, ma quanto può guadagnare più di me un commesso della Corte Costituzionale? Certo – più di me – ma a pensarci bene, miez’ a sti genitori e a ste creature, a me m’ ce piace assai ’e sta!

                                                       

5° Giudice           Ah dunque, amate il vostro lavoro?

 

Michele                Assai! Certo, anche se alcune volte, Raffaele nun se po’ proprio suppurtà!

 

5° Giudice           E che credete che la nostra vita sia semplice, con la classe  politica

che ci ritroviamo? Le leggi dovrebbero assicurare uguaglianza di

opportunità a tutti…

 

Michele                Anche negli stipendi….!

 

5° Giudice           … invece, in Italia c’è la legge del sorpasso, della scorciatoia…

ma il discorso sarebbe troppo lungo da raccontare

 

(Entra l’insegnante che ha ideato il progetto “Imparare a pensare”)

 

5° Giudice           Ah, ecco l’insegnante che aspettavamo. Signora qual è il suo

nome?       

 

Maestra               Non importa il mio nome. Io rappresento un gruppo di colleghe,

con le quali – per 5 anni – ho condiviso tutto, in perfetto accordo. Il Progetto esiste solo grazie a questa meravigliosa intesa.

 

1° Giudice           Va bene, acquisiremo dopo le sue generalità      . Adesso GIURI DI

DIRE TUTTA LA VERITA’, SOLO LA VERITA’,

NIENT’ALTRO CHE LA VERITA’!

        

Maestra               Che strano, sono 5 anni che con i nostri alunni recitiamo

questo giuramento in difesa della verità, e ora

tocca a me…. OK, LO GIURO!

        

2° Giudice           Gentile signora, Lei non può negare di aver introdotto in questa

scuola il progetto IMPARARE A PENSARE, tutte le prove in

nostro possesso lo dimostrano ampiamente. Vuole spiegarci COME E perché ha commesso questo affronto agli ordinamenti scolastici vigenti?

 

Maestra               Signor Giudice, le pare che una barca possa muoversi senza chi la

rema? Io ho solo messo UN’ IDEA a disposizione di questa

scuola, ma ho trovato tante menti e tanti cuori disposti a remare. Da soli, non si arriva da nessuna parte. Una volta una donna speciale, incontrando dei giornalisti, disse che tutti insieme dobbiamo trasformare il mondo. Uno di loro le fece un’osservazione un po’ provocatoria “Ma dopo tutto quello che Lei ha fatto, è forse cambiato qualcosa nel mondo?” E lei rispose: “Non siamo noi, ad uno ad uno, che dobbiamo cambiarlo. Noi siamo solo una piccola goccia in un oceano. Una goccia MA PULITA. Io sono una goccia, un’altra goccia è lei. E’ sposato? Allora sia una goccia insieme a sua moglie. Siamo già tre gocce ma pulite. Ha figli? Ecco nuove gocce pulite si uniscono ad altre gocce. Quanti siamo? Non possiamo saperlo; ma quando il mondo sarà pieno, il mondo sarà trasformato”

Le è piaciuta questa storia?

 

 3° Giudice          A dire la verità, non ci è chiaro proprio tutto, ma dentro di noi

sentiamo che è veramente bella.

 

Maestra               Bhè, questo era solo l’inizio della storia, ma ora tocca ai bambini

continuare a cantarla.

 

(Entra un coro di bambini e canta la canzone “GOCCIA DOPO GOCCIA” mixata.

Michele continua a intonare il ritornello del coro).

 

 4° Giudice          Ah, voi non la volete proprio smettere?

 

Michele                E chi ci viene alla Corte costituzionale? Là chi me le canta

queste canzoni!

 

5° Giudice           Ma chi ve ce vò! Dunque questi fatti gettano una luce nuova sul

caso strano di questa scuola!

Per il diritto allo studio, assolviamo il Preside.

Per il diritto  internazionalista e pacifista assolviamo la sua vicaria.

Per i diritti inviolabili della persona assolviamo le maestre

E cà, a chi condannamm’???

 

2° Giudice           Io sono il Giudice del diritto della famiglia. A questo punto chiamo una mamma fra il pubblico, la Sig.ra PAGLIUCA LIVIA, perché è giusto che il processo lo subiscano anche i genitori! Venga, venga signora Livia….

 

(Una bambina che impersona la mamma dal pubblico si alza e sale sulla scena).

 

2° Giudice           In nome della legge…(sta per recitare la formula, ma la signora afferra il libro, vi posa una mano sopra e dice)

 

Mamma              SI, SI,… GIA’ SACC’ TUTT’ COSE. LO GIURO!

 

Michele                Pà miseria, s’à m’parate a memoria à parte!

 

2° Giudice           Signora, Lei per 5 – dico per 5! – lunghi anni è stata rappresentante dei genitori della classe V E. Ha per caso corrotto qualcuno per ottenere sempre tutti questi voti?

 

Mamma              Ma no, Signor Giudice. Crede che siano poi tanti i genitori che abbiano il tempo e la voglia di stare appresso alle questioni della scuola? Eppure è così importante!!! In fondo, le maestre a scuola, noi a casa, siamo tutti educatori!

 

3° Giudice           Mi sembra un discorso ineccepibile questo. Ehm…Ehm.. Ci dica Signora, perché non si è mai opposta, in nome del popolo dei genitori, a questo stravagante progetto dal titolo “Imparare a pensare?”

 

Mamma              La risposta è molto semplice: all’inizio ci siamo fidate delle insegnanti. Abbiamo pensato, “Sono persone serie, insegnano in modo serio, saranno seri anche i loro progetti!”. Come si può capire fin da subito il valore di questa attività? E’ un po’ come fare il mestiere della mamma… perché i nostri figli ci apprezzano sempre e subito? C’è una poesia di Eduardo de Filippo che sarebbe bene ascoltassimo tutti

 

(Entra un bambino che recita la poesia ‘Mamma mia” di Eduardo).

 

Bambino             Mamma mia, te tengo attuorno
D’’a matina fin’ ‘a sera;
Vierno pare primavera
Mò ca staje sempe cu’me.
Si fa viento tu me parle
Miez’ ‘o mare sento: “Figlio!”
Si me serve nu cunziglio,
Dint’ ‘o scuro vieni tu.
Mamma, mamma mia bella…
Quanta vota penzo a quanno
Se po’ dì ca dint’ ‘a n’anno
Ce vedevamo si e no!
Giuvanotto me sentevo
Capuzziello, preputente…
Te so figlio overamente
Mò ca nun te tengo cchiù.

 

( A seguire, la canzone “Mamma”. Sono tutti commossi. Tirano fuori i

fazzoletti per asciugarsi le lacrime.

 

Michele                ‘O verite? A Roma nun ce vengo, nun ce vengo e nun ce vengo!!!

 

Mamma              Ecco signor Giudice, io credo che solo quando i nostri figli lasceranno questa scuola potranno capire cosa hanno avuto in questi anni e cosa hanno perso!

 

4° Giudice           A questo punto cosa si fa? Dobbiamo ritenere assolta anche la mamma??? (gli altri giudici lo guardano, in tono affermativo)

                            E va bene signora può andare.

 

(La signora ringrazia ed esce di scena).

 

5° Giudice           Ma voi vedete un poco in che situazione ci siamo cacciati? Siamo venuti fino a qui per non condannare nessuno? Non è necessario neanche riunirci nel GABINETTO DI CONSIGLIO PER L’EMISSIONE DEL VERDETTO!

 

Michele                No, no, ce putite ì n’to gabinetto! Emettete tutto quello che volete! E’ pulito comm à nu specchio!

 

5° Giudice           Mamma mia, ma voi capite semp’ nà cosa pe n’ata? E fatemi legge sta sentenza n’grazia è Dio! (si alza e va davanti al pubblico)

                            Per i poteri conferitici dalla legge, dopo aver ascoltato le ragioni degli imputati, li giudichiamo assolti con formula piena.

                            Da oggi “OMNIS DETERMINATIO, NON EST NEGATIO SED AFFERMATIO”, ovverossia ANCHE  Se questa è una scuola elementare SI PUO’ FARE FILOSOFIA con i bambini.

 

Tutti i giudici      MAGARI LA FACESSERO TUTTI!

 

5° Giudice           LA CORTE SI RITIRA (e i giudici escono di scena)

 

(Raffaele arriva trafelato)

 

Raffaele              Michè, se ne sono andati i giudici? Ma che vulevano?

 

Michele                Raffaè, so venuti pecchè me vulevano purtà a Roma con loro! Là hanno bisogno di professionisti seri, modestamente comme à me! Ma io nun ce vaco! E po’, comme facesse senza è te (e l’abbraccia).

 

 

(Il sipario si chiude con Raffaele che scuote le mani in segno di insofferenza.

Segue il ballo “La n’trezzata”).

 

                                                                  Roberta Martullo

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